Molto spesso le scelte religiose dividono, in questo caso però la
religione cristiana farà da filo conduttore fra i tre continenti, uniti dalla
fede nello stesso Dio .
Non è certamente l’unico caso, ma è quello più recente.
La libertà religiosa non è ancora un diritto in tante parti del mondo.
Nei Paesi islamici, diventare cristiani è impossibile, si è accusati
di ‘’apostasìa’’ e si è condannati a morte, come nel caso sopraesposto.
Nell’ambiente cristiano, quando qualcuno viene condannato a morte per
non aver rinunciato alla propria fede in cambio della vita si parla di
‘’martirio’’, vittime che entrano a far parte della grande schiera dei martiri…
una schiera innumerevole che ha attraversato tutti i secoli della storia umana.
L’Africa, continente di recente evangelizzazione, coacervo di
religioni e superstizioni, luogo di violenza e di barbarie, di inciviltà e
guerre tribali, di povertà e di morte per mancanza dei beni primari: acqua e
cibo… dall’Africa ci viene l’esempio più alto e più nobile di fede autentica:
morire, nel Duemila, per Amore di Dio, per dare testimonianza e ragione della
propria speranza, per dare conferma al fatto che … lo Spirito soffia dove vuole
e come vuole.
Noi cristiani occidentali, come i Giudei, rifiutiamo oggi l’annuncio
di Paolo, bestemmiando e contraddicendolo; questo annuncio rivolto ai ‘’pagani’’, cioè al
popolo africano, in questo caso, viene
accolto e soprattutto ‘’vissuto’’ in maniera esemplare come ci stanno
dimostrando tante donne cristiane del profondo sud africano.
Il fatto che questa conferma ci venga dalla cronaca laica di tutto il
mondo, è garanzìa di verità.
Ci dice che l’azione dello Spirito è, oggi come ieri, quanto mai
efficace, efficiente e reale, veritiera, sovversiva anche, perché dà la forza
per reagire a schemi politicizzati e cristallizzati nella cultura di un popolo
così profondamente radicato nella propria storia da proibire, pena la morte,
ogni opposizione o ribellione; inspiegabile, quindi, il coraggio manifestato da
tante ragazze, senza cultura e senza
libertà di nessun genere, che osano
opporsi e liberarsi dalle catene della sharìa e porsi ad esempio per il mondo
intero, soprattutto per quel mondo che si dice cristiano, ma che fa fatica a
vivere concretamente quel Cristianesimo che dice di professare.
Il martirio è la forma più alta di santità: il Primo Martire fu
Cristo, il Santo dei Santi, il Figlio di Dio stesso, dopo di Lui una schiera
innumerevole ne ha dato testimonianza e lo ha seguito sulla via della Croce,
disprezzando la propria vita fino alla morte.
Da questo continente, di cui conosciamo le vicende gravissime che lo
hanno accompagnato nel corso dei secoli, ci viene l’esempio più alto e più
brillante di santità, di quella santità che è opera dello Spirito Santo!
Meriam, nonostante il divieto, ha accolto l’annuncio cristiano e dà a noi, cristiani
secolarizzati, ragione della propria fede… a noi che, dopo aver ragionato sulla
fede… in piena libertà… la rinneghiamo nel modo più oltraggioso che si possa
mai immaginare!
Lo Spirito Santo è sempre in missione, possiamo dire che è il ‘’MISSIONARIO’’ per eccellenza, Colui
che è sempre in cammino, come il vento, che non teme le altitudini dei monti o
le rive dei mari, il Suo cammino è teso alla diffusione del Vangelo, alla
proclamazione della Verità, una Forza che spinge a non tacere ma a testimoniare
a voce alta la bellezza dell’incontro vissuto: ‘’ A coloro che cercavano
di ridurli al silenzio rispondevano: «Noi non possiamo tacere quello che
abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20).’’
Meriam ha avuto complicazioni durante la gravidanza in carcere, ma non
è stata mai visitata da un medico, rinchiusa
in una prigione sovraffollata, con le catene ai piedi, in condizioni igieniche
pessime per non dire inaccettabili, ha dato alla luce la sua secondogenita il
28 maggio scorso, sa bene che la sua vita come quella dei suoi due bambini che
vivono in prigione con lei sono a rischio, non sono pochi i bambini morti in
simili condizioni, ma lei resta ferma nella sua decisione, pur sapendo, tra
l’altro, che in caso di libertà, la sua vita continuerà ad essere in pericolo
perché gruppi di islamici radicali hanno già fatto sapere che se pure la corte
dovesse rilasciarla, ci penseranno loro a metterla a morte.
Possiamo ben dire che le parole di Gesù sono, in questo caso
particolare, più che mai vere e vive: «Avrete forza dallo Spirito Santo
che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8)… ed è proprio
così!
È dal profondo dell’Africa che tutto questo ci giunge… lo Spirito non
conosce frontiere, ma continua ad aleggiare sulle acque e sulla terra… e a
modellare i cuori degli uomini e delle donne aperti ai suoi sussulti!
Dall’Africa spostiamoci, adesso, in Europa, proprio nella nostra cara
Italia.
Quali esempi di cristianità ci vengono dal nostro Bel Paese?
Quali sono le opere che lo Spirito produce in noi?
Se noi glielo permettessimo, le Sue Opere in noi sarebbero
meravigliose, essendo noi un popolo ‘’privilegiato’’, per la presenza del Capo
della Chiesa, Roma caput mundi, luogo privilegiato della cristianità, secondo
solo alla Palestina.
Ma cosa succede, invece, qui da noi? Quali esempi siamo capaci di dare
al mondo? Quale testimonianza?
Vorrei non dover rispondere a queste domande!
