Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marija - 25 agosto 2017 |
''Compresi che l'Amore racchiudeva tutte le vocazioni'' (Madre Teresa di Calcutta) - Blog registrato nei SITI CATTOLICI ITALIANI
mercoledì 30 agosto 2017
mercoledì 2 agosto 2017
Messaggio della Regina della Pace alla veggente Mirjana - 2 agosto 2017 |
“Cari figli, per volontà del Padre Celeste, come Madre di Colui che vi ama, sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo. Non temete, non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli. Apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore. Perciò pregate: pregate operando, pregate donando. Pregate con amore, pregate con le opere e con i pensieri, nel nome di mio Figlio. Quanto più amore darete, tanto più ne riceverete. L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, lui ha fatto per voi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo e perdonando sempre di nuovo il prossimo. Perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate? Vi ringrazio!”
giovedì 27 luglio 2017
Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marija - 25 luglio 2017 |
"Cari figli! Siate preghiera e riflesso dell'amore di Dio per tutti coloro che sono lontani da Dio e dai comandamenti di Dio.
Figlioli, siate fedeli e decisi nella conversione e lavorate su voi stessi affinché la santità della vita sia per voi veritiera. Esortatevi al bene attraverso la preghiera affinché la vostra vita sulla terra sia più piacevole. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
lunedì 3 luglio 2017
Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marija - 2 luglio 2017 |
Cari figli, grazie perché rispondete alle mie chiamate e perché vi radunate qui attorno a me, la vostra Madre Celeste. So che pensate a me con amore e speranza. Anch’io provo amore verso tutti voi, come ne prova anche il mio dilettissimo Figlio che, nel suo amore misericordioso, mi invia a voi sempre di nuovo. Lui,che era uomo, che era ed è Dio, uno e trino; lui, che ha sofferto a causa vostra sia nel corpo che nell’anima. Lui che si è fatto Pane per nutrire le vostre anime e così le salva. Figli miei, vi insegno come essere degni del suo amore, a rivolgere i vostri pensieri a lui, a vivere mio Figlio. Apostoli del mio amore, vi circondo col mio manto perché, come Madre, desidero proteggervi. Vi prego: pregate per il mondo intero. Il mio Cuore soffre. I peccati si moltiplicano, sono troppo numerosi. Ma con l’aiuto di voi — che siete umili, modesti, ricolmi d’amore, nascosti e santi — il mio Cuore trionferà. Amate mio Figlio al di sopra di tutto ed il mondo intero per mezzo di lui. Non dovete mai dimenticare che ogni vostro fratello porta in sé qualcosa di prezioso: l’anima. Perciò, figli miei, amate tutti coloro che non conoscono mio Figlio affinché, per mezzo della preghiera e dell’amore che viene dalla preghiera, diventino migliori; affinché la bontà possa trionfare in loro, affinché le loro anime si salvino ed abbiano la vita eterna. Apostoli miei, figli miei, mio Figlio vi ha detto di amarvi gli uni gli altri. Ciò sia scritto nei vostri cuori e, con la preghiera, cercate di vivere questo amore.
Vi ringrazio
domenica 25 giugno 2017
Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marija - 25 giugno 2017 |
"Cari figli! Oggi desidero ringraziarvi per la
vostra perseveranza ed invitarvi ad aprirvi alla preghiera profonda. Figlioli,
la preghiera è il cuore della fede e della speranza nella vita eterna. Perciò
pregate col cuore fino a che il vostro cuore canti con gratitudine a Dio
Creatore che vi ha dato la vita. Figlioli, io sono con voi e vi porto la mia
benedizione materna della pace.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
sabato 24 giugno 2017
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Mirjana - 2 giugno 2017 |
“Cari figli,
come negli altri luoghi in cui sono venuta a voi,
così anche qui vi invito alla preghiera.
Pregate per coloro che non conoscono mio Figlio,
per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio;
contro il peccato, per i consacrati, per coloro che mio
Figlio ha chiamato ad avere amore e spirito,
forza per voi, per la Chiesa.
Pregate mio Figlio, e l’amore di cui fate esperienza per la sua vicinanza vi darà la forza e vi disporrà alle opere di carità che compirete nel suo nome.
Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta.
Perciò io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo.
Apostoli del mio amore, al mondo sono così necessarie le
vostre mani innalzate verso il Cielo, verso mio Figlio, verso il Padre Celeste!
E’ necessaria molta umiltà e purezza di cuore. Abbiate fiducia in mio Figlio e sappiate che potete sempre essere migliori.
