mercoledì 4 dicembre 2013

 
DIARIO DELLA DIVINA MISERICORDIA DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA
“La vera grandezza di un’anima sta nell’amare Dio e nell’umiltà”
(Diario, 427).
 
 
Suor FAUSTINA KOWALSKA fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro, a Roma il 18 aprile 1993 e proclamata santa il 30 aprile 2000. In quell'occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.
A distanza di circa 13 anni dalla beatificazione di sr. Faustina e di circa 80 anni dalla sua esperienza spirituale che l’ha portata all’incontro con il Signore, quest’attributo, ‘’la Divina Misericordia’’, che il Signore stesso le rivelò nelle sue numerose apparizioni, è ancora in gran parte sconosciuto, se ne parla poco, si pratica ancor meno la Coroncina ed è quasi sconosciuta la novena voluta da Gesù in riparazione dei peccati commessi dall’umanità contro il  Suo Sacro Cuore e il Suo Divino Amore.
In questo spazio, quindi, verrà proposto il diario di Santa Faustina, in brevi brani, così da collaborare alla volontà del Signore stesso che ha raccomandato la diffusione del culto della Sua Divina Misericordia “DESIDERO CHE TUTTO IL MONDO CONOSCA LA MIA MISERICORDIA” (Diario, 687); il Signore, fedele alle sue promesse, non mancherà di elargire le sue Grazie: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù confido in Te(Diario, 327).
“Attraverso questa immagine concederò molte grazie, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa” (Diario, 570).“Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici” (Diario, 47).
“I due raggi [sul quadro] rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (...). Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio” (Diario, 299).
 
INTRODUZIONE
Il diario, scritto in forma di memorie,  è stato scritto da Santa Faustina  negli ultimi quattro anni della sua vita.
In esso è rivelata la profondità della vita spirituale e la comunione della sua anima con Dio.
Il Signore ha elargito a santa Faustina grandi grazie: il dono della contemplazione, della conoscenza profonda del mistero della misericordia Divina, visioni, rivelazioni, stigmate nascoste, il dono della profezia e di conoscenza delle anime ed anche il dono rarissimo delle nozze mistiche : ‘’ Segretaria del Mio mistero più profondo, sappi che sei in confidenza esclusiva con Me. Il tuo compito è quello di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia Misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me. E perciò desidero che tutti i momenti liberi li dedichi a scrivere” (Diario, 1693).
..Attraverso te, come attraverso questa Ostia, passeranno i raggi della Misericordia sul mondo” (Diario, 441) . “...Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime (...) Oh! se riuscissero
a capire che Io sono per loro il migliore dei Padri; che per loro è scaturito dal Mio Cuore Sangue ed Acqua, come da una sorgente straripante di Misericordia; che per loro dimoro nel tabernacolo e come Re di Misericordia desidero colmare le anime di grazie, ma non vogliono accettarle (...) Oh! quanto è grande l’indifferenza delle anime per tanta bontà, per tante prove d’amore! (...) Hanno tempo per ogni cosa; per venire da Me a prendere le grazie non hanno tempo...”
(Diario, 367).
 
