lunedì 7 settembre 2015

      UN RACCONTO PER L'ESTATE
            LETTERA ENCICLICA
    DEL SANTO PADRE FRANCESCO
SULLA CURA DELLA CASA COMUNE
            LAUDATO SI' 


               

35. Quando si analizza l’impatto ambientale di qualche iniziativa economica, si è soliti considerare gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma non sempre si include uno studio attento dell’impatto sulla biodiversità, come se la perdita di alcune specie o di gruppi animali o vegetali fosse qualcosa di poco rilevante. Le strade, le nuove colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni, vanno prendendo possesso degli habitat e a volte li frammentano in modo tale che le popolazioni animali non possono più migrare né spostarsi liberamente, cosicché alcune specie vanno a rischio di estinzione. Esistono alternative che almeno mitigano l’impatto di queste opere, come la creazione di corridoi biologici, ma in pochi Paesi si riscontra tale cura e tale attenzione. Quando si sfruttano commercialmente alcune specie, non sempre si studia la loro modalità di crescita, per evitare la loro eccessiva diminuzione con il conseguente squilibrio dell’ecosistema.
36. La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione. Ma il costo dei danni provocati dall’incuria egoistica è di gran lunga più elevato del beneficio economico che si può ottenere. Nel caso della perdita o del serio danneggiamento di alcune specie, stiamo parlando di valori che eccedono qualunque calcolo. Per questo, possiamo essere testimoni muti di gravissime inequità quando si pretende di ottenere importanti benefici facendo pagare al resto dell’umanità, presente e futura, gli altissimi costi del degrado ambientale.
37. Alcuni Paesi hanno fatto progressi nella conservazione efficace di determinati luoghi e zone – sulla terra e negli oceani – dove si proibisce ogni intervento umano che possa modificarne la fisionomia o alterarne la costituzione originale. Nella cura della biodiversità, gli specialisti insistono sulla necessità di porre una speciale attenzione alle zone più ricche di varietà di specie, di specie endemiche, poco frequenti o con minor grado di protezione efficace. Ci sono luoghi che richiedono una cura particolare a motivo della loro enorme importanza per l’ecosistema mondiale, o che costituiscono significative riserve di acqua e così assicurano altre forme di vita.
38. Ricordiamo, per esempio, quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi  falde acquifere e i ghiacciai. È ben nota l’importanza di questi luoghi per l’insieme del pianeta e per il futuro dell’umanità. Gli ecosistemi delle foreste tropicali hanno una biodiversità di grande complessità, quasi impossibile da conoscere completamente, ma quando queste foreste vengono bruciate o rase al suolo per accrescere le coltivazioni, in pochi anni si perdono innumerevoli specie, o tali aree si trasformano in aridi deserti. Tuttavia, un delicato equilibrio si impone quando si parla di questi luoghi, perché non si possono nemmeno ignorare gli enormi interessi economici internazionali che, con il pretesto di prendersene cura, possono mettere in pericolo le sovranità nazionali. Di fatto esistono «proposte di internazionalizzazione dell’Amazzonia, che servono solo agli interessi economici delle multinazionali».
È lodevole l’impegno di organismi internazionali e di organizzazioni della società civile che sensibilizzano le popolazioni e cooperano in modo critico, anche utilizzando legittimi meccanismi di pressione, affinché ogni governo adempia il proprio e non delegabile dovere di preservare l’ambiente e le risorse naturali del proprio Paese, senza vendersi a ambigui interessi locali o internazionali.
39. Neppure la sostituzione della flora selvatica con aree piantate a bosco, che generalmente sono monocolture, è solitamente oggetto di un’adeguata analisi. In realtà essa può colpire gravemente una biodiversità che non è albergata dalle nuove specie che si piantano. Anche le zone umide, che vengono trasformate in terreno agricolo, perdono l’enorme biodiversità che ospitavano. In alcune zone costiere è preoccupante la scomparsa degli ecosistemi costituiti da mangrovie.