Il mio Cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, siate piccole luci del mondo.
Che illuminiate là dove la tenebra vuole regnare,
che con la vostra preghiera e l’amore mostriate agli altri la strada giusta e salviate anime.
Io sono con voi.
Vi ringrazio!
lunedì 29 maggio 2017
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marja - 25 maggio2017 |
"Cari figli!
L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera.
Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso.
Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi
presso mio Figlio Gesù.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Mirjana - 2 maggio 2017 |
Cari figli,
vi invito a pregare, non chiedendo, ma offrendo un sacrificio: sacrificando voi stessi.
Vi invito all'annuncio della verità e dell'amore misericordioso.
Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede, che sta sempre più diminuendo nei vostri cuori.
Lo prego di aiutarvi con lo Spirito Divino,
come anch'io desidero aiutarvi con spirito materno,
Figli miei, dovete essere migliori!
Solo coloro che sono puri, umili e ricolmi d'amore sostengono il mondo, salvano loro stessi ed il mondo.
Figli miei, mio Figlio è il cuore del mondo: bisogna amarlo e pregarlo e non tradirlo sempre di nuovo.
Perciò voi, apostoli del mio amore, fate crescere la fede nel cuore degli uomini col vostro esempio, con la vostra preghiera
e con l'amore misericordioso.
Io vi sono accanto, io vi aiuterò.
Pregate affinchè i vostri pastori abbiano quanta più luce possibile, per poter illuminare tutti coloro che vivono nelle tenebre.
Vi ringrazio!
Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marja - 25 aprile 2017
Cari figli,
amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani.
Con la vostra testimonianza e con il vostro esempio potete avvicinare i cuori che sono lontani da Dio e dalla sua Grazia.
Io sono con voi ed intercedo per ciascuno di voi, perchè con amore e coraggio testimoniate ed esortiate tutti coloro che sono lontani dal mio Cuore Immacolato.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
domenica 23 aprile 2017
sabato 22 aprile 2017

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA
Cari amici, nella seconda Domenica di Pasqua la Chiesa celebra la festa della Divina Misericordia, per ricordarci il dono inestimabile della salvezza, che è sgorgato dal Cuore trafitto di Gesù Crocifisso. Da quel Cuore infatti sono usciti il sangue e l'acqua, ad indicare la grazia che ci viene donata attraverso i Sacramenti.
L'infinta Misericordia di Dio si è manifestata come dono gratuito, perché nessun uomo, sotto il potere del peccato e del maligno, poteva meritarlo e neppure immaginarlo. Mentre noi eravamo prigionieri dell'impero delle tenebre, il Figlio di Dio si è fatto uomo e si è addossato sulle sue spalle i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, espiandoli col suo sacrificio di obbedienza, di umiltà e di amore.
Nella Passione di Gesù si rivela ai nostri occhi stupefatti la vastità sconfinata dell'Amore misericordioso e, nel medesimo tempo, la malizia del peccato che inquina la nostra vita portandola alla morte.
Nella Passione di Gesù si rivela ai nostri occhi stupefatti la vastità sconfinata dell'Amore misericordioso e, nel medesimo tempo, la malizia del peccato che inquina la nostra vita portandola alla morte.
"Gesù patì" per i nostri peccati ha affermato Pietro nella sua prima predicazione, che ha toccato il cuore di migliaia di persone, fra le quali molte di quelle che avevano gridato "Crucifige!"
Allo stesso modo, anche noi lasciamoci toccare il cuore dall'Amore misericordioso, spezzando i nostri cuori di pietra e infrangendo le catene del male.
La Divina Misericordia abbraccia tutti e non respinge nessuno, purché ci sia il pentimento e la volontà di risorgere a vita nuova con Cristo.
La Divina Misericordia abbraccia tutti e non respinge nessuno, purché ci sia il pentimento e la volontà di risorgere a vita nuova con Cristo.