Vorrei bypassarla questa risposta, per il bene del nostro cuore, ma la
verità s’impone, bisogna pur dirla perché la realtà non venga mai oscurata … ma
possa, invece, avere occasione di essere migliorata…
Si suol dire che lo Spirito Santo
è il grande Sconosciuto, ma dopo una ricerca fatta per capire che ne è di Lui,
direi che lo Spirito Santo più che sconosciuto è stato cancellato o almeno si
cerca di cancellarlo totalmente dalla nostra vita, lacerato nella sua Identità,
mortificato nella sua Divinità, Ignorato nella sua Santità, demolito nella sua
Azione salvifica, ucciso nella sua Presenza nella vita dell’uomo.
I risultati della mia ricerca sono uno scempio totale ai danni dello
Spirito che parlare di vergogna o di aberrazione non rendono giustizia a quella
che è la realtà dello Spirito nel Terzo Millennio: i Tempi della negazione
dello Spirito.
Mentre in Africa, lo Spirito fiorisce e dà il meglio di sé, in Europa e
in America… lo Spirito muore come mai si era verificato nella Storia della
Chiesa!
Riporterò qui solo alcuni esempi, ma di simili ce ne sono un’infinità…
Da alcuni anni è stato fondata
un’organizzazione denominata UAAR, ovvero l'Unione
degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è un' associazione che si
autodefinisce di promozione sociale ed associazione filosofica,
costituitasi formalmente il 18 marzo 1991 e che dichiara, al 2013, circa 3500
associati.
Nel proprio statuto dichiara di avere
come scopo il raggiungimento dell'effettiva laicità dello Stato
italiano, considerata ancora carente, e la diffusione delle idee atee e
agnostiche.
Essa, di concerto con associazioni affini,
intende rappresentare gli interessi civili e le istanze culturali di quella
parte della società italiana che non si identifica in alcuna religione.
L'UAAR è membro e rappresentante italiano
della Federazione umanista europea (EHF), l'unione delle associazioni
laico-umaniste europee con sede a Bruxelles (Belgio), e dell'Unione
Internazionale Etico-Umanistica (IHEU), con sede a Londra(Regno
Unito).
Come si può notare, in Europa c’è una larga
diffusione di idee e principi che si contrappongono, rinnegano e combattono quelli cristiani, unicamente tesi
quest’ultimi, come sappiamo, a far conoscere la Bellezza dell’Amore di Dio e
la Potenza del Suo Spirito che ci guida ai Pascoli Eterni.
Ma tanto ‘’l’Amore di Dio’’ quanto ‘’la Potenza del Suo Spirito’’ e gli
stessi ‘’Pascoli Eterni’’ sono oggi più che mai non solo messi in discussione,
ma negati e fortemente contrastati.
Il continente europeo, una volta culla del Cristianesimo, ora è
diventato giungla per ‘’lupi rapaci e
falchi affamati’’.
Spuntano come funghi associazioni di ogni genere con richieste che vanno ben oltre i confini semplicemente ideologici, vanno ad intaccare, ad incidere fortemente
sugli aspetti più profondi della spiritualità cristiana, urlando a gran voce le
loro ragioni e le loro molte volte ‘’assurde ‘’richieste.
Ma vediamo quali sono le loro ragioni e le loro richieste.
Il potere dello Spirito che aleggiava sul globo è stato sostituito da
quello del denaro , che come uno spettro, vaga in ogni luogo cercando vittime
da pervertire e corrompere.
Una delle richieste dell’associazione
in questione è quella, infatti, che
venga abolito l’Otto x mille alla Chiesa Cattolica, apparentemente per la
questione relativa alla richiesta di totale laicità dello Stato, ma in realtà
gli obiettivi son ben altri: togliere per avere!
Guardando bene in fondo all’home page
del loro sito compare una bella e grande scritta pubblicitaria con tanto di
codice fiscale nel quale chiedono che l’Otto x mille venga riversato alla loro
associazione, piuttosto che alla Chiesa Cattolica, per fare campagne di
sensibilizzazione e di diffusione delle loro idee atee e agnostiche.
Se consideriamo lo scopo della loro richiesta, appare ben chiaro che il
loro unico obiettivo è finalizzato alla propaganda delle proprie idee,
esclusivamente, quindi, di tipo autoreferenziale.
L ‘ Otto x mille alla Chiesa Cattolica ha, invece, ben altri scopi ed
obiettivi, che non sono solo proclamati ma realizzati: innanzitutto non servono
per propagandare idee o ideologismi di nessun genere, non è quindi
autoreferenziale l’uso che se ne fa; sono di dominio pubblico le modalità di
distribuzione ed uso di tali fondi, utilizzati, appunto, per il pubblico non
per il privato: si va della costruzione e mantenimento di luoghi di accoglienza
per senza tetto, bisognosi ed indigenti di ogni genere, dalle migliaia di pasti
distribuiti ogni giorno, alla costruzione di pozzi di acqua potabile in luoghi
dove ancora oggi si muore di sete, alla
costruzione di scuole ed ospedali per vaccinare chi ancora oggi muore per un morbillo o anche per un banale raffreddore; a luoghi di recupero per bambini di strada, per coloro che hanno
subìto violenze, per ragazze madri, per anziani soli, per il recupero delle
opere d’arte e mille altri interventi ancora a scopo umanitario, culturale e sociale,
prima ancora che religioso.
La Chiesa non ha mai propagandato le sue
idee, le ha però realizzate per il bene di tanti… ma proprio tanti!
È la Carità che si fa azione! E’ la forza
dello Spirito che convoca, chiama, manda ed opera in chi si mette a
disposizione.
Mi sembra che la differenza fra gli
obiettivi posti in essere sia sostanziale.
