
MI CERCATE? PERCHE'?
Dal Vangelo secondo Gv 6, 24-35
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.
Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo»
In questa 18.ma Domenica del tempo ordinario Anno B, del 02 agosto 2015, Gesù ci pone un interrogativo devastante: perché mi cercate?
- Mi cercate?
- Perché?
La prima cosa che Gesù ci chiede è: se lo cerchiamo.
Chiediamocelo: cerchiamo veramente Gesù?
Il perché lo cerchiamo viene dopo, prima bisogna rispondere all’interrogativo
principale: cerchiamo Gesù?
Non rispondete subito sì, perché se ben riflettete non è così scontato
e se anche la risposta fosse veramente affermativa, c’è quel ‘’perché’’ che ci
fa sobbalzare e ci fa tremare.
Dice papa Francesco che provare un po’ di vergogna è salutare, anche
entrare un po’ in crisi è salutare:
cerco davvero Gesù?
E se lo cerco, perché?
A guardarci bene intorno, io direi che quelle folle che cercavano Gesù
duemila anni fa si sono ormai disperse, si sono rarefatte, hanno preso strade
diverse, opposte, più larghe e più comode, ma anche più spinose e più
pericolose, più dolorose, perché lontane da Gesù il dolore è sempre più acuto.
Dove sono le folle? Dove sono coloro che lo cercano?
Le Chiese sono deserte. L’Eucarestia è profanata. La confessione è
dimenticata. La vita è abbandonata.
Il Vangelo è trascurato. Lo Spirito Santo è mortificato.
L’Amore è tradito.
Il bisogno di Gesù è sommerso dai beni di questo mondo che ci
soverchiano e ci oltrepassano e ci violentano con le loro proposte invadenti e
pressanti, martellanti e urlanti.
Non abbiamo più bisogno del Pane di Gesù.
Ora quel bambino può anche mangiar da solo i suoi cinque pani e due pesci, neanche il suo atto di
carità serve più, può egoisticamente pensare a sé.
Oggi si fa a meno del pane, per cui venuto meno il bisogno primario non
abbiamo più bisogno di Dio.
Cosa potrebbe darci?
Il successo? No, lo sappiamo che non ha promesso successo a nessuno?
I soldi? No, lo sappiamo che ha raccomandato anche ai suoi discepoli di
partire senza prendere con loro denaro.
Il potere? No, sappiamo la
risposta che diede a satana quando lo tentava nel deserto.
E allora che cosa potrebbe mai darci?
Se Dio non può darci più niente, allora a che serve?
Ecco, Gesù va a finire in quella lunga lista che va sotto il nome di ‘’scarti’’,
persone e cose da scartare, inutili, insignificanti, scomode per una società in
continuo rinnovamento e continuo cambiamento.
Gesù è come quei vecchi immobilizzati nei loro letti che danno fastidio, per cui è meglio
somministrare loro la morte.
Gesù è come quei disabili che vanno contro la cultura dell’apparenza e
dell’immagine, per cui è meglio ammazzarli prima che nascano, un peso in meno,
un pensiero in meno, una spesa in meno.
Gesù è come quegli immigrati che vanno buttati a mare per alleggerire
il barcone; come quegli immigrati che vanno rimandati indietro perché non c’è
pane a sufficienza per la loro fame.
Gesù è come tutti coloro che non servono più alla società, perché non
producono più, diventando così un peso per tutti.
Gesù è ormai ‘’uno scarto della
società’’, un rifiuto, una persona scomoda che va eliminata.
Oggi non abbiamo più bisogno del suo pane.
Non abbiamo più bisogno dei suoi pesci.
Non abbiamo più tempo per inseguirlo nei suoi spostamenti.
Non abbiamo più desiderio di Lui.
Allora ecco che la risposta viene da sé: mi cercate? NO! Non ti
cerchiamo più!
La seconda risposta non ha più senso, se la prima è negativa, inutile
chiedersi il perché.
Abbiamo esaurito ogni risposta.
No!
Com’è triste questa risposta! Com’è vuota! Com’è dolorosa! Com’è
angosciante! Com’è sconcertante!
Com’è terribilmente annullante!
Annullando il bisogno di Dio, annulliamo noi stessi; non possiamo
sradicare dal nostro cuore il bisogno intimo e profondo con Dio, non possiamo
neanche se lo volessimo!