40. Gli oceani non solo contengono la maggior parte dell’acqua del pianeta, ma anche la maggior parte della vasta varietà di esseri viventi, molti dei quali ancora a noi sconosciuti e minacciati da diverse cause. D’altra parte, la vita nei fiumi, nei laghi, nei mari e negli oceani, che nutre gran parte della popolazione mondiale, si vede colpita dal prelievo incontrollato delle risorse ittiche, che provoca diminuzioni drastiche di alcune specie. Ancora si continua a sviluppare modalità selettive di pesca che scartano gran parte delle specie raccolte. Sono particolarmente minacciati organismi marini che non teniamo in considerazione, come certe forme di plancton che costituiscono una componente molto importante nella catena alimentare marina, e dalle quali dipendono, in definitiva, specie che si utilizzano per l’alimentazione umana.
41. Addentrandoci nei mari tropicali e subtropicali, incontriamo le barriere coralline, che corrispondono alle grandi foreste della terraferma, perché ospitano approssimativamente un milione di specie, compresi pesci, granchi, molluschi, spugne, alghe. Molte delle barriere coralline del mondo oggi sono sterili o sono in continuo declino: «Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?».
 Questo fenomeno è dovuto in gran parte all’inquinamento che giunge al mare come risultato della deforestazione, delle monoculture agricole, dei rifiuti industriali e di metodi distruttivi di pesca, specialmente quelli che utilizzano il cianuro e la dinamite. È aggravato dall’aumento della temperatura degli oceani. Tutto questo ci aiuta a capire come qualunque azione sulla natura può avere conseguenze che non avvertiamo a prima vista, e che certe forme di sfruttamento delle risorse si ottengono a costo di un degrado che alla fine giunge fino in fondo agli oceani.
42. È necessario investire molto di più nella ricerca, per comprendere meglio il comportamento degli ecosistemi e analizzare adeguatamente le diverse variabili di impatto di qualsiasi modifica importante dell’ambiente. Poiché tutte le creature sono connesse tra loro, di ognuna dev’essere riconosciuto il valore con affetto e ammirazione, e tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri. Ogni territorio ha una responsabilità nella cura di questa famiglia, per cui dovrebbe fare un accurato inventario delle specie che ospita, in vista di sviluppare programmi e strategie di protezione, curando con particolare attenzione le specie in via di estinzione.

venerdì 4 settembre 2015




MARIA REGINA DELLA PACE

MEDJUGORJE

Messaggio a Mirjana del 2 Settembre 2015


“Cari figli
cari miei apostoli dell’amore, miei portatori di verità,
vi invito nuovamente e vi raduno attorno a me 
affinché mi aiutiate,
affinché aiutiate tutti i miei figli assetati d’amore e di verità, assetati di mio Figlio.
Io sono una grazia del Padre Celeste,
mandata per aiutarvi a vivere la parola di mio Figlio.
Amatevi gli uni gli altri. Ho vissuto la vostra vita terrena.
So che non è sempre facile ma, 
se vi amerete gli uni gli altri, pregherete col cuore,
raggiungerete le altezze spirituali 
e vi si aprirà la via verso il paradiso.
Là vi attendo io, vostra Madre, perché io sono là.
Siate fedeli a mio Figlio ed insegnate agli altri la fedeltà. 
Sono con voi e vi aiuterò.
Vi insegnerò la fede, perché sappiate trasmetterla agli altri nel modo giusto.
Vi insegnerò la verità, perché sappiate discernere.
Vi insegnerò l’amore, perché sappiate cos’è il vero amore.
Figli miei, mio Figlio farà in modo di parlare
attraverso le vostre parole e le vostre opere. Vi ringrazio”

lunedì 31 agosto 2015

DIOCESI DI TRICARICO
PARROCCHIA S. MARIA ASSUNTA
SAN MAURO FORTE
29 AGOSTO 2015

ORDINAZIONE SACERDOTALE DI DON GAETANO GRIPPO

Il sacerdote: uomo della Trinità!