Ma a parte questo, che voleva essere solo un esempio di come si
strumentalizzano le idee a scopi di lucro e di come si inganna la gente dietro
false proposte, ciò che caratterizza questa associazione è la proposta dello ‘’sbattezzo’’, cioè il rinnegamento
ufficiale del Battesimo, in virtù di una libertà di cui si ritiene essere stati
privati: avendo i loro genitori scelto per loro quando erano bambini, da adulti
se ne dissociano e rivendicano la libertà di rifiutare la scelta dei genitori e
di tirarsi fuori dal popolo cristiano, non riconoscendone l’appartenenza e
l’identità.
In una lettera inviata a M. O., giornalista accreditato del giornale
‘’LE MONDE’’, il quale non condivideva l’esigenza di sbattezzarsi, il
segretario di tale associazione, R. C., così scrive: ’’ … a suo dire, essere citato su un registro dei battezzati non è
sostanzialmente differente dall’essere titolari di una carta-fedeltà in un
supermercato. Mi permetto di farle notare che per avere una carta-fedeltà
occorre essere adulti e che a tutti coloro che lo vogliono deve essere sempre
garantito il diritto di recedere: sia dalla carta-fedeltà, sia dalla Chiesa
cattolica e a prescindere dalle motivazioni… l’organizzazione che dirigo si è
battuta per il riconoscimento del diritto giuridico di sbattezzarsi. Una volta
ottenuto, circa 20.000 italiani si sono sbattezzati: un piccolo ma
significativo fenomeno di costume.’’
Alcune considerazioni: equiparare la Chiesa ad un Supermercato è
già tutto un programma.
La Chiesa non vende niente: né uomini, né merce, né prodotti di alcun
genere; la Chiesa non compra niente e nessuno: né uomini, né merce, né prodotti
di alcun genere.
La Chiesa offre: liberamente e gratuitamente; è a disposizione di chi
vuole prendere tutto il bene di questo mondo. La Chiesa non è un’organizzazione
chiusa, in competizione con altre associazioni; la Chiesa è una Porta sempre e
per sempre aperta a chi, liberamente, decide di entrare, di sedersi ed,
eventualmente, di restarci. La Chiesa cattolica è libera, autonoma ed
indipendente da qualsiasi ente basato sul potere economico, politico o sociale.
La Chiesa non è a scopo di lucro.
La Chiesa cattolica non è fatta di parole, di statuti e di contratti:
la Chiesa cattolica è la Parola.
La Parola non prevede contratti di ordine economico-amministrativo, la
Parola propone un’alleanza alla quale aderire spontaneamente.
Una tale alleanza viene sancita ‘’fuori dal tempo’’ e questo fa la
differenza: è un’alleanza libera ma eterna, per cui niente e nessuno potrà mai
più cancellare questo rapporto così intimamente sottoscritto, non per un fatto
di ‘’potere o di proprietà o di marchio indelebile’’, ma per la Bontà di Colui
che l’ha voluta, perché è un’alleanza che protegge, conforta, abbraccia,
unisce, include, ama, libera… non schiavizza… ma divinizza!
La Chiesa cattolica non ha bisogno di pubblicità perché non cerca
proseliti, ma ‘’amici’’: ‘’ vi ho
chiamati amici – dice Gesù – miei
eredi.’’
Non ci sono soci che mettono in
conto capitale il proprio patrimonio, ma ci sono ‘’AMICI’’ o più precisamente
‘’FIGLI… EREDI’’, grazie, infatti, al dono dello Spirito, siamo stati fatti eredi
di Cristo.
L’amicizia con Gesù è la cosa più bella e la libertà più piena che
l’uomo possa mai sperimentare.
Il supermercato, a cui la Chiesa viene così maldestramente e
banalmente paragonata, è un’organizzazione limitata nel tempo, a scopi di
lucro, autoreferenziale, basata sulla compravendita, sulla libertà di
licenziare e assumere, di accogliere e mandare via, di farne parte o dissociarsi,
su contratti che possono essere rescissi, per legge, qualora vengano meno le
condizioni richieste per farne parte.
Il supermercato ha bisogno di pubblicità e vive di competizione.
Mi pare proprio che si è su un livello completamente diverso e
ovviamente (senza nulla togliere alla dignità del supermercato) di molto…
molto… molto… inferiore!
Anche un bambino capirebbe che il paragone non regge, non ci sono le
basi per reggere; che non è la stessa cosa rescindere una carta-fedeltà e un
certificato di battesimo!
Che non si può prescindere dalle motivazioni, così come loro
vorrebbero fare.
Facendo fuori le motivazioni è ovvio che si viene a ragionare soltanto
sulle impalcature e i mezzi puramente tecnici dell’una o dell’altra organizzazione, ma questa è una
forzatura razionale: la Ragione ben sa che le motivazioni fanno la differenza
perché costituiscono il profilo ideologico, culturale o profetico che esse
pongono in essere.
Un ‘’a prescindere’’ non è
ragionevolmente accettabile se si vuol ragionare sui fatti e sui principi.
Se invece è solo una strategia per far passare per buone le proprie
richieste… allora il discorso cambia: diventa solo un mezzo che… ovviamente… non
giustifica il fine!
Altra affermazione del segretario nella lettura soprariportata: l’UAAR
è un fenomeno di costume.
Credo che a nessuno risulti che la Chiesa cattolica sia mai stato un
‘’fenomeno di costume’’, non lo è mai stato né lo sarà mai, non gli appartiene
questa categoria temporale.
La Storia umana è piena di fenomeni di costumi e chi conosce tale Storia sa bene quale fine abbiano fatto tutti
essi. Il tempo ha deciso per loro.
Sono state ‘’lucciole’’ i cui fatti o strascichi hanno dimostrato che
non erano in grado di competere con il sole.
