mercoledì 28 dicembre 2016

MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

Messaggio del 25 Dicembre 2016 a Jakov

"Cari figli!
oggi in questo giorno di grazia vi invito, in maniera particolare, a pregare per la pace.
Figli, io sono venuta qui come Regina della Pace e tante volte vi ho chiamati a pregare per la pace, però i vostri cuori sono agitati, il peccato vi frena ad aprirvi completamente alla grazia e alla pace che Dio vi vuole donare. Vivere la pace, figli miei, vuol dire prima ad avere la pace nei vostri cuori e donarsi totalmente a Dio e
alla Sua volontà. Non cercate pace e gioia nelle cose terrene perché tutto questo è di passaggio. Sforzatevi verso la Vera Misericordia e pace che viene solo da Dio e solo così i vostri cuori saranno pieni di gioia sincera e solo così potrete diventare testimoni di pace in questo mondo agitato. Io sono la vostra madre e intercedo per ogni uno di voi. Grazie perché avete risposto alla mia chiamata.
MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARJA - 25 DICEMBRE 2016




"Cari figli!
Con grande gioia oggi vi porto mio Figlio Gesù perché Lui vi dia la Sua pace. Figlioli, aprite i vostri cuori e siate gioiosi affinché possiate accoglierla. Il cielo è con voi e lotta per la pace nei vostri cuori, nelle famiglie e nel mondo e voi, figlioli, aiutatelo con le vostre preghiere affinché sia così. Vi benedico con mio Figlio Gesù e vi invito a non perdere la speranza e che il vostro sguardo e il vostro cuore siano sempre rivolti verso il cielo e verso l’eternità. Così sarete aperti a Dio ed ai Suoi piani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

domenica 25 dicembre 2016

                                                                       

                                                                               ERA GESU'

mercoledì 21 dicembre 2016

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IL GRIDO DEI POVERI

In questi giorni di attesa del NATALE, le agenzie dei telegiornali e dei programmi televisivi su argomenti di attualità si alternano fra previsioni di spese e statistiche, confronti fra l’oggi e il passato,  consigli per gli acquisti di fine anno o per i regali di Natale; evidenziano le preoccupazioni per la crisi e per le difficoltà economiche che non permetteranno grandi spese per queste festività. In quasi tutte le agenzie prevale il calcolo delle spese per il grande cenone: si parla di numeri con molti zeri.
Eppure sembra che sia sempre troppo poco, pare che gli Italiani debbano rinunciare a molte prelibatezze o leccornìe, perché non possono permettersele, sembra quasi che sia una festa ’ridotta’’
perché non possono permettersi certi lussi a cui  erano abituati o meglio dire a certi ‘’sperperi’’ a cui erano abituati e questo dà la sensazione di una certa ‘’miseria’’, quasi fosse miseria quando non ci si può permettere il di più!
IL DI PIU’.
Parliamo del superfluo, di tutto quel cibo che finisce nelle pattumiere, che non è un avanzo, ma che non viene affatto usato per le tante cose che si sono comprate.
Ecco, se in Occidente è considerata ‘’miseria’’ il non poter avere ‘’il superfluo’’,  nel Sud del mondo  è considerata ricchezza chi può permettersi un pugno di riso e un sorso d’acqua.
Quanta distanza tra l’uno e l’altro modus vivendi!
Quanta differenza fra la troppa abbondanza e la troppa miseria!
E in questo caso la fatidica frase ‘’eppure siamo nel Duemila’’ direi che calza perfettamente!
Se proprio vogliamo parlare di statistiche, mettiamone pure un po’ a confronto: le spese degli Italiani per il cenone di Natale, per esempio, e il numero dei bambini che OGGI, IN QUESTO MOMENTO, muoiono di fame e di sete, muoiono per malattie facilmente curabili, come raffreddore, varicella e morbillo…
Mettiamo pure queste ricerche di mercato a confronto: ci accorgeremo che il confronto non può reggere, non c’è confronto possibile fra la morte per fame e il lamentarsi per l’assenza del superfluo.
Il confronto non è possibile fra il vivere per mangiare e il mangiare per vivere.
E papa Francesco, come sempre, con lo sguardo e il cuore rivolto verso i suoi amati poveri, non può non ascoltare il loro grido e farlo proprio, accogliere il loro grido dentro di sé e amplificarlo per il mondo, usare la propria voce per dare voce a coloro a cui mancano i beni di prima necessità.
Il suo intervento al Simposio degli economisti lo scorso novembre ci aiuta a riflettere e ci esorta a rendere giustizia ai poveri, a dare un senso etico all’economia e alla finanza, così che mettano al centro l’uomo e non il denaro: il denaro per l’uomo e non l’uomo per il denaro!
È una questione di giustizia sociale ma anche di cuore … e di amore!
 Ascoltiamo, dunque, la sua voce...