IL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA
 
L’essenza del culto della Divina Misericordia consiste nell’atteggiamento di cristiana fiducia verso Dio e di attiva carità verso il prossimo. Gesù richiede fiducia dalle creature (cfr. Diario, p. 597) e opere di carità, con azioni, parole e preghiera. « Devi mostrare misericordia sempre e ovunque verso il prossimo : non puoi esimerti da questo, né rifiutarti, né giustificarti » (Diario, p. 457). Cristo vuole che i Suoi devoti compiano ogni giorno almeno un atto di carità verso il prossimo. La diffusione del culto della Divina Misericordia non richiede necessariamente molte parole, ma esige fede, fiducia in Dio e misericordia sempre più grande. Santa Faustina durante la sua vita dette esempio di tale apostolato. Il culto della Divina Misericordia porta ad un rinnovamento della vita religiosa nella Chiesa, nello spirito di cristiana fiducia e misericordia, a proclamare con la propria vita e la parola l’ineffabile mistero della Divina Misericordia e ad invocare  la Misericordia di Dio per tutto il mondo.
LA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA
La coroncina alla Divina Misericordia è stata dettata da Gesù a Santa Faustina a Vilnius il 13-14 settembre 1935 come preghiera per placare l’ira di Dio (Diario, pp. 327-329). Chi recita questa coroncina offre a Dio Padre « il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità » di Gesù Cristo per implorare misericordia per i propri peccati, quelli del prossimo e quelli del mondo intero, ma allo stesso tempo unendosi all’offerta di Gesù si rivolge a quell’amore che il Padre celeste dona a suo Figlio, e in Lui a tutti gli uomini. Con questa preghiera si chiede pure « la misericordia per noi e per il mondo intero » e quindi si compie un atto di misericordia. Con una totale fiducia in Dio e con l’adesione alla sua volontà, i fedeli possono attendersi il compimento delle promesse di Cristo, in particolare di quelle che riguardano l’ora della morte : la grazia della conversione e di una morte serena. Le otterranno non solo le persone che reciteranno questa coroncina, ma anche l’agonizzante accanto al quale essa verrà recitata. « Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina – ha detto Gesù – si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima» (Diario, p. 487). La promessa generale dice : « Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno » (Diario, p. 806). « Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà » (Diario, p. 897). Tutto ciò infatti che è in disaccordo con la volontà di Dio non è un bene per l’uomo, ed in particolare per la sua felicità eterna. « Con la recita della coroncina – ha detto in un altro momento Gesù – avvicini a Me il genere umano » (Diario, p. 543). « La Mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina » (Diario, p.463).
 L'ORA DELLA MISERICORDIA
Nell’ottobre 1937 a Cracovia, Gesù disse a Santa Faustina di venerare l’ora della sua morte. « Ogni volta che senti l’orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola ; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell’ora che venne spalancata per ogni anima » (Diario, p.820). Poi, aggiunse : « Figlia Mia, in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono, e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il Mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di Misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi » (Diario, p. 820). Il teologo prof. Rózycki indica le condizioni perché la preghiera detta in quel momento sia ascoltata : deve essere rivolta a Gesù e recitata alle tre del pomeriggio, deve riferirsi ai valori e ai meriti della Passione di Cristo.
« In quell’ora – ha promesso Gesù – otterrai tutto per te stessa e per gli altri ; in quell’ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia » (Diario, p. 820).

PROMESSA DI GESU' AI SACERDOTI

CHE PROCLAMERANNO LA SUA MISERICORDIA

"Dì ai miei sacerdoti che i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole,
quando essi parleranno della mia sconfinata Misericordia
e della compassione che ho per loro nel mio Cuore.
Ai sacerdoti che proclameranno ed esalteranno la mia Misericordia,
darò una forza meravigliosa,
unzione alle loro parole e commuoverò i cuori ai quali parleranno"

Dal Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska
I° QUADERNO
O Amore Eterno, ordini di dipingere la Tua santa immagine E ci sveli la fonte inconcepibile della Misericordia. Tu benedici chi si avvicina ai Tuoi raggi, Ed all'anima nera dai il candore della neve. O Gesù dolce, hai eretto qui il trono della Tua Misericordia, Per aiutare i peccatori e ridar loro la gioia. Dal Tuo Cuore squarciato, come da limpida fonte, sgorga il conforto per le anime ed i cuori contriti. Erompe senza posa dal cuore degli uomini l'onore e la gloria per questa Immagine. Ogni cuore inneggi alla Divina Misericordia in ogni momento e nei secoli dei secoli. Dio Mio se guardo verso il futuro, m'investe la paura, Ma perché inoltrarsi nel futuro? Mi è cara soltanto l'ora presente, Perché il futuro forse non albergherà nella mia anima. Il tempo passato non è in mio potere per cambiare, correggere od aggiungere qualche cosa. Né i sapienti, né i profeti han potuto far questo. Affidiamo pertanto a Dio ciò che appartiene al passato. O momento presente, tu mi appartienI completamente, Desidero utilizzarti per quanto è in mio potere, E nonostante io sia piccola e debole, mi dai la grazia della tua onnipotenza. Perciò, confidando nella Tua Misericordia, avanzo nella vita come un bambino ed ogni giorno Ti offro il mio cuore infiammato d'amore per la Tua maggior gloria.










CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Padre nostro
Ave Maria
Credo in Dio, Padre Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;

salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi, la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.