La Chiesa, nonostante gli scossoni e i tentativi di scardinarla e di
eliminarla, non è un fuoco fatuo, la Sua
Luce ha un’altra Origine… un’Origine che è per l’uomo, ma non è posta nelle
mani dell’uomo; che agisce per lui, ma non è gestita da lui.
La Chiesa non sarà mai un fenomeno di costume… la Chiesa è ed ha un
Abito che viene dall’Alto, oltrepassa il Tempo,
oltrepassa i tempi umani. È sostenuta da una Forza che non si esaurisce
nel tempo, non è mai stato un vento di uragano che perde man mano la sua forza
riducendosi a tempesta tropicale.
Sempre liberi di crederci o non crederci, ma come diceva anche Gesù: ‘’Se non credete alle mie parole, credete
almeno ai fatti…’’.
È vero che i tentativi di scardinarla aumentano e si fanno sempre più
accesi e pericolosi, ma ‘’le porte degli
Inferi non prevarranno’’; le burrasche non mancano, le tempeste nemmeno,
gli attacchi, gli intrichi, le dissociazioni sono all’ordine del giorno… ma la
Chiesa, governata dallo Spirito, non sarà mai sopraffatta da ‘’fenomeni di costume’’ né sarà mai
distrutta dalla volontà umana; potranno indebolirla, attaccarla persino nei
suoi princìpi portanti… ma niente prevarrà su di essa, perché le Colonne su cui
poggia non sono costruite dall’uomo… pertanto nessun uomo potrà demolirle,
neanche se il tentativo più demolitivo viene proprio dal di dentro, cioè da coloro che hanno
assunto il compito di ‘’portare la Parola fino ai confini della Terra’’,
proprio come sta succedendo in America e buona parte dell’Europa negli ultimi
anni, da parte di alcuni sacerdoti che si autodefiniscono ‘’Unitariani’’, dei
quali parleremo qui di seguito.
Tornando alla questione dello ‘’sbattezzo’’, un attacco forte al cuore
della Chiesa, questa associazione ha predisposto un modulo che, sottoscritto
e consegnato al parroco della parrocchia
dove si è stati battezzati, va ad annullare ‘’legalmente’’ il sacramento
ricevuto, liberandosi così da ogni rapporto e dipendenza dalla Chiesa
cristiana.
È il rifiuto del Dono ricevuto! È l’opposizione ‘’sindacale’’
all’azione dello Spirito!
È la rinuncia volontaria e ‘’razionale’’ della propria appartenenza a
Dio”.
La Chiesa cattolica non riconosce
effetti "spirituali" alla pratica dello sbattezzo, in quanto, essendo il battesimo un
sacramento,
può essere tolto solo da Dio.
Il battesimo comporta uno status personale
indelebile, che non può venir cancellato
dalla mera annotazione cartacea costituente lo sbattezzo: « Rimane, comunque, chiaro che il legame sacramentale di
appartenenza al Corpo di Cristo che è la Chiesa, dato dal carattere
battesimale, è un legame ontologico permanente e non viene meno a motivo di
nessun atto o fatto di defezione. » (Actus Formalis Defectionis Ab Ecclesia Catholica)
Secondo la visione della Chiesa,
per chi non aderisce alla religione cattolica la richiesta di sbattezzo sarebbe
inutile e contraddittoria: farlo significherebbe riconoscere implicitamente un
valore allo stesso sacramento del quale si nega la validità. Secondo questo
punto di vista, quindi, chi non aderisce (o non più) alla dottrina cattolica
non ha bisogno di essere sbattezzato.
Chi richiede lo sbattezzo replica che il suo obiettivo è eliminare gli
effetti formali del battesimo (tra cui quello di lasciare alla Chiesa la
presunta possibilità di rivendicare un consenso superiore a quello reale), non
quelli spirituali in cui ovviamente non crede. Lo sbattezzo, infatti,
incide sulle statistiche relative ai cattolici in un certo Paese, ovvero, si
cerca con lo sbattezzo di distinguere fra fedeli praticanti e individui che
sono stati battezzati quando erano neonati ma non praticano la religione
cattolica, come ad esempio gli atei e gli agnostici. Questione di numeri, di
statistiche, dunque, che mortificano lo Spirito, che incidono fortemente su uno
dei princìpi portanti del Cristianesimo: la rinascita a vita nuova, in seguito
alla Resurrezione di Cristo.
Questo accade oggi nella nostra bella Italia, nella nostra moderna
Italia, nella nostra ‘’cristiana’’Italia.
Certo, anche noi siamo esemplari, non c’è che dire: tutto è esempio,
il nostro come quello dell’Africa, la differenza la fa il tipo di esempio che
si va a dare!
L’Africa si pone come modello di cristianità e di santità. L’Italia
come modello di empietà.
L’empietà più grande è il rifiuto di Dio.
Rifiutando e rinnegando il Sacramento del Battesimo ricevuto ci si
mette fuori dall’azione di Dio nella propria vita, si impedisce allo Spirito Santo
di agire e quindi di plasmare quell’anima ad immagine e somiglianza di Dio. È
la negazione dell’Amore. È il rifiuto della santità. È la morte dello spirito.
Dio è davvero morto in loro e ad ucciderlo è stata la loro diretta e
personale volontà.
È difficile da accettare questa
realtà, difficile perché l’uomo, per sua natura, è impastato d’amore,
rifiutarlo così significa rifiutare la propria identità, prima ancora di
uccidere Dio è uccidere la verità del proprio essere: può mai l’uomo giungere a
tanto?
A quanto pare… sì, l’uomo che si rivolta contro se stesso è mille
volte peggiore dell’uomo che si rivolta contro il fratello o contro Dio, perché
si autodistrugge, il suicidio è cosa peggiore dell’omicidio!
È più spietato, più crudele, più malvagio, più disperato come gesto!
