MARIA...
REGINA DEL POPOLO
E’ certamente singolare il dono di Maria di conquistare i cuori di
piccoli e grandi, di gente colta e di gente analfabeta, di uomini e donne
di ogni epoca e di ogni estrazione sociale; ai suoi numerosissimi titoli bisognerebbe
aggiungerne un altro: Maria, Regina del
popolo!
Di certo è la più amata dai popoli di ogni tempo; i cuori di tante
popolazioni le appartengono per quella devozione popolare che nasce da un cuore
umile che, nella sua miseria ed ignoranza anche dei concetti minimi della fede,
cerca un Rifugio, uno Scoglio sicuro, una Mano materna che lo sollevi dal fango
quotidiano.
Maria ha il dono grande di attirare a sé i cuori più induriti,
quelli dei più impenitenti, quelli dei più lontani ed ostinati… li attira a sé
e li dona a Gesù, impegno quotidiano della sua missione materna, quella cioè di
ricondurre le anime a Colui che le ha redente con il Suo Sangue.
Non si contano i Santuari e le Chiese dedicate a Maria, ognuna di
loro ha una storia legata alla Presenza della Madre Misericordiosa, ad un suo
intervento miracoloso, ad una sua interazione con questo mondo, spesso a Lei
ostile, ma che Lei non ha mai abbandonato a se stesso, ha invece curato le sue
ferite, si è chinata su di loro con materno affetto, ha teso la Sua Mano ad
ogni richiesta di aiuto, non ha mai condannato nessuno, ma tutti ha sempre
perdonato, anche chi ignobilmente aveva bestemmiato il suo santo Nome.
Proprio per questo, il popolo non ha mai trascurato di cantare le grandezze
di Maria, di implorare le sue benedizioni, il suo soccorso, il suo Amore di
Madre, di Madre del Signore e Madre del Popolo di Dio.
Mentre ci avviamo verso il termine di questo mese a Lei dedicato,
vogliamo con Lei scoprire alcune pagine di ‘’storia religiosa popolare’’, ripercorrere cioè con Maria il nostro
Bel Paese seguendo le sue tracce, da nord a sud, da est ad ovest; sulle orme
della Madre dei popoli, vogliamo scoprire l’amore del popolo per la Sua Madre
alla quale ha dedicato stornelli e canti provenienti direttamente dal cuore, canti
popolari che nella loro semplicità e monotonia ritmica raccontano gli interventi della Madre del
Cielo e la incoronano Madre della Terra, Madre dei figli del Figlio, Madre ‘’ad
honorem’’, nelle cui Mani ogni popolo ha consegnato le chiavi del proprio
cuore, quelle della propria parrocchia, quelle della Chiesa che da sempre solca
il mare tempestoso dell’eresia e dell’incredulità.
Prima di cominciare questo nostro cammino, che ci vedrà all’estremo
sud, al Santuario di Tindari, a Patti, in Sicilia, a Maria affidiamo il nostro
cuore…
Maggio, mese dei fiori, mese delle rose,
mese di Maria, il più bel
Fiore dell'Umanità.
Maria, silenziosa Compagna
dei giorni nostri,
Guida sicura della Barca di
Pietro,
Madre che abbraccia chi le
ha ucciso il Figlio,
Madre del dolore, Sposa dell'Amore;
Madre del Cristo sofferente,
sostegno del Cristo morente,
Gioia del Cristo risorto.
sostegno del Cristo morente,
Gioia del Cristo risorto.
Madre della Misericordia
e Figlia misericordiosa,
campione di pietà è il Suo
Cuore,
esempio di umiltà il Suo
Amore.
Madre dalla porta sempre
aperta
Madre sempre desta e sempre
all'erta;
Madre e Maestra di
preghiera,
Madre, Vergine, Figlia e
Sposa,
Sorella, Maestra ed
Infermiera
sempre curva sulle ferite del mondo,
sempre pronta ad asciugare le lacrime
più amare e più solitarie.
O premurosa Crocerossina,
o dolcissimo Fiore profumato di santità,
o Vergine Maria
a te affidiamo questa fragile Umanità:
Tu che sei sempre al nostro fianco
Tu perdona quest’uomo stanco,
quest’uomo smarrito e disorientato,
riportalo sulle vie del Cuore,
che dal Male non sia annientato;
tienilo stretto a Te,
presentalo al Tuo Gesù;
guida, o Maria, i nostri passi,
sciogli i massi che ostruiscono il nostro cuore
siici Maestra, Tu, Madre del conforto…
Tu che sei Regina della Pace,
Trono del Perdono
e Sede Immacolata dell’ Amore!