Papa: ripensare economia ascoltando il grido dei poveri

Leggere  le  domande  per  rispondervi,  ascoltare  il  pianto  per  consolare, 
riconoscere  le  ingiustizie  per condividere l’economia, discernere le insicurezze  per offrire pace e guardare le paure per rassicurare: questo il delicato compito della vita consacrata 
(di Roberta Barbi –Radio Vaticana, sabato 26 novembre 2016)

Per ripensare l’economia, bisogna partire dalle piccole scelte quotidiane che tutti siamo chiamati a fare, usando i beni per scelte solidali, avendo cura del Creato e misurandosi con la povertà delle famiglie che ci vivono accanto. 
Questo il cuore del messaggio inviato da Papa Francesco al Simposio sull’economia svoltosi a Roma, presso la Pontificia Università Antonianum e organizzato dalla Congregazione per gli istituti di Vita consacrata e  le  Società di  vita  apostolica.  
Vi  hanno partecipato  circa  mille economi,  impegnati  sul  tema: “Ripensare l’economia nella fedeltà al carisma”.
Carisma, fedeltà e un ripensamento dell’economia: il Papa ripercorre i tre punti salienti che formano il titolo del Simposio sull’economia organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita  apostolica  per  offrire  le  sue  riflessioni  sul  tema. 
 I  carismi,  innanzitutto,  afferma  il  Santo  Padre,  nella Chiesa non sono “qualcosa di statico e rigido”, ma sono chiamati a fruttificare facendo nascere il bene all’interno della Storia.
Parlare di carisma significa parlare di dono, di gratuità e di grazia, come  conferma la radice del termine, charis: una società che non la possiede finisce per disumanizzarsi, mentre l’economia non è  mai  neutra  dal  punto  di  vista  etico  e  antropologico  e  se  non  concorre  a  costruire  rapporti  di giustizia  e solidarietà, genera situazioni di esclusione e di rifiuto.
Questa, dunque, la chiamata cui devono rispondere i consacrati:  restare  vigili  e  rispondere  alle  situazioni  concrete  mantenendo  vitali  questi  doni,  ma  anche ascoltando la Parola di Dio che ci parla e restando pronti a “sporcarsi le mani” lavorando nella storia scrutando  in  essa  i  segni  di  Dio  e  accompagnando  le donne  e  gli  uomini  del  nostro  tempo.  
Leggere  le domande  per  rispondervi,  ascoltare  il  pianto  per  consolare,  riconoscere  le  ingiustizie  per  condividere l’economia, discernere le insicurezze per offrire pace e guardare le paure per rassicurare: questo il delicato compito della vita consacrata.
Fedeltà al carisma e alla missione della Chiesa.
La fedeltà, invece, prosegue Francesco, oggi è “domandarsi cosa il Signore ci chiede di fare”. Chiedersi, dunque, “se le nostre opere manifestano o no il carisma che abbiamo professato – chiarisce il  Papa – se rispondono  alla  missione  che  la  Chiesa  ci  ha  affidato”.
 Il criterio di valutazione, naturalmente, non può essere  la  redditività,  ma – appunto la  fedeltà  al  carisma  che  richiede  il coraggio  di  tenere  lo  sguardo  ben rivolto a Cristo e le orecchie attente alla voce dei poveri.
"L'ipocrisia dei consacrati che vivono da ricchi danneggia la Chiesa".
Si arriva, dunque, al ripensamento dell’economia attraverso una rilettura attenta non solo della storia, ma della Parola di Dio, agendo poi con “quella fiducia coraggiosa nella provvidenza del Padre”.
Il Papa invita a non farsi tentare dalla logica dell’individualismo, ma ad esprimere il discernimento che opera nel rispetto delle leggi e  si pone  controcorrente  perché si serve  del denaro, non serve  il denaro, si avvale  di specialisti perché necessita di competenze e capacità specifiche, ma riguarda anche la vita di ognuno. In questo senso il discernimento non si delega,
perché investe la responsabilità personale.
Anche gli istituti di vita consacrata – aggiunge  il  Papa – non  sono  esenti  da  rischi  come  la  massimizzazione  del  profitto  che  è  distorsione dell’economia, o come il cedere alla trappola dell’avarizia. “L’ipocrisia dei consacrati che vivono da ricchi ferisce le coscienze dei fedeli e danneggia la Chiesa – avverte Francesco – dobbiamo educarci a un’austerità responsabile perché non basta aver fatto la professione religiosa per essere poveri”, soprattutto se l’istituto cui si appartiene  consente di  gestire  o  godere  di tutti i  beni che si desiderano.  
Compiere  scelte  di  onestà  è faticoso – conclude  il Papa - ma  si tratta  di acquisire un habitus,  uno stile  nel segno della  giustizia e  della condivisione  spesso scomodo, ma come scrive San Giovanni Apostolo nella sua Prima Lettera, “se uno ha ricchezze di questo mondo vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore come dimora in lui l'amore di Dio?''