L’appena trascorsa settimana di preparazione per l’ordinazione sacerdotale di don Gaetano ci ha permesso di gustare la bellezza, la ricchezza e la profondità della Chiesa, oltre che di cogliere il mistero di una vocazione che porta al totale dono di sé a Qualcuno che è, allo stesso tempo, tanto invisibile quanto tangibile nella propria vita.
Sì, abbiamo gustato la bellezza dello stare insieme, di essere chiesa;
abbiamo gustato quella ricchezza che solo la Chiesa può e sa dare: la ricchezza della fede, un dono inestimabile, che dà gioia al cuore di chi la vive e dona gioia a piene mani in chi ci ascolta e ci vive accanto; la fede è la vera ricchezza della Chiesa, una ricchezza senza confini e senza limiti, impagabile, inesauribile, ineguagliabile.
Abbiamo respirato il palpito della fede ed abbiamo sperimentato che è bello vivere la fede nella chiesa e con la chiesa
Abbiamo gustato la pienezza e la profondità della fede, quel qualcosa che ci fa sentire ‘’sazi’’ dentro, che colma quei vuoti che il mondo scava senza mai poterli né saperli riempire.
La Parola, l’Eucarestia, lo stare insieme, pregando, ascoltando, danzando, suonando,  prendendo a piene mani la dolcezza di chi ha sperimentato la Grazia della chiamata… ha riempito il cuore di una gioia ineguagliabile, quella gioia che nessuno potrà più togliere, perché ciò che non viene dato dall’esterno, ma suscitato dall’interno resta indelebile nell’anima di ciascuno.
In questa settimana ci sono state donate tante cose: la gioia dello stare insieme, l’allegria di far festa ‘’tanto, ma con poco’’, la profondità di una chiamata, la bellezza di una Chiesa che accompagna i suoi figli e li sostiene non solo nei momenti ‘’speciali’’ ma per tutta la vita, la ricchezza dell’amore di Dio che ci impreziosisce e ci adorna illuminando il viso e l’intero vita di chi ha scelto di amare e di farsi amare da Lui.
L’ordinazione di don Gaetano è stata ‘’la festa dell’Amore’’, l’Amore di Dio verso di noi, l’amore degli uomini verso di Lui, l’amore degli uomini verso i fratelli; abbiamo avuto la conferma che la Chiesa fa e vive ciò che dice, che quella gioia di cui tanto spesso parla non è un modo di dire o solo per dire… ma è una realtà concreta che vive nel cuore e nella vita di coloro che hanno scelto di dire quel SI’ totale, definitivo, assoluto al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
È la gioia di appartenere a Dio a rendere bella, profonda, ricca, gioiosa ogni vita, ogni vita donata!
È straordinaria la commozione che il cuore prova  quando la Chiesa si raduna per lodare Dio, per ringraziarlo, per cantargli tutto il suo amore e donargli tutto il suo cuore.
L’ordinazione di don Gaetano ci ha permesso di sperimentare la gioia di stare insieme come chiesa, di vedere lo Spirito all’opera, sì, abbiamo sentito il palpito delle sue ali dall’inizio alla fine, abbiamo sentito l’aria riempirsi dello Spirito di Dio e penetrare nei cuori fino all’ebbrezza, a quella commozione profonda che fa tremare, non di paura o di timore, ma di quel senso di pace che rare volte una creatura umana riesce a sperimentare sulla terra.
Un vibrare inconsueto forte e dolce allo stesso tempo che ci ha permesso di sperimentare quanto sono vere e attuali  le parole di Cristo: 28 ‘’ Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero’’. (Mt 11, 28-30).

Le parole, i gesti, i canti, le testimonianze, le preghiere, il silenzio… ogni cosa ci ha permesso di sperimentare quanto sia dolce il suo giogo e quanto sia leggero il suo carico; di quanta pace ha bisogno questo nostro cuore stanco, affaticato, oppresso, pieno di rumori, appesantito dalle preoccupazioni, assetato di cose buone, affamato di quella felicità… che il mondo, con tutto il suo ventaglio di proposte non riesce a soddisfare né tanto meno a dare risposta a questo bisogno profondo dell’anima.

Apparentemente al centro di ogni incontro e di ogni proposta liturgica c’è stata la figura del sacerdote: come uomo della Parola, della Misericordia, dell’Eucarestia, uomo di Dio… in realtà al centro c’è sempre stata la gioia che può dare il dire SI’ a Dio, la docilità a questo invito, la pienezza della felicità che si può provare quando si obbedisce e si risponde liberamente, spontaneamente alla chiamata di Dio.
Non c’è nient’altro in questo mondo a cui si può paragonare una felicità simile, non è esprimibile con le parole, per quanto eloquenti possano essere.
I vari sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, le Suore Discepole di Gesù Eucaristico, le testimonianze dei laici, dei fedeli tutti, la presenza degli amici, dei familiari, del popolo di Dio al completo… ognuno ha  contribuito a rendere bella l’esperienza dell’essere Chiesa.
È stata una festa dall’inizio alla fine.
È stato un dono da scoprire dall’inizio alla fine.
È stata una gioia da vivere dall’inizio alla fine.
Tutto ci ha fatto sussultare di gioia indicibile!

