S. Giovanni Bosco
Sette considerazioni per i giorni della settimana
(Estratto da: "Il giovane provveduto")
(Estratto da: "Il giovane provveduto")
MARTEDÌ
La morte.
2.
Quantunque sia incerto il luogo e incerta l'ora di tua morte, ne è però certa
la venuta. Speriamo pure che l'ora estrema di tua vita non venga in maniera
repentina o violenta, ma lentamente e con ordinaria malattia. Verrà ad ogni
modo un giorno in cui, steso in un letto, sarai vicino a passare alla eternità,
assistito da un sacerdote che ti raccomanderà l'anima, col crocifisso da un
canto, una candela accesa dall'altro, e attorno i parenti che piangono. Avrai
la testa addolorata, gli occhi oscurati, la lingua arsa, le fauci chiuse,
oppresso il petto, il sangue gelato, la carne consunta, il cuore trafitto.
Spirata che avrai l'anima, il tuo corpo vestito di pochi cenci verrà gettato a
marcire in una fossa... Quivi i sorci ed i vermi ti roderanno tutte le carni, e
di te non rimarrà niente altro che quattr'ossa spolpate ed un po’ di polvere
fetente. Apri un sepolcro e vedi a che è ridotto quel giovane ricco,
quell'ambizioso, quel superbo. Leggi attentamente queste righe, figliuolo mio,
e ricòrdati che si applicano anche a te come a tutti gli altri uomini. Adesso
il demonio per indurti a peccare vorrebbe distoglierti da questo pensiero, e
scusare la colpa, dicendoti che non c'è gran male in quel piacere, in quella
disobbedienza, nel tralasciare la Messa nei giorni festivi; ma in morte ti
scoprirà la gravezza di questi e di altri tuoi peccati, e te li metterà
innanzi. E che farai tu allora, sul punto d'incamminarti per la tua eternità?
Guai a chi si trova in disgrazia di Dio in quel momento!
3. Considera
che da quel momento dipende la tua eterna salute, o la tua eterna dannazione.
Vicini a morire, vicini a quell'ultimo chiuder di bocca, al lume di quella
candela, quante cose si vedranno! Due volte ci si tiene accesa dinanzi una
candela: quando siamo battezzati e al punto di morte; la prima volta per farci
conoscere i precetti della divina legge che dobbiamo osservare; la seconda per
farci vedere se li abbiamo osservati. Perciò, o figlio mio, alla luce di questa
vedrai se avrai amato il tuo Dio, oppure se l'avrai disprezzato; se avrai
onorato il suo santo nome, o se l'avrai bestemmiato; vedrai le feste profanate,
le Messe tralasciate, le disobbedienze fatte a' superiori, gli scandali dati ai
compagni; vedrai quella superbia, quell'orgoglio, che ti lusingarono; vedrai...
oh Dio! tutto vedrai in quel momento, nel quale ti s'aprirà dinanzi la via
dell'eternità: Moméntum a quo pendet aetérnitas. Oh grande, terribile momento,
da cui dipende un'eternità di gloria o di pena! Capisci quel che ti dico?
Voglio dire che da quel momento dipende l'andare in Paradiso o all'inferno;
l'essere per sempre contento, o per sempre afflitto; per sempre figlio di Dio,
o per sempre schiavo del demonio; per sempre godere cogli Angioli e coi Santi
in Cielo, o gemere ed ardere per sempre coi dannati nell'inferno!
Temi
grandemente per l'anima tua, e pensa che dal viver bene dipende una buona morte
ed un'eternità di gloria. Perciò non tardar più, e preparati fin d'ora a fare
una buona confessione e ad aggiustar bene le partite della tua coscienza,
promettendo al Signore di perdonare a' tuoi nemici, di riparare gli scandali
dati, di essere più obbediente, di astenerti dalle carni nei giorni proibiti,
di non più perder tempo, di santificare la feste, di adempiere i doveri del tuo
stato.
Intanto
mettiti dinanzi al tuo Signore, e digli di cuore così: «Mio Signore, sin da
questo momento io mi converto a Voi; vi amo, voglio amarvi e servirvi sino alla
morte. Vergine Santissima, Madre mia, aiutatemi in quel punto terribile. Gesù,
Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia».
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