Lo Spirito Santo non impone la Sua Presenza né le Sue Leggi o le Sue
decisioni: Egli lavora in sintonia con la volontà umana, guida con sapienza la ragione
umana, plasma con delicatezza il cuore umano, modella con umiltà lo spirito dell’uomo,
governa consigliando, non mai obbligando.
Noi, invece, ci ergiamo al di sopra della Sua Potente Onnipotenza e ci
facciamo autocostruttori di noi stessi, padroni di noi stessi e degli altri,
proprietari di un mondo nel quale non dovremmo dominare ma governare con
sapienza e rispetto di tutte le sue componenti… così da autocostruttori
diventiamo autodemolitori, perché le nostre scelte ci portano da tutt’altra
direzione: la disubbidienza si ripete ad oltranza.
Il peccato ci sommerge in abbondanza.
L’ apostasìa è più abbondante della fede.
La nostra è la vera apostasìa, non quella di Meriam o di Asia Bibi!
Duemila anni fa abbiamo ucciso il Figlio di Dio… oggi uccidiamo il Suo
Spirito!
E siamo a Due! Ci resta solo il Padre! Anzi… forse no… qualcuno è
riuscito ad uccidere anche Lui… bisogna riconoscergli questo merito… è stato
molto abile, particolarmente abile… strategicamente abile… diabolicamente
abile!
Questa operazione ci viene dall’America, altro continente, altra
storia, altra cultura… stessa religione!
Cosa sta succedendo in America?
Uno scisma terribile! Un ulteriore scisma che lacera il Corpo di
Cristo che è la Chiesa e questa volta nel modo più doloroso in assoluto:
attaccando direttamente la Santissima Trinità, mettendo il Figlio contro il
Padre e contro lo Spirito Santo.
Non è possibile definire quest’orrore, ma è senz’altro l’azione più
diabolicamente sofisticata che sia stata messa in atto da duemila anni a questa
parte.
Nella Storia della Chiesa di eresìe ce ne sono state tante, sin dai
primi anni; una di quelle più conosciute
è
l'arianesimo, una dottrina
cristologica elaborata
dal monaco e teologo cristiano
Ario (
256-
336),
condannata al
primo concilio di Nicea (
325). Sosteneva che la
natura divina di
Gesù fosse sostanzialmente inferiore a quella di Dio e
che, pertanto, vi fu un tempo in cui il Verbo di Dio non esisteva e che fosse
stato creato in seguito. In tal senso contraddiceva l'idea della
Trinità maturata attorno agli scritti
di
Giustino di Nablus.
L’eresìa che ha raccolto questa eredità, cioè quella di negare la
Trinità, si chiama ‘’Unitarianesimo’’, una setta che si definisce ‘’UNIONE
LIBERALE E ADOGMATICA TRA CRISTIANI UNITARIANI, UNIVERSALISTI UNITARIANI E
LIBERI CREDENTI.’’
Dal punto di vista ecclesiastico, come Unitariani, Universalisti e
Liberi Credenti, nascono quasi 500 anni fa nell'ambito della Riforma
radicale italiana, centro-europea e anglosassone, ampiamente diffusa nelle
Americhe, e si considerano oggi tra le Denominazioni più liberali del mondo;
essi rinnegano l’azione del Padre e
dello Spirito soprattutto nel Sacramento del battesimo, affermando che affinchè
il Battesimo sia valido occorre battezzare solo nel Nome di Cristo, escludendo
le altre Due Persone.
Sostengono, poi, che la ricerca spirituale, svolta in ambito religioso,
debba essere libera da
qualsiasi forma gerarchica, dogmatica o da formule prestabilite da qualunque
"autorità".
In pratica, da una parte sostiene di seguire i principi
giudaico-cristiani, dall’altra ne rifiuta l’essenza, infatti tra i 7 principi
che ne identificano la natura settaria si leggono parole come: dignità, giustizia, equità, pace… alle
quali fanno eco: la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della
vita al di fuori di ogni dogma,
gerarchia e dottrina cristiana. Inneggiano alla spirito di vita dal quale
si ritengono dipendenti, mettono insieme formule ed esperienze tribali con
preghiere cristiane… tipo: riconosciamoci ancora una volta sorelle e
fratelli, uniti in questa misteriosa avventura spirituale della vita, con le
parole di un grande uomo che molti di noi riconoscono come loro guida
spirituale. Preghiamo insieme, tenendoci idealmente per mano, con le parole
che Gesù ci ha insegnato: Padre nostro…
Quel ‘’ Padre nostro’’ , per noi
cristiani, vuol dire tante cose: che siamo figli di un Padre, fratelli di un
Figlio, discepoli sotto l’azione dello Spirito del Padre e del Figlio, quello
stesso Spirito che ci permette di chiamare ‘’Abbà, Padre’’; possiamo rivolgerci
a Dio chiamandolo ‘’Padre nostro’’ soltanto sotto l’azione dello Spirito che ci
permette di riconoscerlo come Padre.
Che valore può avere, dunque,
questa loro preghiera, se non riconoscono lo stretto ed interdipendente
rapporto tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo?
La loro preghiera non sa di
niente! Sono solo parole che non arrivano al Cielo, che non aprono il cuore,
anzi, diventano piuttosto un’offesa: pregano un Padre staccato da un Figlio del Quale non riconoscono che sia
fatto ‘’ della stessa sostanza del Padre’’.
Ma possono pretendere di essere
nel giusto se si contraddicono ad ogni parola?
Le fonti da cui attingono per le loro celebrazioni appartengono all’esperienza
di molte culture:
-
la saggezza delle religioni del mondo che
ci ispira nella nostra vita etica e spirituale;
-
gli insegnamenti ebraici e cristiani che ci
chiamano a rispondere all'amore di Dio, amando i nostri prossimi come noi
stessi;
-
gli insegnamenti umanisti che ci
consigliano di seguire la guida della ragione ed accettare i risultati
della scienza, e che ci mettono in guardia contro le idolatrie della mente
e dello spirito;
-
gli insegnamenti spirituali delle
tradizioni terra-centriche che celebrano il circolo sacro della vita e ci
suggeriscono di vivere in armonia con i ritmi della natura.