E al termine non è successo quello che in genere succede dopo ogni festa: il sentirsi stanchi, sfiniti, quasi svuotati da quell’assalto dei sensi che nel darsi al libero sfogo svuotano poi la testa e il cuore, no, non è stato necessario nessun surrogato per provare lo sballo del cuore, né bevande né sostanze… non ci sono stati bagordi e nottate pazze… né i mal di testa dopo la sbornia… non c’è stato niente di tutto questo… ciò che è rimasto a ciascuno di noi è stata quella felicità intensa che ha inebriato lo spirito e profumata  l’aria che si è riempita di Dio.
Una settimana di festa con Dio spazza via ogni proposta mondana, ogni ebbrezza  surrogata, e invece di svuotarti ti riempie di dolcezza e di amore.
No, non sono solo parole, perché non si può parlare di questo senza averlo sperimentato, vissuto, gustato, senza essersene saziati profondamente.
C’è un solo dispiacere in tutto questo: il desiderio di vivere ancora la pace profonda di uno spirito che ha esultato in Dio!
C’è un solo desiderio che emerge e resta dopo tutto questo: la gioia che si prova nel rendersi disponibile a realizzare la volontà di Dio.

Spesso noi viviamo come in competizione la nostra volontà con quella di Dio: o la nostra o la sua, come se non fossero compatibili, come se fossero sempre agli antipodi, inconciliabili, parallele… dopo aver vissuto la gioia grande per l’adesione alla volontà di Dio, tutto è stato chiarito e riappacificato in noi: fare la volontà di Dio non è un’imposizione, un dovere, un obbligo, una forzatura, ma un piacere senza eguali, un desiderio, un bisogno, anzi il bisogno più naturale e profondo dell’uomo; è la sua mancata soddisfazione a rendere triste l’uomo, cupo, ripiegato sul suo dolore, su quel dolore che lo devasta e gli fa provare tutto il peso di una vita alla ricerca di quel qualcosa che possa rendere il giogo della vita più dolce e il peso dell’assenza più sopportabile.
Adesso abbiamo capito, perché abbiamo sperimentato quella gioia che anni e anni di omelie ci avevano solo fatto intravedere e percepire, ma che forse restava come un sogno irrealizzabile nei nostri cuori, un desiderio vago, un’esperienza destinata a pochi… certamente non a noi!
A noi che non siamo stati scelti. A noi che non siamo stati chiamati!
Abbiamo scoperto invece che l’essere scelti e l’essere chiamati è proprio della natura umana, per cui non è un privilegio riservato a pochi selezionati, ma a tutti i figli di Dio, ognuno viene scelto, personalmente, per una chiamata speciale, per una vocazione speciale, per un servizio speciale e personale … fosse anche solo quello di predisporre le sedie per un’assemblea o preparare un cartellone per rendere più colorata e allegra la festa.
Quante cose abbiamo capito in questi pochi ma intensi giorni.
Abbiamo capito che le parole che il sacerdote ci dona ogni giorno durante le celebrazioni eucaristiche o durante le catechesi, i cenacoli, gli incontri di gruppi e di associazioni… non sono parole di circostanza o discorsi standard, preimpostati e fatti con lo stampino… abbiamo capito che è tutto vero, perché   l’abbiamo sperimentato direttamente.
Ogni cosa detta ha senso, ogni cosa fatta ha senso, ogni cosa vissuta ha senso, ogni cosa ascoltata ha senso.
È quella domanda di senso che finalmente ha trovato le sue risposte, anzi… la sua risposta: si è felici solo in Dio, si è felici solo se si fa la Sua Volontà!
La felicità c’è, esiste e la si può sperimentare solo dicendo il proprio sì a Colui che è la Fonte della Felicità!