No, non possiamo fare a meno del Suo Pane neanche oggi in questa
società del mordi e fuggi, dell’usa e getta, del mangi e butta, del troppo che
storpia… no, non possiamo farne a meno, che ci piaccia o no!
Oggi più che mai abbiamo bisogno di cercare Gesù, di seguirlo, anzi di
inseguirlo, di precederlo per assicurarci di incontrarlo, di non perderlo lungo
la strada… abbiamo bisogno di Lui, del Suo Pane, di fermarci alla sua mensa, di
essere invitati al suo banchetto, di provare quella sazietà che fa ricco ogni
povero, che fa re ogni mendicante, che fa felice ogni disperato, che fa rivivere
ogni vita morta.
Abbiamo bisogno di gridargli forte: abbiamo bisogno del tuo Pane!
Ma quella voce resta sommersa! Forse per paura!
Abbiamo paura di scoprirci poveri, fragili, miseri, mendicanti,
impotenti… abbiamo paura della nostra fragilità!
Per esorcizzare la paura, ci trasformiamo in comparse spensierate e
famose, ricche di se stesse, autosufficienti, autoreferenziali. Potenti. Forti.
In realtà... soltanto fortemente deboli!
In realtà... soltanto fortemente deboli!
Mi cercate?
No. Non ti cerchiamo perché ci fai paura. Tu scopri le nostre
fragilità, tu scopri i nostri limiti. Tu scopri la nostra miseria. Tu ci togli
l’illusione del nostro essere potenti.
Tu ci ricordi che siamo soltanto polvere.
Tu ci ricordi che siamo soltanto polvere.
Tu ci ricordi che TU solo sei l’autore della vita, che Tu solo sei il
padrone della morte, che Tu solo puoi creare dal nulla, che a noi niente è
possibile senza di te e che a te niente è impossibile.
Tu ci ricordi pensieri per noi insopportabili, inaccettabili, dall’alto
della nostra presunta acquisita nobiltà e mondana
regalità.
Mi cercate?
No, non più.
Adesso su quella Croce puoi anche morire e restarci per sempre.
La tua resurrezione non ci serve più.
La tua resurrezione non ci serve più.
Quella Croce non ci serve più.
Il tuo sacrificio non serve più.
La tua alleanza non ha più senso.
Quella tomba può anche restare chiusa.
Non tornare più in mezzo a noi, non c’è posto per te nel nostro mondo.
Le folle sono impegnate negli ipermercati. Nei megaconcerti. Nei superspettacoli.
Non tornare, perché non abbiamo tempo per te.
Mi cercate?
No.
Inutile dunque chiedere ‘’perché’’, è un perché fuori luogo: non
cerchiamo più Gesù, le sue domande non ci interpellano più, la sua proposta non
ci attira più, né i suoi segni né il suo pane.
Siamo sazi. Siamo satolli. Siamo pieni del vuoto che ingurgitiamo ogni
giorno nel frastuono massacrante del mondo. Siamo sazi del nostro
sproporzionato egoismo.
Siamo pieni del nostro smisurato io, non abbiamo più bisogno di un Dio
che viene in povertà e che non combatte per il possesso di un territorio, ma che ci
dice di dare quel che abbiamo, gratuitamente, liberamente, volontariamente,
totalmente.
Mi cercate?
No, non lo vogliamo un Dio così!
Mi cercate?
No!
Perché?
Perché stiamo meglio senza di te. Perché se tu non ci sei noi possiamo
fare ciò che vogliamo.
Noi possiamo dire ciò che vogliamo.
Noi possiamo andare dove vogliamo.
Noi possiamo andare dove vogliamo.
No, non vogliamo cercarti… non hai nulla da darci, il tuo pane non ci
sfama più.
Siamo affamati di libidine, di passioni perverse, di amori scellerati,
di piaceri dissoluti.
No, non venire, non tornare… restatene dove sei… non venire a rovinarci
le nostre lussuriose alcove.
Non vogliamo cercarti, non vogliamo incontrarti… non ti vogliamo più!
Ma, dice il salmo 138...
7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del
mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno l'oscurità mi
copra
e intorno a me sia la notte»;
12 nemmeno le tenebre per te sono
oscure,
e la notte è chiara come il
giorno;
per te le tenebre sono come luce.