Nelle loro celebrazioni invocano un anonimo ‘’Vieni chiunque tu sia’’, accendono
un calice per onorare quelle anime che
hanno pubblicamente affermato la loro verità, che hanno messo in
discussione l'autorità, che hanno sfidato l'ortodossia; recitano lo Shemà
ebraico, ‘’ a ricordo della matrice biblica che ritengono sia stata culla della
loro fede e che è linea guida per molti di loro e poi affermano di venire ‘’da strade diverse,
liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni’’
Noi sappiamo bene, invece, a chi ci rivolgiamo, chi invochiamo, chi
preghiamo e chi adoriamo.
I dogmi non sono un impedimento o punti oscuri della nostra fede, ma un
riconoscere che c’è un Mistero più grande che l’uomo non riesce e non può
comprendere con i suoi mezzi a causa dei suoi limiti; l’adeguamento e il
rispetto degli insegnamenti della Chiesa non sono considerati ‘’obblighi o
forzature’’ per un cristiano, ma una docile e libera accettazione della Chiesa
come Madre e se la Chiesa è Madre non potrà mai ingannare i suoi figli,
pertanto ciò che essa propone non può che essere cosa bella, buona e giusta per
un credente cristiano. E la Madre-Chiesa è l’unica Guida per un cristiano, non
ce ne sono altre, riconoscendo Essa come Madre della Verità, dell’unica Verità,
pertanto non esistono altre guide né altre verità da cercare o da considerare.
Un cristiano appartiene al ‘’popolo di Dio’’ affidato a Madre-Chiesa.
Chi non si riconosce in questo, chi non riconosce l’Autorità della
Chiesa non deve dire che è la Chiesa che lo esclude, perché si esclude da solo,
con le sue scelte, le sue incoerenze.
Non ha nessuna coerenza il dire ‘’io la penso diversamente, ma mi
ritengo un cristiano ugualmente’’!
La Chiesa non chiude la porta a nessuno, ma quella ‘’Porta’’ la varca solo chi si identifica completamente
in quel tipo di cammino e ne rispetta le indicazioni.
Sarà certamente facile accusare gli altri di esclusione, ma non è
certamente corretto accusare gli altri delle proprie defezioni.
La LITURGIA DELLA PAROLA, nelle loro celebrazioni, è costituita da brani
presi da tradizioni UU (Unitariani Universalisti), indiane e cristiane; per
esempio ad una esperienza di Alce Nero ‘’Mi
trovai allora sulla montagna più alta di tutte, e tutto intorno sotto di me
c’era l’intero cerchio del mondo…’’ fanno seguire un brano cristiano ’’ Noi sappiamo di essere passati dalla morte
alla vita perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte… Dio è amore
e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio in lui… Nell’amore non vi è timore;
anzi il perfetto amore scaccia il timore, perché il timore suppone il castigo e
chi teme non è perfetto nell’amore.’’(Prima Lettera di Giovanni, 3:14;
4:16; 4:17-18).
La Parola di Dio è l’unica Verità per un cristiano, non ne servono altre,
perché Essa è la Guida per eccellenza; la Parola di un Dio non può essere
spezzata e paragonata a quella di un uomo qualsiasi, perché nessuna parola di
uomo può starle alla pari.
Le loro meditazioni si compongono di preghiere tipo queste:
‘’Vieni o vuoto e svuotaci da
ogni dogma che divide, da ogni dottrina che discrimina;
vieni o vuoto e svuotaci, da ogni concetto che chiude, da ogni ideologia che
ingabbia.’’
I cristiani non invocano un ‘’vuoto’’ che svuota, ma una Persona che riempie… mi sembra che la differenza sia piuttosto
palese ed eloquente!
Terminano poi con la LITURGIA DELLA SACRA CENA che
consiste nella benedizione del pane e del vino: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi». Poi
Gesù prese il calice del vino, lo porse ai discepoli e disse: «Questo calice è
il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di
me»; questo rito, secondo loro, apre simbolicamente ad una dimensione ultra-razionale,
utile per il risveglio dell'uomo spirituale. Segue la benedizione del Divino
invocando l’Infinito Spirito di Vita.
Qui mi sembra che non ci sia molto da chiarire: il
totale ribaltamento del senso della Cena in ambito cristiano hanno un
significato e una modalità completamente diversi; non basta citare delle parole
apparentemente simili a quelle del rito cristiano, occorre una dimensione
spirituale ben più alta per poter celebrare un Mistero che supera di gran lunga
ogni intelligenza umana.
Nella Chiesa dei cristiani questo rito non si
esaurisce in un semplice pronunciare parole e spezzare un pane, ma avviene
‘’una trasformazione sostanziale’’ per mezzo di uno Spirito che dà il potere di
fare ciò.
Equiparare i due riti significa davvero non aver
capito mai niente di quello che si va a dire e a fare.
Ovviamente non mancano i sermoni dove loro esprimono
le proprie idee: parlano di relativismo
ideologico, il principio secondo il quale non c’è un’unica verità, ma solo
opinioni, per cui ognuno è libero di cercarsi e di esprimere la propria
verità; negano l’Incarnazione, la Morte
e la Resurrezione di Cristo e la sua
Divinità, lo considerano semplicemente
un uomo, tutt’al più un profeta, un maestro spirituale ma assolutamente non un
Dio; i segni da Lui compiuti, come la guarigione di tanti malati, secondo loro sono soltanto frutto di reazioni
psicologiche a causa di malattie psicosomatiche oppure le intendono solo in senso spirituale, per esempio ‘’non ha
guarito la cecità degli occhi, ma quella del cuore’’. Rivendicano la libertà di
rifiutare dogmi, certezze di fede, non
riconoscono nessuna autorità ecclesiastica;
rifiutano la Trinità, fanno di Dio Padre un ‘’Vuoto’’ che svuota da ogni
legame e non riconoscono, naturalmente, la validità dei Sacramenti.