E questa felicità l’abbiamo vista nei volti dei sacerdoti, dei diaconi e dei seminaristi, delle suore, delle coppie laiche felicemente sposate che condividono l’amore per l’Eucarestia, nelle parole commosse di don Gaetano, nelle parole emozionate di don Giuseppe, in quelle appassionate del vescovo, nei gesti affettuosi dell’intera popolazione, nell’applauso lungo e sentito che è scattato unanime quando qualcuno ha detto: ora don Gaetano è sacerdote per sempre!
Sì, è stata felicità vera e non un’emozione passeggera, una commozione temporanea, un’ebbrezza provvisoria.
Ciò che è successo in questi giorni non potrà essere cancellato dalla memoria, perché non è lì che è stata scritta, non è nella fugacità del tempo che è stata segnata: ma col Dito di Dio nel cuore di ogni presente e ciò che Dio scrive nel nostro cuore né l’uomo né il tempo né la memoria potrà mai cancellare, né la malattia né la morte, perché ciò che Dio scrive resta inciso anche nella roccia del nostro cuore, sì anche nei nostri cuori induriti e spigolosi… Dio scrive diritto anche sulle nostre righe storte… in questo caso Dio ha, ancora una volta, sottoscritto il suo Sì all’uomo, ha mostrato la Sua Potenza, ha cantato la Sua Vittoria, ha saziato ogni uomo con il miele della Sua Mano, ha accarezzato ogni cuore, ha sciolto ogni timore, ha liberato da ogni dubbio e da ogni impurità, ha saziato ogni cuore stanco e oppresso, ha risposto ad ogni nostra invocazione chinandosi sulle nostre ferite e liberandoci dalle nostre ostruzioni.
Il Sacramento dell’Ordine Sacro è il Sacramento della Santità: quella dell’uomo che dice sì  a Dio e quella di Dio che dice sì all’uomo che s’impegna ad ‘’amarlo, rispettarlo e onorarlo’’ per tutta la vita!
Al termine della celebrazione qualcuno che frequenta raramente gli spazi ecclesiastici ha detto: ‘’Questo è stato più di un matrimonio, un matrimonio senza invito, ma nel quale tutti si sono sentiti invitati’’ ; una sintesi perfetta: tutti hanno risposto non ad un invito ad personam, ma ad una convocazione fatta da Qualcuno che non ha l’abitudine di discriminare in base a rapporti di parentele, di amicizie o di simpatie; un popolo intero ha risposto, spontaneamente, ad una convocazione speciale, con una chiamata diretta, non fatta con biglietti o volantini, ma con un movimento che ha sentito vibrare dentro di sé, che lo ha delicatamente spinto verso il luogo dell’incontro: una Pentecoste vera e propria.
Se lo Spirito soffia, se lo Spirito convoca, se lo Spirito sospinge… nessuno può resistere, neanche il cuore più duro, pesante o lontano.
Ho visto i lontani farsi vicini. Ho visto i duri di cuore sciogliersi. Ho visto coloro che sbraitano e lacerano il cuore di Dio con i loro rifiuti e le loro bestemmie, lupi voraci… farsi agnellini! Ho visto le lacrime in chi non credeva. Ho visto la luce rifulgere negli occhi spenti. Ho visto le mani sempre strette a pugno contro Dio, aprirsi in un abbraccio profondo e baciare le mani dell’unto da Dio.
Ho visto ed ho capito: Dio continua a vincere le nostre resistenze, i nostri rifiuti, le nostre paure, i nostri dubbi, le nostre teorie, le nostre filosofie sgangherate, le nostre miserie; sì, ho visto ed ho sperimentato che Dio è davvero più grande del nostro cuore: 19 Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore 20 qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. 21 Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; 22 e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui.
23 Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. 24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. (1 Gv 3, 19 – 24).