SUI GRANI DEL PADRE NOSTRO SI DICE:
Eterno Padre, ti offro il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità
del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo,
in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

SUI GRANI DELL'AVE MARIA SI DICE:
Per la sua dolorosa Passione,
abbi misericordia di noi e del mondo intero!

AL TERMINE DELLA CORONCINA SI RIPETE PER TRE VOLTE:
Santo Dio, santo forte, santo immortale,
abbi pietà di noi e del mondo intero!

 O SANGUE E ACQUA CHE SCATURISCI DAL CUORE DI GESU'
COME SORGENTE DI MISERICORDIA PER NOI, CONFIDO IN TE|

martedì 3 dicembre 2013


CAMMINIAMO SULLA STRADA
CHE HAN PERCORSO I SANTI TUOI...
 
 
SANT’ELIGIO

1 dicembre

Nella nostra parrocchia si è sempre avuto un affetto particolare per Sant’Eligio, la cui statua è esposta nella chiesa di San Rocco. È conosciuto soltanto come protettore dei cavalli, per questo, nel passato, alla sua processione si usava portare cavalli e muli. Ma la storia di sant’Eligio è molto più di questo…

 
Egli era d’estrazione gallo-romana; nacque  nell’Haute-Vienne , vicino a Limoges, nel 588 e dimostrò ben presto un notevole talento come fabbro.
Il padre lo fece assumere come apprendista da un orafo responsabile della zecca; terminato l’apprendistato entrò nel territorio dei franchi e si fece conoscere alla corte del re Clotario II, a Parigi.
Il re gli fornì i materiali per la fabbricazione di un trono, con oro e pietre preziose e lui ne riuscì a farne due.
Clotario ammirava la sua abilità di progettista e la sua onestà e lo nominò capo della Zecca a Marsiglia.
Eligio e Clotario entrarono in conflitto quando quest’ultimo gli chiese di pronunciare il giuramento di fedeltà. Poi il re capì che era solo una questione di coscienza e che non era mancanza di lealtà nei suoi confronti, così assicurò ad Eligio che la sua coscienza era una garanzia di fedeltà maggiore del giuramento di altri uomini.
La considerazione e la fiducia di re Clotario nei confronti di Eligio era condivisa dal figlio Dagoberto I, che lo ammirava tanto e lo fece restare a Parigi. L’influenza di Eligio fu talmente grande che gli stranieri che giungevano a corte di solito per prima cosa gli facevano visita, così divenne una sorta di custode alla presenza del re. Gli furono affidati diversi incarichi importanti.
 A lui sono stati attribuiti diversi reliquiari come quello di S. Martino di Tours, S. Dionigi, S. Quintino, S. Genoveffa…
La sua abilità di artigiano, la posizione ufficiale a corte e l’amicizia con il re presto lo fecero arricchire; si vestiva in modo magnificente, a volte tutto di seta con abiti ricamati d’oro e adornati con pietre preziose.
Donava anche  grosse somme di denaro in elemosina: quando uno straniero gli chiese la strada per raggiungere la sua casa, gli disse:’’ Va in quella strada e fermati dove vedi una folla di poveri’’.
A corte fece amicizia con molti uomini che divennero poi vescovi, tra cui Audoeno; entrambi sentivano forte la vocazione per la vita monastica, ma Dagoberto non voleva separarsi da loro, sebbene li aiutasse nella donazione dei monasteri. Donò ad Eligio la proprietà di Solignac  dove fondò un monastero e una casa a Parigi  che trasformò in un monastero femminile; chiese poi altre terre  per completare la costruzione degli edifici e Dagoberto gliele concesse. Quando Eligio scoprì di aver usato più terre di quelle  che gli erano state donate, si recò dal re per chiedere perdono.
Dagoberto fu sorpreso della sua scrupolosa onestà e disse ai suoi cortigiani: ‘’ Alcuni miei ufficiali non hanno scrupoli nel derubarmi di intere proprietà, Eligio  invece ha paura di avere un pollice in più che non sia suo’’.
Eligio fu prescelto come vescovo di Noyon; egli si dimostrò un buon vescovo  così come era stato un buon laico e il suo fervore e l’interesse pastorale erano notevoli; le sue attività missionarie lo portarono nelle Fiandre dove predicò in diverse città.  I cittadini di Courtrai  lo insultarono in quanto straniero e romano, ma Eligio si prese cura dei loro infermi, li protesse dall’oppressione e mostrò loro con l’esempio il comportamento cristiano. Ogni anno a Pasqua battezzava coloro che aveva istruito nei dodici mesi precedenti.
Metteva in guardia il popolo che lo ascoltava contro gli incantesimi, la magia, gli indovini, gli stregoni, i maghi, l’uso dei presagi,  i luoghi e i templi segreti, festini di mezzanotte in nome degli antichi  dei pagani greci e molte altre pratiche pagane. I cristiani furono spinti ad aver fede nel Credo, nel Pater Noster, nei sacramenti dell’unzione in caso di malattia e nel Corpo e Sangue di Cristo.
Eligio fu celebre per la predicazione, insegnò ai ricchi ad aiutare i poveri, avvisandoli che lasciar morire di fame i poveri era un atto ignobile.
Fondò un monastero a Noyon, fu attivo nel culto dei santi locali. Ebbe una parte importante nella vita ecclesiastica del tempo; fu valido consigliere della regina reggente S. Batilde con cui condivideva una profonda sollecitudine nei confronti degli schiavi. Batilde, infatti, era stata rapida e venduta da bambina. Il concilio di Chalon proibì la vendita degli schiavi  fuori dai confini del regno e decretò che fossero liberi di riposarsi la domenica e nelle feste.
Eligio si occupò a lungo e personalmente di riscattare gli schiavi (uomini e donne, romani, bretoni, galli, mori e sassoni…) cui fu offerta la possibilità di entrare in monastero, restare nel mondo o ritornare nella loro patria. Alcuni di loro rimasero al suo servizio  fedelmente per tutta la vita.
Dopo essere stato vescovo a  Noyon per 19 anni, contrasse una febbre e morì l’1 dicembre 660.
Eligio fu per molto tempo uno dei santi più popolari della Francia e la sua festa era universalmente osservata nell’Europa nord-occidentale durante il tardo Medio Evo.
È considerato il patrono dei fabbri e degli orafi ed è anche invocato da coloro che hanno a che fare con i cavalli, a cause delle leggende connesse con questi animali e legate al suo nome.