domenica 18 dicembre 2016


Innamorato di Gesù
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La festività dell'Immacolata Concezione ci invita a riflettere sull'importanza crescente che ha avuto la presenza della Madonna nei tempi moderni, a partire dalle apparizioni di Rue di Bac a Parigi nel 1830 fino ai nostri giorni. Da allora è stato un crescendo continuo della luce di Maria che illumina le tenebre di un mondo che si sostituisce a Dio, indicando se stesso come dio. L'Ancella del Signore scende in campo contro l'impero tenebroso della menzogna e della morte, per schiacciargli la testa superba e per riportare nel mondo la regalità di Gesù Cristo. Dentro di noi e intorno a noi si è accesa una battaglia, alla quale la Regina del cielo chiama i suoi "apostoli", perché combattano per il trionfo  del suo Cuore Immacolato. Fin dall'inizio la Madonna ha assicurato la sua vittoria finale e non cessa di farlo tutt'ora, quando la potenza del male nel mondo sembra una forza invincibile. La Vergine potente contro il male già ora realizza silenziosamente le sue vittorie, nei suoi figli che si convertono, in quelli che danno testimonianza con coraggio e in quelli che, per amor suo e di Gesù, affrontano la persecuzione e il martirio. Noi dobbiamo far parte di questo stuolo di "apostoli di Maria" che portano la luce della verità e il fuoco della carità a un mondo che si è perso adorando se stesso e che è caduto sotto la schiavitù del serpente infernale.
                                                                                                                         P. L.

sabato 3 dicembre 2016

MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA - 2 DICEMBRE 2016



“Cari figli,
il mio Cuore materno piange mentre guardo quello che fanno i miei figli.
I peccati si moltiplicano, la purezza dell’anima è sempre meno importante.
Mio Figlio viene dimenticato e adorato sempre meno ed i miei figli vengono perseguitati. Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, invocate il nome di mio Figlio con l’anima e con il cuore: Egli avrà per voi parole di luce.
Egli si manifesta a voi, spezza con voi il Pane e vi dà parole d’amore, affinché le trasformiate in opere di misericordia e siate così testimoni di verità.
Perciò, figli miei, non abbiate paura! Permettete che mio Figlio sia in voi. Egli si servirà di voi per prendersi cura delle anime ferite e convertire quelle perdute. 
Perciò, figli miei, tornate alla preghiera del Rosario.
Pregatelo con sentimenti di bontà, di offerta e di misericordia. Pregate non soltanto a parole, ma con opere di misericordia.
Pregate con amore verso tutti gli uomini.
Mio Figlio ha sublimato l’amore col sacrificio. Perciò vivete con lui per avere forza e speranza, per avere l’amore che è vita e che conduce alla vita eterna.
Per mezzo dell’amore di Dio anch’io sono con voi, e vi guiderò con materno amore.
Vi ringrazio!”.

domenica 27 novembre 2016

MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA - 25 NOVEMBRE 2016


"Cari figli!  Anche oggi vi invito a ritornare alla preghiera.
In questo tempo di grazia, Dio mi ha permesso di guidarvi verso la santità e verso una vita semplice, affinché nelle piccole cose possiate scoprire Dio Creatore, innamorarvi di Lui e affinché la vostra vita sia un ringraziamento all’Altissimo per tutto quello che Lui vi dona.  Figlioli, la vostra vita sia un dono per gli altri nell’amore e Dio vi benedirà. E voi, testimoniate senza interesse, per amore verso Dio.
Io sono con voi e intercedo davanti a mio Figlio per tutti voi. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

sabato 12 novembre 2016

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QUANDO VERRA’, TROVERA’ LA FEDE?