Padre Livio
domenica 16 aprile 2017
LA GLORIA DELLA RESURREZIONE
Cari amici,
la Pasqua è il giorno radioso nel quale l’umanità è stata liberata dai suoi nemici mortali, il peccato e la morte. Gesù è l’Agnello immolato che si è offerto in sacrificio per espiare il male commesso dagli uomini di tutti i tempi, ottenendo per tutti la pace del perdono e la vita eterna. Quel sepolcro vuoto è il segno della vittoria del Figlio di Dio sull’impero delle tenebre, della menzogna e della morte. Gesù risorto ha riscattato la natura umana dai flagelli che la colpiscono e dal fardello che la schiaccia. Cristo risorto non muore più e la sua santa umanità è circonfusa della gloria di Dio. La sua luce illumina ogni uomo, la sua vita lo vivifica e il suo cuore è una fonte inesauribile di gioia. Il Risorto cammina con noi fino alla fine dei tempi e guida il cammino umano con la fiaccola della speranza. Oggi è un giorno di esultanza, perché il peccato di Adamo è stato cancellato e la promessa della redenzione si è realizzata. Accogliamo la grazia della salvezza mediante la fede e il pentimento, iniziando con Gesù una vita nuova. La Pasqua è la vera ed unica novità della storia e della nostra fuggevole vita. Cantiamo con gioia: Alleluja!
la Pasqua è il giorno radioso nel quale l’umanità è stata liberata dai suoi nemici mortali, il peccato e la morte. Gesù è l’Agnello immolato che si è offerto in sacrificio per espiare il male commesso dagli uomini di tutti i tempi, ottenendo per tutti la pace del perdono e la vita eterna. Quel sepolcro vuoto è il segno della vittoria del Figlio di Dio sull’impero delle tenebre, della menzogna e della morte. Gesù risorto ha riscattato la natura umana dai flagelli che la colpiscono e dal fardello che la schiaccia. Cristo risorto non muore più e la sua santa umanità è circonfusa della gloria di Dio. La sua luce illumina ogni uomo, la sua vita lo vivifica e il suo cuore è una fonte inesauribile di gioia. Il Risorto cammina con noi fino alla fine dei tempi e guida il cammino umano con la fiaccola della speranza. Oggi è un giorno di esultanza, perché il peccato di Adamo è stato cancellato e la promessa della redenzione si è realizzata. Accogliamo la grazia della salvezza mediante la fede e il pentimento, iniziando con Gesù una vita nuova. La Pasqua è la vera ed unica novità della storia e della nostra fuggevole vita. Cantiamo con gioia: Alleluja!
Padre Livio
domenica 2 aprile 2017
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Mirjana - 2 aprile 2017 |
apostoli del mio amore, spetta a voi diffondere l’amore di mio Figlio a tutti coloro che non l’hanno conosciuto. A voi, piccole luci del mondo, che io istruisco con materno amore perché splendano chiaramente di uno splendore pieno. La preghiera vi aiuterà, perché la preghiera salva voi, la preghiera salva il mondo. Perciò, figli miei, pregate con le parole, con i sentimenti, con l’amore misericordioso e col sacrificio. Mio Figlio vi ha mostrato la via: lui, che si è incarnato ed ha fatto di me il primo calice; lui, che col suo sublime sacrificio vi ha mostrato come bisogna amare. Perciò, figli miei, non abbiate paura di dire la verità. Non abbiate paura di cambiare voi stessi ed il mondo diffondendo l’amore, facendo in modo che mio Figlio sia conosciuto ed amato amando gli altri in lui. Io, come Madre, sono sempre con voi. Prego mio Figlio che vi aiuti affinché nella vostra vita regni l’amore: l’amore che vive, l’amore che attrae, l’amore che dà vita. Questo è l’amore che io vi insegno, l’amore puro. Spetta a voi, apostoli miei, riconoscerlo, viverlo e diffonderlo. Pregate per i vostri pastori con sentimento, affinché possano testimoniare mio Figlio con amore.
Vi ringrazio!
domenica 26 marzo 2017
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marja - 25 marzo 2017 |
“Cari figli!
In questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprire i vostri cuori alla misericordia di Dio affinché attraverso la preghiera, la penitenza e la decisione per la santità iniziate una vita nuova.
Questo tempo primaverile vi esorta, nei vostri pensieri e nei vostri
cuori, alla vita nuova, al rinnovamento.
Perciò, figlioli, io sono con voi per aiutarvi affinché nella determinazione diciate SÌ a Dio e ai comandamenti di Dio.
Non siete soli, io sono con voi per mezzo della grazia che l'Altissimo mi dona per voi e per i vostri discendenti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
mercoledì 22 marzo 2017
L’ELOQUENTE SILENZIO
DI GIUSEPPE
È sicuramente un po’ sconcertante la
figura di San Giuseppe, uomo giusto, uomo amato, ma sicuramente poco
conosciuto; lui, infatti non ci lascia una sola parola, una sola espressione
che possa far trapelare tutta l’emozione e la commozione del ruolo ricoperto…
eppure lo sentiamo così vicino a noi come nessun altro!