13 Sei tu che hai creato le mie
viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia
madre.
Mi cercate?
No, noi no, non più.
Non potete non cercarmi, non potete andare fuori da me.
Dove andare fuori dal mio amore e dalla Mia Parola. Non potete negare
ciò che è vero.
Io continuerò a cercarvi, nonostante il vostro rifiuto; continuerò a
darvi quel Pane, nonostante la vostra sazietà, continuerò ad amarvi, nonostante
il vostro odio.
Io continuerò ad essere per voi salvezza, perché Io SONO IL SIGNORE
VOSTRO DIO E SONO FEDELE ALLE MIE PROMESSE… la vostra infedeltà mi ferisce, ma
il Mio Cuore è ferito dall’Amore per voi… non potete non cercarmi… perchè Io sono
per voi… Io sono tutto quel di cui avete bisogno: sono la vostra fame, la
vostra sete, la vostra vita, la vostra forza, la vostra libertà, la vostra
felicità… venite a me… e vi darò il Pane dell’eternità… gustatelo… e vedrete
che non potrete fare più a meno della sua bontà.
Avete paura di farlo?
No, non abbiate paura, Io ho vinto il mondo, ho vinto la morte, ho
vinto anche le vostre paure!
Cercatemi… ed Io mi farò trovare… sono qui… sono per voi… sono con voi.
Cercatemi ed io verrò e prenderò dimora presso di voi, perché la vostra
felicità sia piena.
Non è la morte che sono venuto a darvi, ma la vita.
Cercatemi… e vivrete per sempre. Io sono il Pane di Vita eterna.
Prendetene e mangiatene: è il Mio Corpo dato in sacrificio per voi.
Non vi chiedo niente in cambio, prendetene in abbondanza, gustatene la
bontà… siete liberi… questo è il Pane della Libertà.
Io, il vostro Dio, vi libererò da tutte le vostre sozzure,
‘’16 Mi fu rivolta questa parola
del Signore: 17 «Figlio dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava il suo
paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue azioni. Come l'impurità di
una donna nel suo tempo è stata la loro condotta davanti a me. 18 Perciò ho
riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e
per gli idoli con i quali l'avevano contaminato. 19 Li ho dispersi fra le genti
e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro
condotta e le loro azioni. 20 Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e
disonorarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il
popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese. 21 Ma io ho
avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le
genti presso le quali sono andati. 22 Annunzia alla casa d'Israele: Così dice
il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, gente d'Israele, ma per amore
del mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete
andati. 23 Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato
da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore -
parola del Signore Dio - quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro
occhi. 24 Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul
vostro suolo. 25 Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi
purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; 26 vi darò un
cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore
di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Porrò il mio spirito dentro di voi e
vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica
le mie leggi. 28 Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete
il mio popolo e io sarò il vostro Dio. 29 Vi libererò da tutte le vostre
impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la
carestia. 30 Moltiplicherò i frutti degli alberi e il prodotto dei campi,
perché non soffriate più la vergogna della fame fra le genti. 31 Vi ricorderete
della vostra cattiva condotta e delle vostre azioni che non erano buone e
proverete disgusto di voi stessi per le vostre iniquità e le vostre nefandezze.
32 Non per riguardo a voi, io agisco - dice il Signore Dio - sappiatelo bene.
Vergognatevi e arrossite della vostra condotta, o Israeliti». 33 Così dice il
Signore Dio: «Quando vi avrò purificati da tutte le vostre iniquità, vi farò
riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno ricostruite. 34 Quella
terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un deserto, sarà
ricoltivata 35 e si dirà: La terra, che era desolata, è diventata ora come il
giardino dell'Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono
fortificate e abitate. 36 I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno
che io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra
che era un deserto. Io, il Signore, l'ho detto e lo farò». (Ez 36, 16 -28)
Cercatemi… voglio amarvi… lasciatevi amare… lasciatemi la libertà di
cercarvi… lasciatevi la libertà di farvi trovare… Io continuerò a cercarvi fino
alla fine dei tempi…
Vi cerco… semplicemente perché vi amo!
Cercatemi… semplicemente perché voglio amarvi!
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