Nelle ultime settimane di ogni anno liturgico, generalmente la liturgia riporta brani su argomenti escatologici;  non credo che questa scelta sia solo conseguenza del fatto che  si è nel mese dedicato ai morti e questo porta il nostro pensiero verso argomenti che parlano dell’aldilà e della fine di tutte le cose.
Siamo, invece, alla fine di un percorso liturgico che ci ha messo davanti fatti ed eventi di portata universale, interrogativi pressanti, laceranti che scatenano o che avrebbero dovuto scatenare in noi la crisi della nostra coscienza; abbiamo ripercorso la vita di un Uomo-Dio che, pur di salvarci, ha scelto di farsi Carne e di morire per noi e soprattutto per mano nostra.
Sì, forse è questo ciò che è più difficile credere e capire: il Figlio dell’Uomo sa che, per salvarci, deve lasciarsi uccidere da noi; sa che, per sconfiggere la Morte, deve prenderla su di sé, in un corpo umano del tutto simile al nostro e annientarla con la Sua Potenza Divina.
La Morte, alleata del Male, si impadronisce del nostro corpo e, distruggendolo, distrugge l’Opera Creativa di Dio; ma Dio, che scrive diritto anche sulle righe storte, non può lasciare che ciò che è uscito dalle Sue Mani e dal desiderio del Suo Cuore vada in frantumi e che il Male ottenga la sua vittoria; ecco che il Suo cuore di Padre misericordioso va oltre il peccato commesso dall’uomo e guarda alla Bellezza e alla Santità della Sua Opera e mette in atto un’operazione di Restauro: ricompone ciò che è stato distrutto e ne ricostituisce la Bellezza originaria, lo splendore della Creazione.
Risultati immagini per cristo che viene immaginiIl Figlio di Dio con la Sua morte restaura e redime tutta la Creazione: tutto il Male del mondo entra nel Suo Corpo e Lui lo distrugge con il Bene di cui è fatta la Sua Natura Divina; l’ onnipotenza del Bene supera ed oltrepassa magnificamente  la potenza del Male, che entra dentro di noi in tanti modi, ultimi dei quali la Malattia e la Morte.
Ma Cristo ha sconfitto la Morte, ha sconfitto il Mondo e noi siamo vincitori con Lui, in Lui e grazie a Lui.
Questo, per noi cristiani, è il debito d’Amore più grande che abbiamo mai contratto: la salvezza eterna è un dono inestimabile e imparagonabile, il DONO per eccellenza!
Noi che eravamo nel peccato, noi che abbiamo rinnegato Dio, noi che abbiamo alzato mille e mille volte la nostra voce contro di Lui accusandolo delle nostre sofferenze e delle nostre disgrazie, noi che Lo abbiamo rifiutato mille volte al giorno… noi che abbiamo alzato la nostra destra contro di Lui , mentre Lui soffriva per salvare noi… noi siamo stati salvati dal Suo Amore … per Amore, semplicemente ed esclusivamente per Amore!
Questo dovrebbe farci venire i brividi al solo pensarci: chi darebbe la sua vita per un peccatore?
Chi è in grado di amare fino al punto da sacrificarsi per colui che lo sta uccidendo? Per chi ha scelto di stare lontano dal Suo Amore, per chi ha rifiutato il Suo Aiuto, per chi ha fatto della sua vita un’ unica bestemmia?
Solo un Dio che ama e che non rinnega l’Opera delle Sue Mani può fare questo!
Può fare questo senza chiederci niente in cambio: ma solo per Amore, solo per Amore!
Questo dovrebbe metterci in ginocchio almeno ogni volta che ci troviamo alla sua Presenza, dovrebbe produrre in noi quella contrizione di cuore che porta a lacerare le vesti e a ricoprirsi il capo di cenere, come di davidica memoria.
E invece… e invece…
Risultati immagini per cristo che viene immaginiE invece noi continuiamo ad alzare i nostri pugni contro di Lui, la nostra voce contro di Lui, a chiudere il nostro cuore quando Lui sta alla porta e bussa, con la delicatezza e l’umiltà di un Pellegrino che non vuole invadere né disturbare, ma solo chiedere ospitalità, non per ricevere qualcosa da mangiare, ma per dare Qualcosa da mangiare: Se Stesso!
Un Pellegrino generoso ed umile che aspetta il nostro Sì pur sapendo che potrebbe oltrepassare quella porta senza nemmeno toccarla.
Ma a Lui serve il nostro Si’, quel sì che è la chiave della nostra salvezza: sì vieni, sì salvami, sì liberami, sì purificami, sì amami, sì scelgo Te!
Un piccolo Si’ che trasforma ed illumina la nostra vita e la restaura e la ricostruisce dalle fondamenta, ridonandole la Grazia perduta e rifiutata e riaprendo le Porte del Regno.
Chi avrebbe mai pensato che un semplice Si’ avrebbe avuto tutto questo potere, che porti in sé tutta questa Grazia, che racchiuda un Mistero così grande che fa la differenza nella qualità della nostra vita!?
Un sì! Un monosillabo! Un’adesione speciale, totale, determinante!
E davanti a tutto questo non ci si può non prostrarsi e rendere grazie: per il perdono del mio peccato, per la sofferenza vissuta per me, per il Suo Amore gratuito e fedele, per la Sua Presenza costante e attenta, premurosa e salvifica… per tutto quello che opera in noi, creature dalla dura cervice e dal cuore perverso!