Di lui conosciamo solo la reazione
iniziale di fronte al segreto di Maria e quel sogno in cui gli fu rivelata la
Verità.
A dire il vero, forse sono proprio i
suoi sogni l’unica cosa che conosciamo di lui: il Signore gli parla nel sogno e
gli rivela i misteri della sua missione e tutto quello che deve fare per
custodire quella Santa Famiglia che gli è stata affidata e che deve difendere
con la sua vita, la sua saggezza e la sua premura, con il suo essere ‘’uomo di
Dio’’, incaricato da Dio stesso di vigilare sul Suo Unico Figlio, mandato sulla
Terra per salvare i peccatori.
Se è vero che non ci lascia parole (anche
quando Gesù, dodicenne, si smarrisce nel tempio e viene ritrovato dopo tre
giorni, sarà Maria a parlare e a riprendere suo Figlio, evidenziando la loro
preoccupazione di genitori: io e tuo
padre eravamo preoccupati e ti abbiamo cercato per giorni); se è vero che
Giuseppe agisce nel silenzio, non possiamo comunque non vedere la sua presenza
costante dietro quel Figlio, la cui
paternità diventa per lui un santo privilegio: guidare, proteggere,
accompagnare il Figlio di Dio nel suo breve cammino sulla Terra!
Quale Grazia! Quale beato privilegio!
Solo considerando fino in fondo questo
mistero, senza mai riuscire a comprenderlo completamente, si può leggere il
silenzio di Giuseppe che diventa più eloquente di mille discorsi.
È il silenzio di chi non riesce a
capire come mai sia stato scelto proprio lui per questo santo compito.
È il silenzio di chi adora e ‘’conserva e medita tutte quelle cose nel suo cuore’’
ancor più di Maria stessa.
Lui guarda quel Figlio e lo vede
crescere, il suo è uno sguardo paterno carico di stupore e di amore, di
incomprensione forse anche dell’immeritata Grazia concessagli.
È il silenzio di chi porta avanti la
sua opera senza mai, neanche per un istante, insuperbirsi per quella scelta
divina nei confronti della sua umile persona.
Ne aveva certo di motivi di cui andare
orgoglioso, era stato scelto dal Padre per fare da padre a suo Figlio: cos’altro
poteva chiedere di più!?
Sì, Giuseppe ha vissuto tutto lo sconcerto
di essere ‘’figlio del Figlio’’, proprio come la sua mamma: ‘’Figlia del suo
Figlio’’.
Una condizione paradossale,
sicuramente non consueta, sicuramente difficile: si è trovato ad essere
genitore di Colui che avrebbe potuto rivoltare il mondo con un solo gesto della
sua Mano, nelle cui Mani c’era il
destino di un’Umanità intera!
E quale è stata la sua reazione?
Giuseppe si pone al servizio del
Figlio con quell’umiltà e quella riservatezza che rivelano quel suo amore
adorante e premuroso che dice tutto , che racchiude il coraggio del suo Sì: il
coraggio di fare da padre a chi aveva creato ogni cosa, a Chi era il Suo Dio,
Colui al Quale doveva la sua adorazione e il suo servizio.
Certo che il suo silenzio adorante e
meravigliato è più eloquente di mille discorsi!
Giuseppe si pone dietro Suo Figlio,
non solo per seguirlo, ma per proteggerlo e per difenderlo dai pericoli che
sempre incombevano sul suo Capo.
Giuseppe si pone dietro Suo Figlio con
quella riservatezza adorante che racchiude tutto il suo ruolo di padre:
difensore e protettore di un Figlio che gli è stato dato come un Dono di
Grazia!
È l’unico caso al mondo in cui non è
il Figlio a doversi rimettersi alla volontà del padre, ma il padre a rimettersi
alla volontà del Figlio: non la mia, ma
la tua Volontà si compia in me!
Giuseppe, uomo di parola, fedele alla Parola
Vivente: una volta offerto il suo Sì, non torna più indietro, ma mette tutta la
sua persona al servizio di ciò che gli è stato chiesto e resta in silenzio,
silenzio operoso e vigile, premuroso e attento, costante e sicuro.
Giuseppe è una figura straordinaria
non per le cose straordinarie che ha compiuto, ma per la straordinarietà del
suo silenzio, quel suo silenzio fatto di responsabilità e fedeltà, di
meraviglia e di azione costante, sempre pronto ad intervenire, ad agire, a
rimboccarsi le maniche perché nulla manchi a quel Figlio amato più di quanto un
uomo mortale possa mai fare.