LA MADONNA DI TINDARI
Circa l'origine del culto alla Madonna del Tindari, rimontando esso a tempi molto remoti, non si trovano notizie storiche ben definite e criticamente accertate. Esiste però una pia tradizione che non contenendo, almeno sotto l'aspetto
dell'ortodossia, alcunché d'inverosimile e di contraddittorio, possiamo accettare senz'altro, tanto più che si presenta su sfondo storico.
dell'ortodossia, alcunché d'inverosimile e di contraddittorio, possiamo accettare senz'altro, tanto più che si presenta su sfondo storico.
L'origine della devozione alla Madonna Bruna sembra infatti risalire al periodo della persecuzione iconoclasta.
Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall'Oriente, tra le altre cose, portava nascosta nella stiva un'Immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari, oggi Marinello.
Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se fosse incagliata nel porto.

Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere la rotta sulle onde placide del mare rabbonito.
Sono sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine sacra.
Partita la nave che aveva lasciato il carico, i marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare.
Fu aperta la cassa e, con grande stupore e soddisfazione di tutti, in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine.
Fu aperta la cassa e, con grande stupore e soddisfazione di tutti, in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine.
Sorse il problema ove collocare quell'Immagine. Si decise di trasportare il Simulacro della Vergine nel luogo più alto, il più bello, al Tindari, dove già da tempo esisteva una fiorente comunità cristiana.
La tradizione che fa arrivare la statua della Madonna a Tindari all'epoca degli iconoclasti, probabilmente verso la fine del secolo VIII o nei primi decenni del secolo IX, trova motivo di credibilità nel fatto che Tindari fu sotto la dominazione dei Bizantini per circa tre secoli (535-836); che la Sicilia si oppose con energia all'eresia degli iconoclasti; che a Tindari, essendo stata sede di diocesi per circa cinque secoli, fosse fiorente la professione della fede cristiana, e quindi facile l'accoglienza della sacra immagine.
Detta ipotesi, oltre che nel contesto storico, trova ancora una qualche consistenza in un'ininterrotta tradizione pressoché unanime.
Il colle del Tindari, così suggestivo, santificato dalla presenza della Madonna, divenne così il sacro, mistico colle di Maria.
S'ignora l'autore dell'Immagine, né è possibile definire l'epoca in cui fu scolpita. Considerando lo stile e tenendo conto che la Madonna tiene tra le braccia il divin Bambino, si potrebbe concludere che essa rimonti ad un'epoca posteriore al Concilio di Efeso in cui fu definita la divina maternità di Maria; quindi probabilmente la statua è stata scolpita in Oriente tra il quinto e il sesto secolo.
La Madonna è rappresentata seduta, mentre regge in grembo il Figlio divino, che tiene la destra sollevata, benedicente. Ella inoltre porta in capo una corona di tipo orientale, una specie di turbante, ricavato nello stesso legno, decorato con leggeri arabeschi dorati.
Migliaia e migliaia di fedeli sono passati dinanzi alla Vergine pietosa, che per tutti ha avuto un sorriso ed una grazia.
A te, o Maria, Madonna del Tindari, affido questa Chiesa, che ti riconosce e ti invoca come Madre. Tu, che ci precedi nella peregrinazione della fede, conforta questo popolo, a te devoto, nelle difficoltà e nelle prove, affinché possa divenire per questa società un segno della costante presenza di Cristo nel mondo.
A te, Madre degli uomini, affido la Chiesa di Patti, con i suoi generosi impegni, le sue cristiane aspirazioni, i suoi timori, le sue speranze. Non lasciarle mancare la luce della vera sapienza. Guidala nella ricerca della libertà, della giustizia per tutti, della santità. Fa’ che le nuove generazioni di questa meravigliosa isola incontrino Cristo, via, verità e vita. Sostieni, o Vergine Maria, il cammino della fede di questo tuo popolo ed ottieni per tutti la grazia della salvezza eterna.
O clemente, o pia, o dolce Madre di Dio e Madre nostra, Maria.
Preghiera recitata da SS. Giovanni Paolo Il dinanzi al venerato simulacro della Madonna del Tindari, in occasione del suo pellegrinaggio al Santuario, mattina del 12 giugno 1988.
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RICHIESTA DI INDULGENZA PLENARIA PERPETUA
PENITENZIERIA APOSTOLICA
Prot. N. 206/09/I
BEATISSIMO PADRE,
D. Antonino Gregorio Tenente, Rettore del Santuario sotto il titolo della Madonna del Tindari, situato nel territorio della Diocesi di Patti, con la piena approvazione
dell’Ecc. Vescovo, appoggiando volentieri l’istanza l’Em.mo Cardinale Arciprete della
Basilica Papale di S. Maria Maggiore, rivolge umili suppliche alla Santità Vostra, perché
conceda benigno il dono dell’Indulgenza plenaria a tutti i fedeli che si recano con
devozione nel suddetto Santuario mariano.