C’è da chiedersi, a questo punto, se l’uomo è
ancora capace di ragionare? Che fine abbia fatto la capacità logica dell’uomo?
La sua coerenza? Il dono del Discernimento?
Questi sacerdoti che si definiscono ‘’cristiani
unitariani’’ dicono di non capire perché la Chiesa non accetti la loro nuova
proposta di cristianesimo e l’ accusano di ‘’logica di esclusione’’.
Così si esprime uno dei sacerdoti unitariani fondatore della comunità
unitariana italiana: ‘’Se io con tutte le
mie debolezze di essere umano cerco di conformare il mio agire all’insegnamento
di Cristo è davvero così fondamentale che questi insegnamenti vengano da
qualcuno che io considero essere Dio o se questi insegnamenti vengono da una
persona che ritengo essere solo un tramite di Dio, un maestro, un profeta? E’ così fondamentale che se la mia ragione mi
dice che questi vengono da un tramite di Dio
e non credo che vengano direttamente da Dio, ma sono gli stessi ordini,
io debba essere escluso dal cristianesimo? Credo che sia solo una logica di
esclusione che non porterà alla costruzione del regno, non dobbiamo
focalizzarci sulle opinioni che creano barriere e divisioni e dispersione di
forze…’’
Devo dire che ci vuole coraggio per affermare cose
del genere ed essere convinti della logicità del proprio pensiero!
Loro rinnegano ciò che invocano. Distruggono ciò in
cui dicono di credere, rileggono il Vangelo secondo una chiave di lettura in
totale dissonanza con quella proposta dalla Madre Chiesa, si considerano
‘’cristiani a tutti gli effetti’’ e poi negano Cristo come Figlio di Dio.
Ma se essere cristiani significa riconoscere Cristo
come Figlio di Dio, così come affermato
nel Credo, come possono dirsi cristiani se non riconoscono la divinità di
Cristo?
Siamo alla follia!!! Allo sragionamento più
assurdo, al controsenso più evidente!
Si costruiscono ideologie che sono castelli in aria
e si pretende di aver posto nuove fondamenta per una religione più consapevole
e razionale!
Possibile che non siamo più in grado di capire le scemenze – passatemi il termine – che
andiamo a dire e a proporre?
Si affermano radici giudaico-cristiane e si rinnega
il Padre, si umanizza il Figlio riducendolo a semplice uomo e profeta, si trasforma uno
Spirito Santo in spirito di vita che anima il cerchio della vita delle cose.
Altro tragico esempio.
Questa volta ci viene dai Pentecostali
antitrinitari, conosciuti anche come ‘’I
SOLI GESU’’’: per loro il battesimo con l’acqua ha solo il potere di rimettere
i peccati, non di salvare, perciò chi è
battezzato secondo il rito cristiano non è salvato; secondo loro, la formula
giusta per battezzare è ‘’nel nome di Gesù’’ escludendo il Padre e lo Spirito
Santo, negando quindi la Trinità in quanto secondo loro Gesù è sia il Padre che
il Figliolo che lo Spirito Santo che sono solo tre titoli del solo Dio.
Negano quindi la formula battesimale trinitaria ed
insistono sul fatto che noi dobbiamo essere ribattezzati nel solo Nome di Gesù
per essere salvati. Non è semplicemente una questione di formula battesimale
diversa, ma dietro c’è qualcosa di più: il battesimo con la formula ‘’nel nome
di Gesù’’, non quello nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nega
la Trinità, concetto che sta alla base della religione cristiana che afferma di
credere in Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo.
Non è un cristiano chi nega la Trinità, chi nega la
validità del Battesimo.
Ciò vuol dire che noi che siamo stati battezzati
con l’acqua nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo non siamo veri
cristiani, è un battesimo sbagliato e inefficace, siamo fuori dalla Volontà e
dalla Legge di Dio, perché con questo tipo di battesimo siamo stati solo
perdonati ma non salvati .
Il vero battesimo – secondo loro – è quello che si fa nello Spirito e
che dà il dono delle lingue, solo così siamo dei salvati.
Chi non riceve il dono delle lingue, vuol dire che non è maturo nella
fede.
Ecco che molti rinnegano il battesimo ricevuto da bambini e si fanno
‘’battezzare nello spirito’’ da questi nuovi ‘’sacerdoti dello spirito’’.
La contraddizione più incomprensibile è questa: si definiscono
Pentecostali, quindi riconoscono l’azione dello Spirito, allo stesso tempo sono
antitrinitari, cioè non riconoscono la Divinità dello Spirito e del Padre.
Ma a quale Pentecoste fanno riferimento?
Non c’è Pentecoste senza lo Spirito e senza la Trinità!
Propongono un battesimo ‘’solo in Spirito’’ e nel Nome soltanto di
Gesù: ma che senso ha quel battesimo in spirito, se lo Spirito viene negato?
Uno Spirito dunque spaccato in se stesso, diviso nella Sua azione e
nella Sua identità.
La perversità di questo ragionamento è talmente evidente che non
servono altri commenti!
Ciò che emerge è un continuo tentativo dell’uomo di negare l’evidenza
e di cercare o inventarsi forme o formule che possano contraddire la Legge del
Signore, la Sua Parola, la Sua Azione.