Convocati dallo Spirito, rinati nella gioia, felici nell’incontro, sazi nell’amore: tutto questo ci è stato donato, tutto questo ci è rimasto.
Spesso Maria a Medjugorje ci invita a pregare per i nostri pastori, in uno dei suoi ultimi messaggi ha detto: pregate per i vostri pastori, non giudicateli, ma sosteneteli, perchè li ha scelti Mio Figlio!
Ecco: scelto dal Figlio, benedetto dal Padre, guidato dallo Spirito. 
Il sacerdote è l' uomo della Trinità!


Al neo presbitero, i miei più cari auguri insieme a quelli di tutta la parrocchia… con il salmo 99 (100), per rendere grazie a Dio per il dono grande che ha fatto a lui e alla nostra comunità:

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,


la sua fedeltà di generazione in generazione.




30 agosto 2015
PRIMA S. MESSA CELEBRATA DA DON GAETANO












domenica 30 agosto 2015




UN RACCONTO PER L'ESTATE

LETTERA ENCICLICA

LAUDATO SI' 


DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

CAP III. Perdita di biodiversità

 32. Anche le risorse della terra vengono depredate a causa di modi di intendere l’economia e l’attività commerciale e produttiva troppo legati al risultato immediato. La perdita di foreste e boschi implica allo stesso tempo la perdita di specie che potrebbero costituire nel futuro risorse estremamente importanti, non solo per l’alimentazione, ma anche per la cura di malattie e per molteplici servizi. Le diverse specie contengono geni che possono essere risorse-chiave per rispondere in futuro a qualche necessità umana o per risolvere qualche problema ambientale.
 33. Ma non basta pensare alle diverse specie solo come eventuali “risorse” sfruttabili, dimenticando che hanno un valore in sé stesse. Ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre. La stragrande maggioranza si estingue per ragioni che hanno a che fare con qualche attività umana. Per causa nostra, migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza né potranno comunicarci il proprio messaggio. Non ne abbiamo il diritto.
34. Probabilmente ci turba venire a conoscenza dell’estinzione di un mammifero o di un volatile, per la loro maggiore visibilità. Ma per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche i funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microorganismi. Alcune specie poco numerose, che di solito passano inosservate, giocano un ruolo critico fondamentale per stabilizzare l’equilibrio di un luogo. È vero che l’essere umano deve intervenire quando un geosistema entra in uno stadio critico, ma oggi il livello di intervento umano in una realtà così complessa come la natura è tale, che i costanti disastri causati dall’essere umano provocano un suo nuovo intervento, in modo che l’attività umana diventa onnipresente, con tutti i rischi che questo comporta. Si viene a creare un circolo vizioso in cui l’intervento dell’essere umano per risolvere una difficoltà molte volte aggrava ulteriormente la situazione. Per esempio, molti uccelli e insetti che si estinguono a motivo dei pesticidi tossici creati dalla tecnologia, sono utili alla stessa agricoltura, e la loro scomparsa dovrà essere compensata con un altro intervento tecnologico che probabilmente porterà nuovi effetti nocivi. Sono lodevoli e a volte ammirevoli gli sforzi di scienziati e tecnici che cercano di risolvere i problemi creati dall’essere umano. Ma osservando il mondo notiamo che questo livello di intervento umano, spesso al servizio della finanza e del consumismo, in realtà fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia, mentre contemporaneamente lo sviluppo della tecnologia e delle offerte di consumo continua ad avanzare senza limiti. In questo modo, sembra che ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi.

mercoledì 26 agosto 2015




MARIA REGINA DELLA PACE

MEDJUGORJE
Messaggio a Marija del 25 Agosto 2015

"Cari figli!
Anche oggi vi invito: siate preghiera.
La preghiera sia per voi le ali per l’incontro con Dio.
Il mondo si trova in un momento di prova, perché ha dimenticato e abbandonato
Dio. Per questo, figlioli, siate quelli che cercano e amano Dio al di sopra di tutto.
Io sono con voi e vi guido a mio Figlio,
ma voi dovete dire il vostro “SI” nella libertà dei figli di Dio.
Intercedo per voi e vi amo, figlioli, con amore infinito.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
ORDINAZIONE SACERDOTALE DI DON GAETANO

AGENDA PARROCCHIALE


Domenica 23 agosto 
BIBBIA IN PIAZZA:

''IL SACERDOZIO NEL NT''  
don Francis Eziwa
''TESTIMONIANZA DI SANTITA' SACERDOTALE''
don Paolo Ambrico

ore 21,15 ''Piazza Caduti''


Lunedì 24 agosto 

Chiesa Monastero ore 18,00  S. Messa
''Il sacerdote uomo della parola''  don Angelo Gioia 

martedì 25 agosto
Chiesa Monastero ore 18,00 S. Messa
''Il sacerdote uomo della Misericordia'' don Vincenzo Cantore 

ore 21,00 CENACOLI sulla Parola di Dio 
animati dai seminaristi
''largo S, Rocco, P.za San Vincenzo, Largo Distretto Sanitario''


mercoledì 26  agosto
S. Messa e Benedizione Altare Maggiore
''Il sacerdote uomo di Dio'' don Nicola Urgo 
Chiesa Madre ore 18,00

ore 21,00 via ''Ten. Mega'' CINEFORUM 
a cura di don Francesco Barbarito


Giovedì 27 agosto 
GIORNATA EUCARISTICA

S. MESSA
ore 8,00 ''Chiesa di San Rocco'' 

 ESPOSIZIONE SS. SACRAMENTO
ore 9,00 Chiesa Monastero

ore 12,00 ANGELUS - ORA MEDIA

ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
''Il sacerdote uomo dell'Eucarestia''
animata dalle Suore Discepole di Gesù Eucaristico
presiede don Nino Martino
ORE 18,00
ore 21,00 ''Piazza Monastero'' Festa Vocazionale