Ma quanto tutto questo ci tocca veramente?
Quanto siamo coscienti di tutto questo?
Quanto crediamo in tutto questo?
Quanto desideriamo tutto questo?
Quante volte abbiamo ringraziato per tutto questo?
Ecco la domanda allora che stravolge ogni cosa: ma quando il Figlio dell’Uomo verrà sulla Terra, troverà ancora la fede?
Quest’interrogativo è forse il più diretto e il più straziante di tutta la Storia della Salvezza!
Troverà ancora la fede?
La risposta appartiene a noi.
La risposta dipende da noi.
La risposta è tutta nelle nostre mani.
La risposta dovrebbe essere quello stesso SI’ pronunciato dal Figlio dell’Uomo quando il padre Gli ha chiesto di venire in mezzo a noi e di lasciarsi uccidere da noi , per salvare noi.
La risposta dovrebbe essere quello stesso SI’ pronunciato dalla Vergine quando ha accolto nel Suo Grembo il Figlio di Dio insieme a tutto il dolore che i figli degli uomini avrebbero causato a Lui e di conseguenza anche a Lei.
Risultati immagini per cristo che viene immaginiUn Sì che risolverebbe tutto e rimetterebbe tutte le cose al posto giusto per buona pace di tutti.
Ma quel SI’ non c’è.
Quel SI’ fa fatica a venire fuori perché il mondo ci porta ad un’altra risposta, ad un’altra realtà, ad un altro esito: c’è la fede su questa Terra?
Senza entrare in temi escatologici e cristologici che sarebbero troppo grandi per essere trattati in poche righe, la risposta ci viene da un’esperienza personale vissuta in queste ultime settimane, un’esperienza molto semplice, forse anche banale, insignificante, che ci aiuta però a riflettere sulla nostra realtà di fede, ci dà la misura reale della nostra fede
Accade che, in questi ultimi giorni, il mio cellulare sia pieno di messaggi e messaggini contenenti delle brevi storielle: storielle che parlano di pace, di fede, di amicizia, di prossimità, di carità, di ascolto della Voce di Dio… in poche parole di tutto quello che è più caro alla fede cristiana, le nostre buone azioni, i nostri buoni propositi, i nostri buoni pensieri… tutto quello che di buono c’è nel cuore umano… e fin qui… niente da ridire, si tratta di storielle concrete, vissute o inventate, non importa, ma esperienze umane realistiche che fanno riflettere sulla direzione del nostro andare.
Tutto questo, dicevo, ci sta, se può aiutarci a fare una riflessione sulla bontà delle nostre azioni… ben venga, il problema nasce quando alla fine di ogni messaggino c’è una frase conclusiva che stravolge ogni cosa: se credi in questo, se non ti vergogni di questo, manda questo messaggino ad altre nove persone e qualcosa di bello ti accadrà in breve tempo!
Ed allora ogni cosa si infrange: la strumentalizzazione della Parola di Dio passa per ingenui messaggini che ci invitano a dimostrare la nostra fede non facendo quelle opere buone che vengono narrate nel messaggio, ma solo mandando quel messaggio ad altre persone, per non spezzare la catena!
Se la catena dovesse spezzarsi, c’è il rischio che tutto il male del mondo si riversi nella propria vita; se non si obbedisce al comando si interrompe qualcosa di così potente che può cambiare la propria vita; basta un sì perché qualcosa di bello ci accada e basta un no perché la nostra vita vada in frantumi!
La nostra vita, terrena ed eterna, passa per un messaggino che, usando le Parole di Cristo, ci porta verso la più mortale forma di paganesimo ed infima credulonerìa.
La nostra fede non passa per un sì a Dio, ma un sì a diffondere un messaggino che incide sulle nostre emozioni, sulla pochezza della nostra fede, sulla fragilità della nostra esistenza, sul nostro bisogno di Bene e ci fa drammaticamente deviare, ci fa credere che la fede sia fondata sulla paura di non rispondere positivamente a questo invito per evitare che accada qualcosa di brutto nella nostra vita.
La nostra fede passa per un sì alle paure, per un sì all’attaccamento a questo vita, per un sì a chi, nascondendosi sotto la Bontà della fede cristiana, opera perversioni servendosi degli stessi precetti cristiani!
Sottile l’azione, ma drammatiche le conseguenze!
Se la nostra fede è racchiusa in un solo messaggino e legata alla paura di quello che può accadere se non lo rispedisci altre nove volte… allora le conclusioni vengono da sé: quando verrà, troverà ancora la fede!
Tutto quello che la Chiesa propone da millenni, basandosi su esperienze e testimonianze di vita concreta… viene annientato da un messaggino di pochi righi!
La nostra fede dipende dall’adesione ad un invito: sì, l’adesione ad un invito!
La differenza la fa solo l’interlocutore al quale si dice il proprio sì: se al Figlio di Dio che bussa alla porta ed aspetta la nostra risposta sulla nostra disponibilità a diffondere il Suo Vangelo o all’amico che ti riempie il cellulare di storielle condite di emozioni e ti porta a credere che la tua vita dipenda dalla diffusione di un messaggino ???
Sì, l’interrogativo ci sta tutto!
Troverà la fede? E se la troverà, di che tipo sarà? Una fede evangelica o una fede mondana?