Giuseppe mette sempre davanti a sé Suo
Figlio, non oscura mai la Sua Presenza, non impone mai la
sua, non si inorgoglisce mai per quel compito sì alto per il quale è stato
scelto, un compito che è toccato solo a lui, a nessun altro è stato chiesto
tanto; a lui è stato chiesto di credere e di agire di conseguenza, di non
guardarsi mai indietro lasciandosi prendere dallo sgomento per quel compito che
lo faceva rabbrividire, ma anche sperare.
La vita del Figlio di Dio dipendeva
dall’opera delle sue mani e dalla tempestività delle sue decisioni, dal suo
fidarsi delle parole degli angeli che lo mettevano in guardia da tutto ciò che avrebbe
potuto mettere in pericolo la Sua Famiglia .
Il suo è l’esempio di un affidamento
totale, perché nessun uomo avrebbe potuto conoscere ciò che era nei progetti di
Dio per la salvezza del mondo, da solo non avrebbe potuto svolgere il suo ruolo
di padre di quel Figlio a cui il Cosmo intero aveva fatto festa nella Notte
Santa della Sua Nascita terrena!
Quale uomo avrebbe potuto contemplare
il Mistero del Natale e non svenire per la gioia e non morire per la paura di
ciò che gli veniva rivelato!
Solo Giuseppe: uomo giusto, uomo
riservato, uomo umile, uomo operoso, uomo contemplativo, uomo premuroso, uomo
di parola, uomo di fede.
È nel silenzio del suo cuore, nell’assenza
delle parole, ma nell’eloquenza dei
fatti che Giuseppe dice e parla del suo essere stato ed esserlo per sempre ‘’padre
putativo del Suo Signore’’.
Ci sarebbe da svenire a questa
consapevolezza!
Sì, le vertigini prendono e il cuore
va in fibrillazione nel pensare a questo compito!
Come si fa ad essere il padre di
Dio!!!
Giuseppe ha assolto al suo compito
contemplando ogni cosa nel suo cuore e senza mai tirarsi indietro un solo
istante alla parola data.
Ecco, Giuseppe non è l’uomo delle parole, ma è l’uomo della Parola, davanti a Lui c’era la Parola Vivente, quella Parola davanti alla quale tutte le altre parole tacciono, non possono che tacere e lasciare che sia la Parola Viva a parlare.
Le parole di Giuseppe restano nel
silenzio commosso del suo cuore per dare tutto lo spazio alla Parola Vivente
che cresceva in Grazia e Virtù sotto i suoi occhi e tra le sue mani.
La riservatezza di Giuseppe ci parla
del suo aver saputo dare l’assoluta priorità alla Parola Vivente, messa al
primo posto nella sua via e nel suo cuore, davanti alla cui potenza ogni altra
parola diventa insignificante ed inutile.
È stato lui il primo ad adorare la Parola di Dio fattasi Carne e scesa
in mezzo a noi!
È stato lui a contemplarne il mistero
e a vivere su di sé tutta la potenza edificatrice di quella Parola che un
giorno ‘’disse e tutto fu’’!
Giuseppe è il modello insuperabile di
adorazione della Parola!
È lui che ci dà il modello pieno di
come si adora la Parola: davanti alla Parola, le parole devono tacere, si adora
nel silenzio, nella profondità del proprio cuore, e si ama con tutto il proprio
cuore, tutta la propria forza e tutta la propria mente.
Si ama e si tace.
Non è necessario fare altro.
Non c’è altro da fare se non… adorare
il Mistero della Parola Rivelata e Incarnata!
Giuseppe è l’uomo del silenzio.
È il padre dell’ascolto.
È colui che sa, ama e adora con tutto
se stesso la Parola di Dio a lui donata e offerta alla sua protezione!
Ecco l’eloquenza di Giuseppe: un
modello altissimo di santità vissuta nel silenzio operante della carità,
ineccepibile nella fedeltà, incontrastabile nella cura premurosa,
silenziosamente adorante nella totalità del suo essere padre e figlio del Suo
Figlio!
San Giuseppe, nel suo evangelico
silenzio, ci parla di tutto questo, dissolve i nostri interrogativi e le nostre
invadenti curiosità, ci racconta del suo stupore e del suo impegno quotidiano
nel darsi da fare, concretamente, per la sicurezza fisica di Suo Figlio, ai
Piedi del quale offre e lascia il suo cuore di padre, di figlio, di cristiano
salvato.
Giuseppe, uomo santo per quel santo
amore che ha saputo portare, vivere e manifestare a quel Santo Figlio che non
aspettava, ma che tanto ha poi saputo amare.