venerdì 28 agosto 
 S. MESSA
ore 8,00 ''Chiesa di San Rocco''

ore 17,00  '' Monastero'' CONFESSIONI

ore 21,00 ''Piazza Monastero'' Veglia Vocazionale
presiede don Filippo Nicolò Rettore del Seminario

sabato 29 agosto
ORDINAZIONE SACERDOTALE
ore 18,00 ''Chiesa Madre''


domenica 30 AGOSTO
S. MESSA presieduta da don Gaetano
ore 11,00 ''Chiesa Madre''

mercoledì 19 agosto 2015


CANTO A TE, SIGNORE!

Preghiera dell’Amore


Signore, l’amore è paziente.  
Donami la pazienza che sa affrontare un giorno dopo l’altro.
Signore, l’amore è benigno.
Aiutaci a voler sempre il suo bene prima del mio. 

Signore, l’amore non è invidioso.
Insegnaci a gioire di ogni suo successo.

Signore, l’amore non si vanta.
Ricordaci di non rinfacciargli ciò che facciamo per lui. 

Signore, l’amore non si gonfia.
Concedici il coraggio di dire "Ho sbagliato"
.
Signore, l’amore non manca di rispetto.
Fa che possiamo vedere nel suo volto il tuo volto.

Signore, l’amore non cerca l’interesse.
Soffia nella nostra vita il vento della gratuità.

Signore, l’amore non si adira.
Allontana i gesti e le parole che feriscono
Signore, l’amore non tiene conto del male ricevuto.
Riconciliaci nel perdono che dimentica i torti. 

Signore, l’amore non gode dell’ingiustizia.
Apri il nostro cuore ai bisogni di chi ci sta accanto. 

Signore, l’amore si compiace della verità.
Guida i nostri passi verso di te che sei via, verità e vita.

Signore, l’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
Aiutaci a coprire d’amore i giorni che vivremo insieme.
Aiutaci a credere che l’amore sposta le montagne.
Aiutaci a sperare nell’amore, oltre ogni speranza.

(da http://enzo-sceltadivita.blogspot.it)

martedì 18 agosto 2015

CANTO A TE, SIGNORE!

Vieni, Signore Gesù!

Questa povera terra martoriata 
non ha bisogno di politici, 
di guerrieri, di scienziati, 
di commercianti per prosperare: 
ha bisogno di santi, di santi, di santi! 

Vieni, Signore Gesù! 

Rivelati al mondo che t'ignora, 
regna tu solo su tutte le genti,
 poiché tu ci hai amati, 
ci hai lavati nel tuo Sangue... 
Rivelati nella misericordia, 
prima di rivelarti sulle nubi del cielo,
 giudice eterno, per confondere quelli che ti trafissero.

...Vieni nelle anime nostre, 
vieni nei nostri cuori 
e ridonaci la vita. 
Siamo morti alla vera vita, 
siamo come Lazzari quatriduani,
 immersi nella putredine delle nostre colpe, 
sepolti dalle nostre colpe, 
sepolti dalle nostre iniquità.
 Vieni e vedi (Giov. XI, 34) dove ci hanno ridotto le nostre ingratitudini. 
Vieni, Signore Gesù! 
L'umanità ti ha chiamato con tutte le lacrime sue! 
Stanca della violenza, 
la terra grida a te con torrenti di sangue... 

Vieni, vieni, o mansuetissimo nostro Gesù, 
e donaci la vita e la pace.

(dagli scritti di P. Dolindo)

venerdì 14 agosto 2015



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«BEATA COLEI CHE HA CREDUTO »
(Lc 1,45)

Maria, donna beata.
Maria, donna del coraggio.
Maria, donna dell’assurdo.
Maria, donna dell’ascolto.
Maria, donna del cammino.
Maria, donna del sì.
Maria, donna del canto.
Maria, donna della speranza.
Maria, donna della fede.
Maria, donna della sequela.
Maria, donna della Parola.

Maria è la Creatura più alta e meravigliosa
semplicemente perché ha creduto.
Se vuoi essere come Lei, credi.
Credi nell’adempimento delle promesse di Cristo.
Credi nell’adempimento delle promesse del Padre.
Credi a quella fede che parla di Amore.