L’eresia ha da sempre accompagnato la storia del Cristianesimo e a ben
pensarci si potrebbe dire che c’è una regola nella nascita delle eresìe che
viene confermata nel tempo: tutte le eresìe sono caratterizzati
dall’assolutizzazione di un termine, di una frase, di un concetto, di
un’espressione del Cristianesimo stesso.
Facciamo alcuni esempi: nel caso sopraesposto, l’eresìa nasce da una
assolutizzazione di un’espressione presa dagli Atti degli apostoli: Pietro
battezzava nel Nome di Gesù.
Questa frase, assolutizzata e prese a regola, annulla tutto il resto,
cancella la Parola stessa di Gesù quando disse agli apostoli: andate e
battezzate nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito.
È una Parola contro l’altra. Assolutizzando l’una, si nega l’altra.
Dio contro Dio stesso. Parola contro Parola.
Quello che
colpisce è il fiorire di tante forme di eresìe che tendono a confutare l’una o l’altra verità
cristiana, un attacco diretto al Cristianesimo, da tutti i fronti, sì, sembra
quasi un accerchiamento per indebolirne le difese, partendo dalle fondamenta,
con l’intenzione di colpirla al cuore, tentativi, tra l’altro, già fatti e rifatti
più volte da parte di tanti: si attacca
la divinità del Figlio, la presenza dello Spirito, la giustizia del Padre, la
dimensione trinitaria dell’unico Dio, la Resurrezione, l’esistenza di
un’aldilà, il Giudizio Universale, il concetto di salvezza, i Sacramenti, in
particolare il Battesimo e l’Eucarestia, si abiura spontaneamente dalla propria
confessione religiosa e si fanno proseliti imbastendo concetti presi di qua e
di là e fatti passare per verità assolute; tra gli apostati non mancano i
sacerdoti o religiose e religiosi, ministri consacrati che conoscono bene le
Scritture ma, che avendo deviato dalla giusta lettura di esse, la deformano e
la trasformano in qualcos’altro che si ritorce contro se stessa.
C’è un
mondo, per niente sommerso, di eresìe che fa spavento, per la gravità delle
loro affermazioni, per la numerosità delle loro associazioni, per il numero di
proseliti che riescono a tirarsi dietro… fa spavento perché è la prova,
inconfutabile della fragilità della nostra fede, della nostra conoscenza della
Scrittura, della nostra fragile volontà di cercare la Verità, ci accontentiamo
di coloro che gridano negli stadi invocando lo Spirito, come un certo GUILLERMO M., che si definisce apostolo e che
insieme a sua moglie, che si autodefinisce profetessa, ha fondato una nuova
Chiesa (E.R.J.) con sede a Miami, Florida, la più grande chiesa ispanica negli
USA, che va in tour per l’Europa, approdando anche in Italia in questi giorni,
il quale al grido di ‘’Uno, due, tre… fuocoooooo’’ spinge le persone a terra
pretendendo di trasmettere loro il fuoco di Dio, rievocando la Pentecoste.
Dire che è
semplicemente ridicolo è poco, il termine più adatto è ‘’ inganno, idolatria,
raggiro diabolico’’.
Quello che più spaventa è la facilità di adesione a tali proposte,
cosa che rivela la superficialità e mancata consapevolezza della propria fede e
dei suoi principi portanti
Qual è dunque lo stato di salute della fede occidentale?
Pessimo. Disastroso, direi!
Ben poco, credo, ci sia rimasto da dire: tre grandi Continenti, con
tre grandi storie, con tre grandi verità: la Verità dello Spirito, la verità
del mondo, la verità del relativismo.
La Verità è una sola, lo sappiamo: vi
manderò lo Spirito che vi condurrà alla Verità tutta intera.
Noi invece dimostriamo di essere bravi a spezzettare la Verità, a
prenderne un pezzettino e a innalzarla a ‘’VERITA’ ASSOLUTA’’, senza tener
conto del suo rapporto con il contesto biblico tutto intero.
Così facendo laceriamo la Verità.
La Verità è indivisibile da se stessa; lo Spirito non agisce per
settori come siamo abituati a fare noi.
La Verità ha lo Sguardo ampio e contiene tutto in Sé.
Lo Spirito ha le ali grandi per contenere e racchiudere tutta la
Parola in Sé.
Guai ad estrapolarne una parola e a farla diventare Verità assoluta.
La Verità è l’insieme della Parola, soltanto nella sua unitarietà essa
si compie totalmente e non può essere altrimenti.
Invece di farci bruciare dal Fuoco dello Spirito, siamo noi a bruciare
lo Spirito al fuoco fatuo delle nostre idee.
Le nostre ideologìe sono
incendi pericolosi nel quale finiamo con il bruciare noi stessi
irrimediabilmente.
Povero uomo!
Quando l’uomo vuole farsi ‘’artigiano di se stesso’’ cade
clamorosamente nell’ inganno più diabolico.
L’Artigiano è Uno solo: lo Spirito santificante!
È nelle Sue Mani che diventiamo creature nuove, creature belle,
creature buone, anzi… molto buone.
Dove per ‘’buone’’ non si intende ‘’sottomesse e sminuite nella
propria dignità’’ ma ‘’meravigliosamente libere e sante… straordinariamente
simili … a Dio, compimento brillante e totale della volontà dell’uomo in
perfetta comunione con quella di Dio, Unico Creatore e Signore della Storia e
Padrone dell’Unica Verità che illumina e redime la nostra natura terrena e fa
crescere e maturare quel seme posto in noi come Dono eccezionale dell’Amore di
Dio per la creatura sola e smarrita, ma mai orfana del Bel Pastore che la guida
su pascoli erbosi, che la riporta a Casa su
lle Sue Spalle, sul suo Cuore la fa
risposare e nella Sua Pace la fa
ristorare!’’.