Il Padre ha avuto bisogno delle sue
mani, dei suoi occhi, del suoi piedi per proteggere Suo Figlio e ha chiesto il
suo aiuto perché niente mancasse a quel Figlio tanto Amato, gli ha affidato la
Persona più cara in assoluto al Suo cuore: il Suo Figlio Unigenito, fatto della
stessa sua sostanza!
Ci fu mai compito più santo offerto ad
una creatura umana!?
Ecco, dunque, il modello più alto che
ogni cristiano, che si dica e sia tale per davvero, deve imitare… dopo il
Cristo, nostro e suo Signore!
martedì 21 marzo 2017
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Messaggio della Regina della Pace alla veggente Mirjana - 18 marzo 2017 |
“Cari figli,
il mio desiderio materno è che i vostri cuori siano
riempiti di pace e che le vostre anime siino pure
affinché alla presenza di mio Figlio possiate vedere il
Suo volto. Perché, figli miei, come madre so che avete
sete di consolazione, speranza e protezione.
Figli miei, voi, coscientemente ed incoscientemente
cercate mio Figlio.
Anch' io mentre trascorrevo il tempo terreno gioivo,
soffrivo e con pazienza sopportavo i dolori finché il
mio Figlio, nella sua gloria, li ha eliminati.
Perciò dico a mio Figlio: Aiutali sempre!
Voi, figli miei, con amore veritiero illuminate le tenebre
dell'egoismo che avvolgono sempre di più i miei figli.
Siate generosi.
Le vostre mani e il vostro cuore siano sempre aperti.
Non temete.
Abbandonatevi a mio Figlio con fiducia e speranza.
Guardando verso di Lui vivete la vita con amore.
Amare significa donarsi, sopportare e mai giudicare.
Amare significa vivere le parole di mio Figlio.
Figli miei, come madre vi dico:
soltanto l'amore veritiero guida alla felicità eterna
lunedì 13 marzo 2017
IL TEMPO DELL’UMILTA’
La quaresima porta sempre con sé un bagaglio di domande che ci mettono in crisi se non in difficoltà con noi stessi.
È un tempo di riflessione, di scandaglio interiore, di rinunce concrete; tempo di fermarsi a fare un attimo i conti con se stessi; è il tempo in cui occorre raccontarsi tante verità taciute, dolorose, spesso scomode, spesso volutamente ignorate perché superano la nostra capacità di integrarle nel nostro vissuto, perché stonano, disorientano, fanno male, fanno star male.
Tutto ciò che non viene integrato nel tessuto della propria esistenza, finisce con il disintegrare l’esistenza stessa.
Quel qualcosa di cui non si vuole prendere coscienza, non svanisce solo per il fatto che noi scegliamo di ignorarlo, di fingere che non ci sia.
Quel qualcosa di invisibile, ma di reale allo stesso tempo, fa un suo percorso ben preciso e se non trova la soluzione di cui ha bisogno comincia a rodere, a lacerare, a corrodere anche il buono e il bello che sicuramente c’è in ognuno.
Integrare in sé ciò che non si vuole o non si sa come fare rende inquieti, angosciati, suscita quel lieve malessere che serpeggia dentro i tuoi pensieri e ti rendono incapace di gestire la tua emotività, la tua interiorità, la tua spiritualità, la tua vita tutta intera, vita in cui la serenità si riduce sempre più, la gioia si spegne lentamente come una candela e il malessere avanza.
È una situazione sicuramente non bella da vivere, ma sono pochi quelli che possono dire di non esserci mai passati… pochissimi… se non rari.
La vita molte volte va in pezzi, si rompe in mille frantumi come un vaso di cristallo che scivola dalle mani, tutto crolla come un castello di sabbia per la fragilità della nostra condizione ed anche per quella nostra difficoltà nell’ integrare ciò che non riusciamo ad accettare, ad ammettere, a confessare a noi stessi, perché facciamo fatica a prenderci le nostre responsabilità, ad accettare le conseguenze dei nostri comportamenti, non sempre corretti.
È difficile fare i conti con se stessi, si è più spesso perdenti con se stessi che con gli altri, perché il giudice più severo è la propria coscienza.
Si usa dire ‘’Dio perdona, io no’’, per dire che il Signore è grande anche perché ci perdona cose grandi, mentre noi siamo piccoli proprio perché non riusciamo a perdonarci nemmeno le cose più piccole.
Piccole cose che spesso ingigantiamo, grandi cose che troppo facilmente riduciamo o ignoriamo.