Alla fine di un percorso liturgico durato un anno, l’interrogativo è d’obbligo, come a dire: adesso che sai, adesso che hai sperimentato, adesso che hai avuto la possibilità di vivere la Parola proclamata… a che punto è la tua fede?
È successo qualcosa in te, nella tua vita?
Hai riflettuto sulla direzione della tua vita?
Hai detto quel SI’ che cambia la tua vita?
Hai preso sul serio la proposta evangelica?
L’hai messa in pratica nei giorni della tua vita?
Domande che non possono essere contenute in un messaggino sul cellulare e nemmeno in un’intera vita trascorsa pregando e lodando Dio.

La nostra fede (se proprio vogliamo restare sul concreto) sta nel coraggio – ci dice papa Francesco, nel celebrare il Giubileo dei poveri -  di chiedere perdono a tutti i poveri del mondo per tutte le volte che un cristiano ha girato la testa dall’altra parte di fronte ad un bisogno o ad una necessità del fratello!
La differenza sta sempre nell’azione di una mano: se viene stesa per aiutare qualcuno o solo per pigiare un tasto ed essere convinti di aver così messo al sicuro la propria vita, rafforzato la fede e santificato il Nome di Dio!

La fede  veicolata tramite un messaggino è un chiaro segnale dello svuotamento della nostra fede, dell'illusiorietà di questa nostra presunta fede, della pericolosità di una FEDE proclamata e non vissuta, scritta su un cellulare... ma non incisa nel proprio cuore!

giovedì 3 novembre 2016

«Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi;    perché tutti vivono per lui».Lc 20,38
Risorgeremo? Qualcuno dice di no, altri affermano che diventeremo fasci di energie, altri ancora che ci reincarneremo. Noi, credenti in Gesù, invece, ne siamo certi: risorgeremo! luceQuesta è la certezza.
Noi, come quel giovane ragazzo torturato da re Antioco (2Mac 7,11), sappiamo che il nostro corpo ci è stato donato per vivere e far vivere, e ci sarà ridonato, un giorno, carico della sua storia, delle sue ferite, delle sue guarigioni, come corpo risorto, totalmente trasfigurato in Dio.
Ma che cosa accadrà dopo? Come sarà la risurrezione? Come la morte sarà definitivamente vinta? Non lo sappiamo, e sinceramente forse non ci serve neppure saperlo! La risurrezione è l’unico momento della vita di Gesù in cui non ci sono stati testimoni oculari. Anzi, l’unica testimonianza sembrerebbe essere proprio l’assenza di un corpo e il vuoto di un sepolcro. Chi vorrebbe le prove per tutto usa questa mancanza come un’ulteriore prova di debolezza della nostra fede. Ma la fede non è una teoria e, come tale, non va dimostrata, va semplicemente vissuta. E allora, noi che crediamo, viviamola! Smettiamola di fare calcoli sul dopo e iniziamo a vivere da risorti il nostro oggi. Così il nostro corpo, quando risorgerà portando con sé la sua storia, potrà raccontare piccole storie di risurrezione donata.
(da:https://cantalavita.com) 

mercoledì 2 novembre 2016

MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA - 2 NOVEMBRE 2016


Cari figli, venire a voi e manifestarmi a voi è una grande gioia per il mio Cuore materno.
È un dono di mio Figlio per voi e per altri che verranno. Come Madre vi invito: amate mio Figlio al di sopra di tutto! Per amarlo con tutto il cuore, dovete conoscerlo.
Lo conoscerete con la preghiera. Pregate col cuore e i  sentimenti. Pregare vuol dire pensare al suo amore e al suo sacrificio. Pregare significa amare, dare, patire ed offrire. Invito voi, figli miei, ad essere apostoli della preghiera e dell’amore. Figli miei, è tempo di veglia. In questa veglia vi invito alla preghiera, all’amore ed alla fiducia. Mentre mio Figlio guarderà nei vostri cuori, il mio Cuore materno desidera che egli in essi veda fiducia incondizionata e amore. L’amore unito dei miei apostoli vivrà, vincerà e svelerà il male. Figli miei, io sono stata il calice dell’Uomo–Dio, sono stata strumento di Dio. Perciò invito voi, miei apostoli, ad essere calice dell’amore sincero e puro di mio Figlio. Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno.
Vi ringrazio, figli miei!
Mirjana ha riferito che la Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti di devozione portati per essere benedetti ed ha aggiunto che, mentre la Madonna se ne andava, ha visto un calice