lunedì 2 dicembre 2013



FOGLIO LITURGICO SETTIMANALE
Parrocchia S. Maria Assunta -
San Mauro Forte
BLOG: vitadiparrocchia.blogspot.com
Prima settimana del Tempo di AVVENTO Anno A


        Attendere:
      infinito del verbo amare
 

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Ecco la pressante esortazione rivolta ai credenti: vegliate. L’atteggiamento proprio del credente è la vigilanza, l’attenzione cioè a vivere appieno ogni momento perché non conosciamo l’ora in cui il Signore verrà.
L’invito rivolto ai credenti è di non considerarsi padroni della propria vita, bensì discepoli in attesa operosa dell’incontro gioioso con Cristo Signore.
Se per i credenti e gli appassionati del regno di Dio l’esortazione a tenersi pronti comporta un cambio radicale di prospettiva (anteporre sempre la causa del regno di Dio alla causa del proprio orticello), per i non credenti, l’esortazione a tenersi pronti, dovrebbe orientare a una vita incline alla sostanza delle cose e non all’apparenza.
Rauol Follereau, l’apostolo dei lebbrosi, affermava: «Ci sono di quelli che prendono la vita a ridere. E di quelli che la prendono tragicamente. Molti pochi la prendono sul serio. Di una sola cosa l’uomo è sicuro, assolutamente sicuro: della propria morte. Ed è anche la sola cosa a cui non pensa quasi mai».


 Parola della settimana:   Vegliate!

 Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore (GS 1).

Comincia il tempo d’Avvento:
rinnoviamo la speranza in Dio che viene incontro al suo popolo
per nascere in mezzo a noi, per essere Dio-con-noi.

Martedì 3 dicembre ore 21.00
Consiglio Pastorale Parrocchiale


Azione Cattolica Parrocchiale
 
7 dicembre ore 21.00  Veglia Immacolata
 
8 dicembre Adesione Azione Cattolica
(tesseramento)
 
"L'appartenenza all'Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l'animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana." (STATUTO dell'AC art. 15.1)
Aderire all'AC significa scegliere di vivere da laici la propria chiamata alla santità, partecipando attivamente alla vita dell'associazione quale piena esperienza di Chiesa.
 