I cristiani che sono soliti accedere al già ricordato Tempio, venerano con speciali
sentimenti di fede la B. V. Maria Madre di Dio, e giustamente riconoscono, da una parte,
che questa sincera devozione, per sua stessa natura, conduce ad un miglioramento della
condotta di vita e ad un alacre impegno di progredire nelle virtù, specialmente della
Fede, Speranza e Carità verso Dio e il prossimo, e dall’altra parte sanno che il dono
dell’Indulgenza, in quanto richiede la completa esclusione del legame a qualunque
peccato, porta come conseguenza una sempre più bella fioritura della fede nell’anima.
Affinché i fedeli conseguano realmente questi beni desiderati, spetterà allo zelo di coloro
a cui è affidato il Santuario di mettere a disposizione un numero abbondante di
confessori.
Il legame spirituale, sigillato per mezzo della preghiera e delle opere di carità, con il
Principale Tempio Mariano [di S. Maria Maggiore in Roma], sul cui modello vengono
stabiliti i giorni arricchiti dell’Indulgenza, ha lo scopo di rafforzare la comunione e il
vincolo filiale e gerarchico con la Santità Vostra e altresì il senso dell’unità cattolica, dal
momento che i fedeli in ogni parte della Chiesa hanno caro questo stesso vincolo. E Dio, ecc.
3 Aprile 2009
La Penitenzieria Apostolica, in virtù delle facoltà speciali concesse dal Sommo Pontefice, accoglie molto volentieri le suddette richieste e concede l’Indulgenza Plenaria,
alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera
secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), che i fedeli veramente pentiti potranno
lucrare nel Santuario di Maria SS. del Tindari, partecipando devotamente a una sacra
celebrazione, o almeno recitando il Padre Nostro e il Credo:
a) nel giorno della festa titolare della Basilica di S. Maria Maggiore (5 agosto);
b) nel giorno della festa titolare del Santuario di Tindari;
c) nelle solennità liturgiche della Beata Vergine Maria;
d) una volta l’anno, in un giorno scelto liberamente dal singolo fedele;
e) tutte le volte che si compiono pellegrinaggi comunitari al Santuario per devozione alla Madonna.
Il presente decreto è valido in perpetuo. Nonostante qualunque cosa in contrario.
Giovanni Francesco GIROTTI, O.F.M. Conv.
Vescovo titolare di Meta, Reggente
Giovanni Maria Gervais
Aiutante di Studio
La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore,
Primo tempio dedicato alla Santissima Madre di Dio,
gloria e lode del Concilio di Efeso, risplende nei secoli per la
devozione del Popolo di Dio e soprattutto dei Romani Pontefici,
che ne hanno incrementato l’importanza con numerosi benefici spirituali.
Lo speciale legame, chiamato VINCOLO SPIRITUALE DI
AFFINITA’, porta a rinnovare con la Basilica Papale Liberiana
l’antico rapporto spirituale, in forza del quale prende valore la
richiesta presentata alla Penitenzieria Apostolica di concedere, in
determinate circostanze, le seguenti indulgenze plenarie, fra
quelle di cui gode la stessa Basilica di Santa Maria Maggiore:
1. Nel giorno della festa titolare della Basilica Liberiana, cioè il 5 agosto;
2. Nel giorno della festa titolare del Santuario [di Tindari];
3. In tutte le solennità della Beata Vergine Maria Madre di Dio;
4. Una volta l’anno, in un giorno scelto liberamente dal singolo fedele;
5. Tutte le volte che si compiono pellegrinaggi comunitari al
Santuario per devozione alla Madonna.
Queste indulgenze sono concesse volentieri, alle solite condizioni,
alla Chiesa: SANTUARIO
Dedicata: MARIA SS. DEL TINDARI
Sita in: TINDARI
Diocesi: PATTI
La suddetta Chiesa è iscritta nei registri della Basilica insieme al
rescritto della Penitenzieria Apostolica con cui, secondo le norme,
sono state concesse le Indulgenze.
Si rilascia il presente attestato perché i fedeli e i pellegrini
prendano conoscenza di quanto sopra per l’incremento e il
rafforzamento della loro fede.
Dato a Roma, il giorno 3, mese di aprile, dell’anno 2009
S. R. E. il Cardinale Bernard Francis Law
Arciprete della Basilica Papale Liberiana
Il Delegato del Capitolo
R. D. Ciro Bovenzi

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