mercoledì 26 ottobre 2016


MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARIJA - 25 OTTOBRE 2016


"Cari figli! Oggi vi invito: pregate per la pace! Abbandonate l'egoismo e vivete i messaggi che vi do. Senza di essi non potete cambiare la vostra vita. Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare, perché scoprirete Dio che adesso sentite lontano. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori. Ritornate al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata"

sabato 15 ottobre 2016



FAMMI GIUSTIZIA, MIO DIO!



''Fammi giustizia'' è il grido della vedova al giudice disonesto.
''Fammi giustizia'' è il grido che più di ogni altro si alza dalla Terra verso il Cielo.

''Fammi giustizia!!!''


Ma che cos'è la giustizia?
E che cos'è la preghiera, la supplica che implora giustizia?

Dice Kieregaard che ''La vera preghiera non è quando Dio sta ad ascoltare ciò che noi gli domandiamo; ma quanto l'orante continua a pregare fino a che sia egli colui che ascolta: che ascolta ciò che Dio vuole''
Il nostro pregare a lungo, dunque, serve più a noi che a Dio.
Non è Dio che è sordo, ma noi.
Siamo sordi a noi stessi.
Molte volte chiediamo, chiediamo, chiediamo senza renderci conto di ciò che chiediamo.
A volte crediamo di chiedere Giustizia, in realtà è solo orgoglio ferito il nostro, è solo limitazione del nostro agire, impossibilità di agire secondo la nostra volontà, che non sempre è retta, non sempre ciò che desideriamo o crediamo giusto è veramente giusto.
Il pregare insistentemente dovrebbe portarci a riflettere su ciò che chiediamo, fino a quando il nostro cuore non si apra all'ascolto del nostro chiedere e si renda conto di ciò che sta veramente chiedendo: è veramente giustizia o è ripicca, vendetta, superbia che fatica a ridimensionarsi?
Difficile da dire.
Quando qualcuno ci ferisce o ci manca di rispetto, la nostra reazione è pari all'orgoglio posseduto: tanto più siamo orgogliosi di noi stessi, tanto meno accettiamo che qualcuno possa interferire con le nostre decisioni e la nostra volontà.
Le nostre richieste di aiuto diventano così una richiesta di complicità da parte di Dio nei nostri confronti: chiediamo a Dio di diventare nostro complice, di schierarsi dalla nostra parte e di vendicare l'affronto ricevuto.
Il Signore ascolta. Certo che ci ascolta.  E ci ascolta subito, sin dall'inizio. Ma non interviene subito e non interviene come vorremmo. Ci dà tempo affinchè noi, riflettendo su ciò che continuiamo a chiedere, prima o poi capiamo il 
senso vero della nostra richiesta.
Il suo è un silenzio pedagogico.
Come la madre che non risponde al figlio quando si rende conto che la richiesta del figlio è dannosa per se stesso.
Il figlio capisce dal silenzio della madre che quella richiesta non va bene, se non riceve risposta è perchè c'è qualcosa che non va in quella richiesta.
Esattamente così funziona nei confronti di Dio, Padre amoroso e misericordioso, che ci spinge a riflettere, passato il primo momento di ira o di indignazione, su ciò che chiediamo.
Quando siamo arrivati alla  
giusta conclusione, allora la sua Voce ci chiarisce ogni cosa: ci si accorge che quello che si chiedeva era vendetta e non giustizia, era frutto di ripicca e non di giustizia vera. Il Signore ascolta sempre le nostre richieste ed agisce da Padre Giusto.
Il Padre Giusto non dà sempre ragione ai suoi figli solo perchè sono suoi figli e li deve difendere ad oltranza, anche contro la giustizia stessa; il Padre Giusto fa in modo che ogni esperienza sia occasione di crescita e di maturazione, capacità di vero discernimento interiore per capire la provenienza profonda delle nostre richieste.
Questo non sempre ci piace, perchè vorremmo che si schierasse dalla nostra parte e basta, senza se e senza ma...
Dio è Giustizia, ma non come la giustizia umana, soggetta ai condizionamenti politici, economici, personali..., una giustizia cioè relativa e non universale; la Giustizia di Dio è esercizio di pedagogia, spinta alla crescita, all'entrare in se stessi per cercare le risposte in se stessi, per cercare la verità vera e capire l'inganno subdolo della serpe che, ferita dal comportamento altrui, grida per l'offesa ricevuta.
Il tempo della supplica è tempo di riflessione su noi stessi; sbollita la furia, svanita l'ira, si apre un contenzioso con se stessi.
Molte volte questo sedersi e ragionare con se stessi è già risposta di giustizia da parte di Dio, è il suo modo per correggere il nostro cuore, è giustizia verso l'ingiustizia del nostro pensare.
E' difficile accettare questo, ma la Giustizia di Dio non è un compiacere l'io, quanto un agire secondo la Legge e la Logica di Dio, non sempre facili per noi, ma sicuramente e assolutamente GIUSTE per noi!