  1. Una scelta personale,
un segno decisivo che “traduce” la nostra più ampia adesione a  Cristo e alla Chiesa universale.
Dice pur nella semplicità di un gesto e di una tessera, un impegno di vita cristiana  fondata sul vangelo, che cerca di portare  novità e speranza sulle strade del mondo
 
  1. Una chiamata alla dimensione comunitaria.
Aderendo all’Azione Cattolica, ogni socio, si pone a servizio della comunità parrocchiale e diocesana, dichiara la propria disinteressata ma ferma volontà di collaborazione alla Chiesa locale, con un riguardo speciale alla “questione educativa”.
 
  1. Espressione di responsabilità laicale. 
I soci di Azione Cattolica vorrebbero essere cristiani che prendono decisamente in mano la propria vita, assumendosi precise responsabilità verso la chiesa e le comunità.
 
  1. Assumersi la responsabilità economica
di sostenere la propria associazione, a livello locale e nazionale, consentendole di avere mezzi adeguati per realizzare la molteplicità di iniziative che ne fanno un’associazione popolare.
 
  1. Il valore profetico di essere associazione
oggi, espressione della volontà di “mettere assieme” di crescere assieme.
In un epoca spesso segnata da lacerazioni e divisioni, l’AC indica, nella sua semplicità, che è possibile unire, avvicinare, costruire assieme.
 

AVVENTO -  Inizio nuovo anno liturgico

Ogni nuovo inizio dell’Anno liturgico ricarica i nostri cuori di nuova forza e di rinnovato entusiasmo perché, come cristiani, siamo in attesa di Colui dal quale scaturiscono libertà, salvezza e pace. Dio, che è fedele alle sue promesse, viene incontro all’umanità inviando il suo Figlio, Gesù Cristo, la nostra unica vera speranza.

Il tempo di Avvento non è tempo di penitenza (attenzione a non confonderlo e/o uguagliarlo alla Quaresima!!!), ma di essenzialità: chi attende non si distrae, non si “diverte”, cioè, non cerca di spostare l’attenzione.

Iniziamo oggi un nuovo Anno liturgico. Siamo invitati a rimetterci in cammino con un atteggiamento di sobrietà e di vigilanza.





 
 
«Vegliate in ogni momento pregando, perchè abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
(Luca 21, 36)
 
Corona dell’AVVENTO prima settimana
 
La candela che accendiamo è quella della
vigilanza e della speranza.
 
Viviamo questo tempo di Avvento, cioè di attesa per la nascita di Gesù, all’insegna della vigilanza e della preghiera, con il cuore pieno di speranza.
 
Vieni Signore Gesù!
Guida i nostri cuori sulla via della speranza.
Amen

VITA  PARROCCHIALE

· Domenica 1  dicembre ore 18.00 A.C. Catechesi Adulti
· Mercoledì, Confessioni ore 16.00-17.00
· Giovedì, giornata eucaristica - Confessioni ore 15.30-16.45
· Venerdì, ore 21.00 Scuola della Parola
· Sabato , Catechesi ore 17.00 giovanissimi, ore 18.30 giovani
· Sabato, ore 21.00 Veglia Immacolata “Maria nei Vangeli”
· Domenica 8 dicembre ore 11.30 Processione Immacolata

 
Azione
Cattolica
Parrocchiale
 
A.C. R.  - domenica ore 15.30 Salone parrocchiale
A. C. R. - giovedì ore 16.45 Adorazione Eucaristica
ADULTI - domenica ore 18.00 Catechesi
GIOVANI -  Sabato: incontro ore 18.30

Domenica  1  dicembre   2013    
1ª di Avvento  (letture del ciclo A)
Is 2,1-5; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44
 
Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
 
Ore 11.00  S. Messa  
 
Ore 17.00  S. Messa
 
                Ore 18.00  Catechesi AC Adulti
Lunedì  2  dicembre          S. Eligio
 
Is 4,2-6; Sal 121; Mt 8,5-11
 
Molti dall’oriente e dall’occidente verranno nel regno dei cieli.
 
“Chiesa San Rocco”
 
Ore  16.45  Rosario
 
 Ore 17.00  S. Messa -Novena Imm.
 