Nell’uno o nell’altro caso, la conseguenza è sempre quel sottile malessere che ti toglie la gioia di vivere, ti fa perdere di vista l’essenziale, l’importanza e la necessità dell’essenziale: la verità!
La Quaresima è proprio questo: tempo di sincerità, tempo di verità, tempo di umiltà… ed è forse proprio quest’ultima la cosa più difficile: essere umili significa piegarsi, non spezzarsi, farsi flessibile, docile, assumere un atteggiamento di sottomissione a se stessi, alla propria volontà, così difficile da piegare, spesso tanto inflessibile da vanificare ogni sforzo.
Umiltà non è umiliazione.
Umiltà è riconoscere la propria condizione di creatura davanti al Creatore, ciò richiede la sottomissione del proprio orgoglio, della propria superbia che fanno credere di essere superiori a tutti, anche a Dio, l’orgoglio è un demone invincibile, radicatissimo, inestirpabile, sin dai primi anni di vita … l’orgoglio di sé si vince solo con un atto di umiltà.
Un atto di umiltà non è proprio la cosa più facile, perché l’orgoglio è scaltro, porta a giustificare, sottovalutare, sviare, ridurre, sminuire, semplificare, nascondere, ingannare se stessi… l’umiltà fatica a farsi strada e spesso si perde per strada come tutti i buoni propositi, come tutte le buone intenzioni.
La forza dell’umiltà perde vigore, sfiancata dalla prepotenza dell’orgoglio, così piano piano s’arrende, si lascia atterrare da una forza superiore che fa di tutto per non cedere alla Verità.
Sì, bella prova di coraggio è quella di inginocchiarsi davanti ad un confessore, davanti a Dio e dire: Padre ho peccato contro di Te e contro il cielo…
Padre ho peccato!
La frase più difficile in assoluto, perché l’imbarazzo, la vergogna, la difficoltà con se stessi, il dover piegare se stessi come un giunco e considerarsi capaci di peccare, ammettere con se stessi di aver compiuto qualcosa di non degno, di non buono, di non giusto… è una fatica che supera le nostre forze.
In questi casi, ci vengono incontro altre pratiche, direi ascetiche, ma forse solo semplicemente ‘’umane’’, cioè alla nostra portata, di uso quotidiano, pratiche a misura di tutti, perché semplici da realizzare, tipo il digiuno, la rinuncia, la preghiera.
Si sottovalutano molto, nei nostri tempi, queste pratiche, spesso sembra ridicolo il praticarle oggi, nell’era del benessere, nei tempi del ‘’tutto è possibile’’; quando si pensa ad esse la mente automaticamente torna indietro, al Medioevo, ai tempi in cui la rinuncia veniva spontanea perché il cibo mancava, il rigore morale portava a flagellare il proprio corpo per l’intemperanza dello spirito, a portare su di sé il segno dell’orgoglio ferito e sottomesso.
L’umiltà, però, lo sappiamo, non ha Tempo, non è né di oggi né di ieri, l’umiltà è dell’uomo che vuole essere se stesso! Sempre !
Dell’uomo che si riconosce tale e che vuole ristabilire in sé un equilibrio che lo porta a vivere la sua esistenza così come è stata concepita, il suo rapporto con se stesso, con gli altri e con Dio così come dovrebbe essere: di servizio.
L’umiltà è un servizio che si rende a se stessi.
Che si rende al prossimo.
Che si rende a Dio.
A se stessi perché è la prova che ci si vuol bene: non è l’ergermi a padrone assoluto della mia vita che mi fa forte o importante, ma il riconoscere la Verità, quella di essere ‘’polvere’’, quella di essere bisognoso di una Mano e di un Soffio che dia vita a questo ‘’pugno di fango’’, a questa ‘’cenere’’ di cui siamo fatti.
Al prossimo perché ristabilendo l’equilibrio dentro di me, sono portato a vivere i rapporti interpersonali con maggiore giustizia, rispetto, semplicità, genuinità, in poche parole… più umanamente.
A Dio perché si riconosce la sua Regalità, la Sua Misericordia, la Sua Giustizia e ci si rimette alla Sua Bontà, ci si sottomette alla Sua Carità.
Tutto viene riequilibrato, riportato alla giusta misura, all’essenziale, a ciò che deve essere.