Ciò non toglie che ci siano richieste di giustizia veraci, opportune e giuste. 
Il Signore accoglie le loro richieste e dispone ogni cosa secondo tempi e modi che facciano giustizia a chi ha ricevuto offesa o è stato vittima di ingiustizie.

Nella maggior parte dei casi, però, forse va un pò modificato il nostro concetto di giustizia, che spesso è più vicino a quello della vendetta che della vera giustizia.

Il Signore non lascia mai soli. 

Il suo orecchio è sempre teso e aperto verso la sua creatura.
Al contrario, è la creatura che chiude il suo ascolto alla Voce di Dio e vorrebbe piegarlo al suo concetto di giustizia personale, quella che ci fa giudici implacabili e sceriffi efferati.

Sì, forse dovremmo un attimo riflettere sul concetto di giustizia prima di accusare Dio di ingiustizia, solo perchè non cede alle nostre richieste non sempre giuste e opportune!

Pensiamoci!

Certo, forse il pensarci a volte potrebbe farci un pò male!
Ma quel dolore è apertura del cuore al mistero della Giustizia Divina che è Luce che fa fuggire le tenebre in cui s'ingrassa a dismisura il nostro orgoglio che, se ferito, urla e sbraita come un mostro in gabbia!

martedì 11 ottobre 2016


CANTO A TE, SIGNORE!

Insegnaci a vedere
Insegnaci a vedere, Signore,
lì dove la foschia copre ogni cosa.
Insegnaci ad avere occhi che sappiano scrutare gli abissi,
sguardi che sappiano andare oltre le apparenze.
Insegnaci, Luce del mondo, a scoprire quanta vita
pulsa nelle notti, nei deserti, tra le mille forme di violenza,
negli spazi violentati dall’odio.
Dio della vita, la fede sia la luce che,
rischiarando il cuore, ci fa vedere nella notte.
La fede sia quell’energia
che ci fa credere nella vita
quando tutto sembra perduto.
Accrescila in noi, rendila forte. Amen.

sabato 8 ottobre 2016

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Dirti grazie Signore!
Oggi, Signore,
non vogliamo dirti altro
se non «Grazie!».
Per quanto, ogni giorno, ci doni;
per la vita che ci sembra
più un diritto da reclamare,
che un dono immeritato;
per il tempo e per il sole che sorge;
per gli sguardi che incrociamo
e per le mani che stringiamo.
Grazie, Signore,
nostro Padre e Creatore,
per le tenere e delicate carezze
con cui silenziosamente ci raggiungi.
Per la tua paziente attesa delle nostre risposte;
per quelle mille forme di guarigione interiore
che restituiscono pace al nostro cuore
anche in tempi di bufere.
Grazie, Signore, semplicemente
perché ci sei e perché ci sono. Amen.
ALLENIAMOCI IN MISERICORDIA  
Può la misericordia non avere il sapore della gratitudine? Decisamente no! 
E allora alleniamoci in gratitudine
impariamo a non dare per scontato il bene che 
riceviamo.




lunedì 3 ottobre 2016


MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE
Cari figli, lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre. Perciò vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidato a me. Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere lui. Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere! Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio, affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste, ma illuminato dalla luce di mio Figlio. Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima. Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce. Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione. Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova. Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori. Vi ringrazio.

sabato 1 ottobre 2016



MARIA REGINA DELLA PACE

    MEDJUGORJE
Messaggio a Ivan  27 Settembre 2016.

Martedì 27 settembre 2016 a VIENNA, nella cattedrale,
dalle ore 16 alle ore 21, si è svolto un incontro di
preghiera promosso dal Cardinale Christoph Schönborn
per la pace, è già l'ottavo anno.

Presente Ivan di Medjugorje.
Ecco il messaggio che la Regina della Pace
ha dato ad Ivan:


“Cari figli
anche oggi vi invito a pregare in questo tempo
per tutti coloro che soffrono, che vivono le loro Vie Crucis.
Pregate per loro, affinché accettino la croce come volontà di Dio
ed affinché Dio si glorifichi attraverso di loro”.