 Martedì  3 dic.    S. Francesco Sav.  
 
Is 11,1-10; Sal 71; Lc 10,21-24
 
Gesù esultò nello Spirito Santo.
 
 
Ore  16.45  Rosario
 
  Ore 17.00  S. Messa -Novena Imm.
Mercoledì  4  dicembre      
 
Is 25,6-10a; Sal 22; Mt 15,29-37
 
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.
 
 
 
Ore  16.45  Rosario
 
Ore 17.00  S. Messa -Novena Imm.
Giovedì  5  dicembre      
 
Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27
 
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.
 
Ore 15.00   Esposizione SS. Sacramento
 
Ore 16.45  Adorazione ragazzi
               
Ore 17.30  Adorazione Comunitaria
               Novena Immacolata
 
Venerdì  6  dicembre      San Nicola
 
Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31
 
Gesù guarisce due ciechi che credono in lui
 
Ore  16.45  Rosario
 
Ore 17.00  S. Messa -Novena Imm.
 
Ore 21.00  Catechesi biblica 
 
Sabato  7  dicembre    S. Ambrogio

 
Is 30,19-26; Sal 146; Mt 9,35–10,1.6-8
 
Vedendo le folle, ne sentì compassione.
 
Ore  16.45  Rosario

 Ore 17.00  S. Messa -Novena Imm.

Ore 21.00  Veglia mariana 
 
Domenica  8  dicembre   2013    
IMMAC. CONCEZ. B. V. MARIA
Gn 3,9-20; Ef 1,3-12; Lc 1,26-38
 
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
 
Ore   8.30  S. Messa  
 
Ore 10.30  S. Messa
 
Ore 11.30  Processione Immacolata
 

 

domenica 1 dicembre 2013

 
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CAMMINO A.C.
1^ Domenica di Avvento
VEGLIATE
‘’ Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo…

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà …
tenetevi pronti perché,
nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’Uomo’’.
(Mt 24,37-44).
“Come furono i giorni di Noè così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito …” .
Gesù non sta rimproverando di questi atteggiamenti, ma vuole dire che, tutti presi dall ordinarietà della vita, non si sono accorti di quello che stava per accadere. Quindi le azioni della normalità, della routine quotidiana, rischiano di non far accorgere della straordinarietà di quello che sta accadendo. Cosa vuol dire Gesù? L’arca costruita da Noè non ha accolto tutti, ma solo chi si è accorto del disastro incombente. Ugualmente il Regno di Dio è una proposta di salvezza per tutti, ma non è di tutti perché entrare nel Regno è frutto di una libera scelta: quanti lo scelgono vengono accolti, e quanti non lo scelgono invece vengono lasciati. Il seguace di Gesù sa che, in quanto costruttore di pace per gli altri, la propria pace è sempre precaria e, in ogni momento si può scatenare improvvisa la persecuzione, che sarà tanto più violenta quanto inaspettata è la sua provenienza. Gesù aveva detto che il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il proprio figlio. Quindi l’invito di Gesù è un invito a rinnovare la scelta per il Regno di Dio, tenendo presente che questa scelta comporta la persecuzione, ma con l’assicurazione che il Dio di Gesù, il Padre, sta sempre a fianco dei perseguitati e mai di chi perseguita.

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Il Natale è ormai vicino. Il Signore Dio alle minacce della storia non si è opposto con il potere esteriore, come noi uomini, secondo le prospettive di questo nostro mondo, ci saremmo aspettati. L'arma sua è la bontà. Si è rivelato come bimbo, nato in una stalla. È proprio così che contrappone il suo potere completamente diverso alle potenze distruttive della violenza. Proprio così Egli ci salva. Proprio così ci mostra ciò che salva. Vogliamo, in questi giorni natalizi, andargli incontro pieni di fiducia, come i pastori, come i sapienti dell'Oriente. Chiediamo a Maria di condurci al Signore. Chiediamo a Lui stesso di far brillare il suo volto su di noi. Chiediamogli di vincere Egli stesso la violenza nel mondo e di farci sperimentare il potere della sua bontà.
( S.S. BENEDETTO XVI - 2005)
 
Donaci il tuo Cristo, facci conoscere il tuo Cristo, faccelo vedere, non come lo videro i giudei che lo crocifissero, ma come lo vedono gli angeli che ne sono ricolmi di gaudio!

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TUTTI QUELLI CHE TROVERETE CHIAMATELI

Decisamente stimolanti le  provocazioni del brano di Matteo (22,1 – 14) che ci accompagnerà nel corso dell’anno associativo 2013-14: terzo anno del triennio, tradizionalmente dedicato alla missione.
Lo slogan dell’ anno ‘’Quelli che troverete, chiamateli’’ vuol sottolineare la vocazione nativa della Chiesa ad essere missionaria, per incontrare le persone là dove si trovano  e annunciare loro la presenza e la realtà del Regno ‘’ Strada facendo, predicate, dicendo a tutti che il Regno dei cieli è vicino’’ (Mt 10,7).

Gesù vuole i suoi discepoli in cammino per le vie della storia, capaci di uno stile di dedizione e di gratuità, per rivolgere a chiunque la sua chiamata  a una vita bella e significativa.
È in questo versetto che viene definita la missione della comunità cristiana: ‘’ Andate, battezzate ed insegnate a tutti uno stile di vita secondo il Vangelo, a vivere cioè secondo le beatitudini.’’

Gesù si è premurato di insegnare ai suoi la gioia di essere ed agire unitario, dove fede e vita, parole e opere siano in profonda consonanza
Il senso autentico della vita cristiana è dato da gesti concreti di amore fraterno, con una particolare attenzione ai più poveri, agli inermi, ai bisognosi, agli ultimi della società ‘’ perchè tutto quello che avete fatto ad uno solo di questi  miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me’’ (Mt 25,40-45).

Ciò che veramente conta agli occhi del Signore è credere in Lui e nella sua Parola e agire di conseguenza, secondo la volontà del Padre.
Il Signore ci interpella continuamente e ci spinge a rendere conto a Lui e a noi stessi delle nostre  scelte, a interrogarci sulla nostra coerenza, se è effettiva o solo presunta: ‘’Quanto sulla sua Parola siamo disposti a fare le nostre scelte e a impegnare la nostra vita?’’.

Il Signore continua a chiamare, a rivolgere i suoi appelli, a fare i suoi inviti, a proclamare il Vangelo della gioia e della salvezza, attraverso i suoi discepoli: un compito di straordinaria grandezza, per il quale essere gioiosamente grati e al quale bisogna restare fedeli, ad ogni costo, fino in fondo.
’ Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza’’ (2 Cor 6,2).

Nello scorrere del tempo si compie il dono di Dio, si realizza la sua benedizione… l’uomo è chiamato a riconoscere la salvezza che si realizza ORA,  nel TEMPO CONCRETO E QUOTIDIANO dell’uomo.
Il percorso dell’anno liturgico non è il resoconto dei fatti della vita di Cristo e ancor meno dei concetti basilari della fede; è, invece, la celebrazione dell’unico evento di salvezza che si realizza ogni giorno.

I credenti fanno ancora esperienza dell’incontro misericordioso con Dio, quell’avvenimento che si rinnova non più nella dimensione  storica, ma in quella misterica ogni volta che la Chiesa celebra, perché ad ogni celebrazione il mistero diventa ‘’attuale’’.
Il tempo storico diventa così tempo dell’incontro, dell’apertura a Colui che ci dona la salvezza; il tempo diventa teatro dell’accadere del mistero e si apre alla sua piena realizzazione nell’eternità.

In modo particolare il tempo che ci prepara alla memoria della nascita di Cristo è anche il tempo in cui lo Spirito viene guidato all’attesa della sua seconda venuta alla fine dei tempi; tempo della fede nel quale il credente è invitato a riconoscere la finitezza delle  realtà  di questo mondo e la presenza del dolore e del male per invocare l’unico che può guarire l’uomo dalle sue fragilità e a procedere sollecito verso il Regno sull’esempio  di Maria , di Colei che è beata perché ha creduto.
L’A.C. richiama il popolo di Dio a non restare inattivo, ma a procedere sicuro verso la meta della testimonianza quotidiana del Regno  e ci ricorda che è nella venuta di Cristo e nel suo ritorno la Forza che alimenta la nostra  Speranza.
(dalla presentazione del Vangelo di Matteo ''Tutti quelli che troverete chiamateli'', guida di A. C. per adulti - anno associativo 2013-14)