Per capire la difficoltà di tutto questo ed anche l’inganno di cui si potrebbe essere vittime nel praticare le forme di penitenza, quali il digiuno, la rinuncia… riporto due frammenti degli scritti di san Girolamo sull’umiltà e sul digiuno, che sono molto esplicative, parole incisive da incidere sul proprio cuore e tenerle sempre vive con lo sforzo quotidiano della propria vita…
L`umiltà, custode di tutte le virtù
Nessun`altra cosa devi ritenere che sia più pregevole e più amabile dell`umiltà, in quanto questa virtù è quella che ti preserva e che ti fa custode - per così dire - di tutte le altre virtù. Non c`è altro che ci rende così accetti agli uomini e a Dio del ritenerci all`ultimo posto per umiltà, anche se siamo in vista, grazie ai meriti della nostra vita. Tant`è vero che la Scrittura dice: Quanto più sei grande, tanto più ti devi umiliare, e allora troverai grazia davanti a Dio (Sir 3,18); e Dio fa dire al profeta: Su chi altro mi poserò, se non su chi è umile, in pace, e timoroso delle mie parole? (Is 66,2). L`umiltà a cui devi tendere, però, non è quella che si mette in vista e che viene simulata dal portamento esteriore o dalle parole sussurrate a metà, ma quella che lascia trasparire un genuino sentimento interiore. Una cosa, infatti, è avere una virtù, e altra cosa lo scimmiottarla; una cosa è andare dietro a un`ombra di realtà, e altra cosa è seguire la verità.
Nessun`altra cosa devi ritenere che sia più pregevole e più amabile dell`umiltà, in quanto questa virtù è quella che ti preserva e che ti fa custode - per così dire - di tutte le altre virtù. Non c`è altro che ci rende così accetti agli uomini e a Dio del ritenerci all`ultimo posto per umiltà, anche se siamo in vista, grazie ai meriti della nostra vita. Tant`è vero che la Scrittura dice: Quanto più sei grande, tanto più ti devi umiliare, e allora troverai grazia davanti a Dio (Sir 3,18); e Dio fa dire al profeta: Su chi altro mi poserò, se non su chi è umile, in pace, e timoroso delle mie parole? (Is 66,2). L`umiltà a cui devi tendere, però, non è quella che si mette in vista e che viene simulata dal portamento esteriore o dalle parole sussurrate a metà, ma quella che lascia trasparire un genuino sentimento interiore. Una cosa, infatti, è avere una virtù, e altra cosa lo scimmiottarla; una cosa è andare dietro a un`ombra di realtà, e altra cosa è seguire la verità.
Quella superbia che si nasconde sotto certi accorgimenti di umiltà è molto più mostruosa.
Non so perché, ma i vizi che si mascherano con apparenze virtuose sono molto più ripugnanti
(Girolamo, Le Lettere, IV, 148,20 - a Celanzia)
Digiuno incompleto
Se digiuni due giorni, non ti credere per questo migliore di chi non ha digiunato. Tu digiuni e magari t`arrabbi; un altro mangia, ma forse pratica la dolcezza; tu sfoghi la tensione dello spirito e la fame dello stomaco altercando; lui, al contrario, si nutre con moderazione e rende grazie a Dio. Perciò Isaia esclama ogni giorno: Non è questo il digiuno che io ho scelto, dice il Signore (Is 58,5), e ancora: Nei giorni di digiuno si scoprono le vostre pretese, voi tormentate i dipendenti, digiunate fra processi e litigi, e prendete a pugni il debole: che vi serve digiunare in mio onore? (Is 58,3-4). Che razza di digiuno vuoi che sia quello che lascia persistere immutata l`ira, non dico un`intera notte, ma un intero ciclo lunare e di più? Quando rifletti su te stessa non fondare la tua gloria sulla
caduta altrui, ma sul valore stesso della tua azione.
Se digiuni due giorni, non ti credere per questo migliore di chi non ha digiunato. Tu digiuni e magari t`arrabbi; un altro mangia, ma forse pratica la dolcezza; tu sfoghi la tensione dello spirito e la fame dello stomaco altercando; lui, al contrario, si nutre con moderazione e rende grazie a Dio. Perciò Isaia esclama ogni giorno: Non è questo il digiuno che io ho scelto, dice il Signore (Is 58,5), e ancora: Nei giorni di digiuno si scoprono le vostre pretese, voi tormentate i dipendenti, digiunate fra processi e litigi, e prendete a pugni il debole: che vi serve digiunare in mio onore? (Is 58,3-4). Che razza di digiuno vuoi che sia quello che lascia persistere immutata l`ira, non dico un`intera notte, ma un intero ciclo lunare e di più? Quando rifletti su te stessa non fondare la tua gloria sulla
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