Maria è un Magazzino inesauribile di Carità: più si attinge da Lei,
più Lei si riempie di grazie da dispensare a chi gliele chiede.
Maria è un soccorso eterno.
Maria è la Mano tesa del Padre.
Il Padre concede le grazie attraverso Maria,
Maria, dunque, ci porta il Figlio e ci porta al Figlio,
partendo direttamente dalla Mano del Padre.
È Lei stessa Dono del Padre per l’umanità.
La sua maternità è Dono per noi.
Il suo essere beata è dono per noi.

La sua beatitudine sta nell’aver creduto alla Promessa
 ed aver rischiato sulla Parola.
Maria ha vissuto il rischio dell’assurdo.
Ma ha anche vissuto la Parola fatta carne.
Ha vissuto il cammino di Carità del Padre e del Figlio:
 attraverso di Lei, il Padre raggiunge le periferie più disperate e porta la Speranza
e il Figlio raggiunge i cuori più chiusi e porta la Fede e porta la salvezza.
Maria è la porta per la salvezza.
Per Lei si entra nel Cuore Misericordioso del Figlio che dona la Gioia dell’incontro.

Maria, donna dell’incontro.
Maria, donna della gioia.
Maria, donna salvata.
Maria, donna di Dio
Maria, dono di Dio all’Umanità smarrita.
Maria, donna della festa.
Maria, donna dell’Amore.


Buona festa dell’Assunzione a tutti!

mercoledì 12 agosto 2015


UN RACCONTO PER L'ESTATE
LETTERA ENCICLICA


LAUDATO SI' 

DEL SANTO PADRE FRANCESCO  SULLA CURA DELLA CASA COMUNE


CAP II. 
La questione dell’acqua 

27. Altri indicatori della situazione attuale sono legati all’esaurimento delle risorse naturali. Conosciamo bene l’impossibilità di sostenere l’attuale livello di consumo dei Paesi più sviluppati e dei settori più ricchi delle società, dove l’abitudine di sprecare e buttare via raggiunge livelli inauditi. Già si sono superati certi limiti massimi di sfruttamento del pianeta, senza che sia stato risolto il problema della povertà.

28. L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. Le fonti di acqua dolce riforniscono i settori sanitari, agropastorali e industriali. La disponibilità di acqua è rimasta relativamente costante per lungo tempo, ma ora in molti luoghi la domanda supera l’offerta sostenibile, con gravi conseguenze a breve e lungo termine. Grandi città, dipendenti da importanti riserve idriche, soffrono periodi di carenza della risorsa, che nei momenti critici non viene amministrata sempre con una adeguata gestione e con imparzialità. La povertà di acqua pubblica si ha specialmente in Africa, dove grandi settori della popolazione non accedono all’acqua potabile sicura, o subiscono siccità che rendono difficile la produzione di cibo. In alcuni Paesi ci sono regioni con abbondanza di acqua, mentre altre patiscono una grave carenza.

 29. Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno. Fra i poveri sono frequenti le malattie legate all’acqua, incluse quelle causate da microorganismi e da sostanze chimiche. La dissenteria e il colera, dovuti a servizi igienici e riserve di acqua inadeguati, sono un fattore significativo di sofferenza e di mortalità infantile. Le falde acquifere in molti luoghi sono minacciate dall’inquinamento che producono alcune attività estrattive, agricole e industriali, soprattutto in Paesi dove mancano una regolamentazione e dei controlli sufficienti. Non pensiamo solamente ai rifiuti delle fabbriche. I detergenti e i prodotti chimici che la popolazione utilizza in molti luoghi del mondo continuano a riversarsi in fiumi, laghi e mari.

30. Mentre la qualità dell’acqua disponibile peggiora costantemente, in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità. Questo debito si salda in parte con maggiori contributi economici per fornire acqua pulita e servizi di depurazione tra le popolazioni più povere. Però si riscontra uno spreco di acqua non solo nei Paesi sviluppati, ma anche in quelli in via di sviluppo che possiedono grandi riserve. Ciò evidenzia che il problema dell’acqua è in parte una questione educativa e culturale, perché non vi è consapevolezza della gravità di tali comportamenti in un contesto di grande inequità.

31. Una maggiore scarsità di acqua provocherà l’aumento del costo degli alimenti e di vari prodotti che dipendono dal suo uso. Alcuni studi hanno segnalato il rischio di subire un’acuta scarsità di acqua entro pochi decenni se non si agisce con urgenza. Gli impatti ambientali potrebbero colpire miliardi di persone, e d’altra parte è prevedibile che il controllo dell’acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo.